Attualità


Tanto tuonò che piovve! PDF Stampa E-mail
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Lunedì 11 Settembre 2017 15:14

Il Tribunale per i minorenni di Genova, dopo ben 11 anni ha emesso la peggiore decisione della storia del nostro diritto.

Tanto tuonò che piovve!


Avv. Gerardo Spira*

Con una decisione definitiva, dopo 11 anni di martirio, il Tribunale per i minorenni di Genova ha chiuso il caso di una madre francese e della figlia, nata da padre italiano, nel modo peggiore. Con PQM del 14 giugno 2017 il collegio, riunito in camera di consiglio ha dichiarato la madre decaduta dai diritti, poteri e facoltà inerenti la responsabilità genitoriale sulla figlia; ha disposto la interruzione dei contatti tra madre e figlia; ha disposto altresì che in caso la minore ne esprima il desiderio o ne manifesti l’esigenza, il servizio sociale di un noto comune vicino al confine francese, in collaborazione con il consultorio familiare, consultato il padre, provvederà ad organizzare incontri in forma assistita, semi assistita o libera, con le modalità, tempi e cadenze che saranno confacenti all’età, condizione ed esigenze della minore; ha fatto divieto alla madre di cercare contatti con la figlia diversi da quelli organizzati dal servizio sociale; ha condannato infine la madre a tutte le spese nonché al mantenimento della figlia in casa d’altri e al risarcimento danni in favore dei nonni paterni.

Sarebbe stato meglio condannarla a morte. Neppure nei confronti del più pericoloso criminale è stata emessa una sentenza così devastante.

In nessun altro tribunale per i minori d’Italia si è sviluppato tanto accanimento e con tanta cattiveria. Il giudice relatore, famoso per certe decisioni, dopo aver immotivatamente trattenuto il caso per oltre 10 anni, ha dato una sonora lezione ad una madre che ha insistito per aver preteso di voler vivere con la figlia ed ha avuto il coraggio di denunciare il caso al CSM e alla stampa.

Per oltre 10 anni il giudice di Genova ha inventato un percorso protetto, a tempo indeterminato, senza regola e senza obbiettivo. Mai è stato fissato un programma o un protocollo, affidando il caso alla discrezione più ampia di assistenti sociali, che hanno avuto il merito di affidarsi agli umori e sensibilità di quel giudice.

Quel Giudice, non ha accettato che un’altra donna forte dei principi della rivoluzione francese si è permessa di rivendicare parità di diritti con un uomo italiano.

Il collegio, costituito dal Presidente e dai soliti giudici onorari, ha condiviso il ragionamento trascinato dalla collega, per oltre 10 anni, su di un piano completamente estraneo alla legge e al diritto, sigillando una decisione, dal sapore di vendetta e di umore proprio di ben altra cultura.  Giustizia è stata fatta! La donna francese che ha rincorso invano per oltre dieci anni il diritto di madre si è vista umiliata e mortificata nella sua dignità, nel peggiore dei modi che la giustizia possa manifestarsi.

Mentre la vendetta ha appagato il giudice, la rabbia e la ribellione, purtroppo, mettono a dura prova la vittima la quale è costretta a rispettare la decisione e affrontare l’appello con grande dispendio di risorse finanziarie e psicologiche.

 

Nella Liguria rinomata per la particolarità dei fiori non si tocca nulla, specialmente l’ambiente. Qui ogni cosa deve stare al suo posto. A nessuno è permesso di chiedere o contestare contro l’ordine costituito. Qui la Giustizia minorile segue un altro equilibrio e obiettivi diversi dalla ricorrente giurisprudenza italiana e dalla legge. Anzi la legge 54/2006 è rimasta ancora una bozza in discussione.

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Settembre 2017 09:37
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L'Europa e le Autorità italiane stanno a guardare! PDF Stampa E-mail
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Lunedì 21 Agosto 2017 11:52

Il Tribunale minorile di Genova non vuole applicare la Carta europea dei diritti dei minori!

 

L'Europa e le Autorità italiane


stanno a guardare!


Ubaldo Valentini *

Abbiamo più volte denunciato all'opinione pubblica italiana il vergognoso e clamoroso caso di una madre francese la quale da ben 11 anni non vede e non incontra la figlia, ormai divenuta signorina, per responsabilità personali di un giudice e di assistenti sociali i quali di comune accordo, hanno deciso di metterla in penitenza solo perché la donna, armata del suo istinto materno e della cultura libera francese sta difendendo il diritto di madre contro metodi e sistemi che nel tribunale di Genova risentono di un odore che si è radicato fuori dallo Stato.

La madre francese si è mossa sulle indicazioni delle autorità nazionali, facendosi assistere dalle più competenti professioni, le quali hanno evidenziato contraddizioni e storture procedurali, messe in atto per sottrarre dolosamente la figlia avuta con un italiano appartenente ad una famiglia molto” rispettata”.

