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INCONTRIAMOCI IN PIAZZA

per chiedere  il rispetto dei nostri figli

Sabato 5 e domenica 6 maggio l’associazione sarà presente nelle ore 10-19 con un proprio gazebo in due punti di Aosta:  Place des Franchises e Arco di Augusto per parlare di

separazioni in Valle d’Aosta, della Tutela dei minori, del condiviso e dei diritti del genitore non affidatario o collocatario secondo il Tribunale di Aosta.

I soci della sede regionale sono a disposizione per incontrare la popolazione e tutti coloro che vivono sulla propria pelle, direttamente e indirettamente, il mal funzionamento della giustizia e talune inefficienze dei servizi sociali.

Le separazioni sono un problema per tutti poiché hanno un costo anche per la collettività.

Le leggi esistono per garantire la bigenitorialità ai figli, ma vengono mal applicate o talvolta si procede con cultura e metodi anteriori al 2006, data dell’entrata in vigore dell’obbligatorio (reale e non solo nominale) affido condiviso. Ad Aosta c’è discriminazione

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Orientamenti  discordi  della dottrina e giurisprudenza  su IL COLLOCAMENTO DEL MINORE DA 0 A 3 ANNI

Nella XIV legislatura il Parlamento ha approvato a larghissima maggioranza la legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli riconoscendo a questi ultimi il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con i genitori e di ricevere da loro cura, educazione ed istruzione. La legge cercava di riequilibrare una situazione in cui l'88 per cento degli affidamenti avevano carattere esclusivo, con la conseguenza di attenuare se non addirittura compromettere ogni significativo rapporto dei figli con il genitore non affidatario. Nei primi quattro anni in cui questa legge è entrata in vigore, risulta però una diffusa sostanziale inapplicazione da parte dei diversi tribunali della Repubblica, dovuta principalmente alla difficoltà, da parte dei giudici, a distaccarsi da precedenti prassi consolidate. Molti tribunali continuano infatti a sostenere che

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Dalla parte dei figli PDF Stampa E-mail

Le separazioni sono al centro delle attenzioni dei media - talvolta per recondite ragioni personali, per celati giustificativi o per ritorni economici – ricorrendo all’apporto di professionisti di grido (spesso tali anche per le salate parcelle), dei cosiddetti collettori di gossip, di conduttori di trasmissioni radio-televisive a cui interessa particolarmente l’indice di ascolto (senza scrupoli si costruiscono ipotetiche situazioni con attori e si spacciano per vere) e la riconoscenza dei colleghi e del mondo che conta, di genitori separati con un certo conto in banca e di separati alla ricerca di un protagonismo che uccide il garantismo che invece dicono di difendere.Figli

Mancano, come protagonisti, genitori separati comuni, la cui quotidianità è impegnata tra lavoro poco retribuito, problematiche esistenziali, con o senza la presenza dei figli, e non hanno capacità o possibilità di ergersi a eroi, talvolta solo di carta. Di loro nessuno si occupa, soprattutto se le difficoltà della vita li relega ai margini di una società avida nel primeggiare e nello schiacciare gli altri, ad ogni livello.  Di loro, frequentemente, si parlerà solo per fare scoop e suscitare consenso negli ascoltatori o nei lettori. I legali, senza soldi, non sembrano essere disponibili a tutelare la loro genitorialità, messa in discussione dall’altro ex-coniuge, e i diritti negati dei figli.

La stragrande maggioranza dei separati vive la propria genitorialità puntando al rapporto significativo con i figli anche in situazioni di difficoltà, rifuggendo il clamore delle “piazze”. Alcuni genitori, a dire il vero, rivendicano, pretendono, una pari genitorialità e la totale disponibilità della controparte, dimenticando che un passato non può essere annullato e non può non suscitare perplessità nell’altro genitore e nelle istituzioni preposte alla tutela dei minori.

Assistiamo quotidianamente alla fiera delle vanità, dove rimbombano slogan, consigli, analisi, critiche, proposte e tanta, ma tanta, ovvietà. Solo raramente si sentono commenti sensati (non mi riferisco in modo specifico a quelli legali) e soprattutto calati opportunamente in una vasta realtà che sfugge a tanti legislatori, politici, servizi sociali, psicologi, sociologi, uomini di fede, operatori mediatici e agli opinionisti.

L’editoria, infine, ha scoperto un filone che potrebbe far cassa, soprattutto se gli autori sono personaggi noti per la loro professione.  Esistono tanti libri pieni di casi-fotocopia spacciati per eclatanti e pieni di asserzioni ormai note anche ai più distratti. Pochi autori presentano analisi approfondite, psichiche e sociali, che mettono in discussione la nostra cultura, il nostro essere genitori, il nostro essere società e la stessa procreazione dei figli fatta per amore ma troppo spesso anche con leggerezza, per distrazione, per gioco e/o a caso.

La vera genitorialità non consiste nella sola procreazione – azione alquanto facile e sbrigativa - ma nell’assumersi le responsabilità di scelte fatte o non fatte ma di cui ciascuno ne è ugualmente autore e dalle quali ne conseguono doveri inalienabili. I figli sono chiamati alla vita e non gettati nella vita.

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Aosta - Convegno 18 giugno 2011 PDF Stampa E-mail

Aosta - Convegno 18 giugno 2011

 

Le devianze minorili in Valle d’Aosta

Il fenomeno anche nelle famiglie separate

 
QUALE GIUSTIZIA AD AOSTA? PDF Stampa E-mail

doverosa e dolorosa riflessione

Da alcuni anni osserviamo il funzionamento del Tribunale di Aosta sull’applicazione del condiviso nelle separazioni, sulla tutela dei minori garantendo loro una equa e reale compresenza di ambedue i genitori, sull’amministrazione della  giustizia penale per tutti i presunti reati legati al diritto di famiglia e siamo giunti alla conclusione che le dovute aspettative dei separati, dei loro figli e della società civile vengono sovente disattese.

 

In alcuni nostri interventi abbiamo evidenziato come ad Aosta con troppa solerzia, senza il dovuto ed immediato riscontro si condannano i padri per stalking verso la moglie, spesso perché insistono telefonicamente per avere informazioni sui propri figli, o vengono allontanati dalla casa familiare per maltrattamenti in  famiglia, magari perché rivendicano pari opportunità giuridiche ed economiche, oltre che genitoriali. Non parliamo poi delle comunità protette sulla cui utilità e gestione, sui costi economici che noi tutti – non solo gli abitanti della valle d’Aosta – paghiamo senza riscontro per la poca trasparenza, e sulle quali chiediamo da tempo chiarezza alle istituzioni.  Ma tutti tacciono!

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AOSTA: Risposta all'Ordine degli Avvocati PDF Stampa E-mail

In Valle  separazioni molto care

 

  Le parcelle dei legali sono  troppo alte

 

            In una intervista a Il Corsivo del 22.11.2010, il presidente dell’Ordine degli avvocati della Valle d’Aosta, avv. Paolo Caveri, affermava – rispondendo ad alcune mie contestazioni - che le separazioni e divorzi non sono un business per i legali perché il loro numero è molto basso, stando alle statistiche ufficiali e che l’ordine – una volta informato - è pronto a reprimere eventuali abusi sui prezzi praticati e su lle mancate fatturazioni.

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