Da undici anni questa madre grida il suo dolore e lo fa nel più corretto rispetto delle leggi italiane. Non ha potuto fare altro e ancora attende che un giudice, per livore personale e per incapacità professionale, non riesce a trovare la via per emettere una decisione definitiva e consentirle di percorrere gli altri gradi del Giudizio.

E sono undici anni, la vita di una fanciulla.  A nulla sono valse le diffide e le richieste di intervento della Giustizia di controllo. La casta togata si è chiusa in un silenzio di corresponsabile omertà.  Quel Giudice continua a fare danni, restando al suo posto e le assistenti sociali, protette da quel magistrato, operanti in un ambiente finito all'onore della cronaca mafiosa, continuano a salassare chi non condivide il loro metodo.

La legge in questo tribunale non esiste e la Giustizia si vergogna di mostrare il vero volto. Solo i gesti eclatanti ormai nel nostro Paese sono divenuti degni di esaltazione e di preoccupazione. Solo questi, perché i responsabili, di fronte al clamore della notizia, vengono presi dalla paura di perdere lo stipendio e il posto, non per senso di colpa e di responsabilità.

Siamo a questo punto!

La cancrena morale e corruttiva ha invaso il tessuto istituzionale in ogni angolo del Paese e se qualche barlume di verità e di giustizia compare in questo mondo, vuol dire che il cittadino e il genitore vittime si sono rivolti altrove, ahinoi!. Tutto questo per ottenere un diritto scritto nelle leggi e negato da soggetti che agiscono in nome del popolo italiano. Sono sacri la vita e i figli e nessuno può sottrarli alla origine della procreazione dell'uomo e della donna!

La legge serve a far rispettare questi principi e non a sfaldarli. Per qualsiasi motivo nessuno può separare un figlio dai genitori ed è un atto criminale sottrarlo al principio di educazione, di istruzione e cure condivisi.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Settembre 2017 15:15
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Il rapporto con mio figlio ammalato che mi cerca, ostacolato dalla madre e dall’assistente sociale PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 02 Agosto 2017 18:37

Lettera di denuncia sulla malagiustizia

 

Il rapporto con mio figlio ammalato che mi cerca,

ostacolato dalla madre e dall’assistente sociale


Pubblichiamo la lettera di un padre che da anni si è visto sottratto il figlio dalla madre che da Roma, senza alcun accordo con il marito e in regime di affido condiviso, si è trasferita a Milano per seguire il suo nuovo compagno da cui ha avuto un figlio. A nulla sono valse le denunce del padre mentre le “bugie” della madre hanno trovato pieno accoglimento presso i giudici romani del Tribunale per i minori e della Corte d’Appello. Per il minore, attaccatissimo al padre e ai nonni paterni, è iniziato un inaudito calvario che perdura nonostante una sentenza che riconosce le false accuse della ex-moglie e revoca la sospensione (frettolosa e illegale) della responsabilità genitoriale e la delicata malattia del figlio, scoperta non dalla madre con cui era costretto a vivere ma dallo stesso padre nei rari incontri avuti con lui.

Le responsabilità dei giudici romani in tutta questa vicenda potrebbero essere tali e di una evidente gravità che altri giudici, con le consuete lungaggini e con stratagemmi tipici, potrebbero operare per attutire le loro responsabilità e, sicuramente, non nel “superiore interesse dei minori”.

I servizi sociali hanno tutelato e ancora tutelano la madre responsabile del forte e preoccupante disagio del ragazzino che, invece, ha bisogno solo di serenità e di stare dove vuole stare.  Il padre, i nonni e gli zii paterni sono stati estromessi dalla vita di Luca (i nomi, in corsivo, sono tutti fittizi ndr). I pianti e le suppliche del ragazzino per le istituzioni non hanno alcuna rilevanza. Non c’è nemmeno un pizzico di compassione e pietà dinnanzi alla gravità della situazione del minore.

E’ questa la tutela dei minori?

La lettera è stata inviata alle istituzioni lombarde interessate al caso. Sono passati mesi e questo ragazzino sembra non esistere. Nessuno ha preso in considerazione la sua delicata situazione di salute. L’arroganza istituzionale è passata anche sulla malattia del minore.

Invitiamo ad inviarci i vostri commenti che ben volentieri pubblicheremo, anche in forma anonima se richiesta. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – 347.6504095

***

Dott.ssa Alessi,

a seguito mia mail del 10/06/2017 e nostra conversazione telefonica del 11/06/2017 durante la quale Le ho manifestato le mie perplessità sul piano vacanza di Luca stilato dalla madre, con pec del 12/06/2017 mi viene inoltrata da funzionario sconosciuto, mai visto e letto nelle more del procedimento, tal Maria Rosa Sannipoli, una proposta inammissibile, in violazione degli articoli 7 e seguenti della legge 241/90 (assenza del procedimento amministrativo) che non tiene conto del “superiore interesse del minore” e non agevola il regolare deflusso del percorso avviato. Sono molto risentito per il suo comportamento da cui emergono: mancanza di rispetto per me e mio figlio, cattiva educazione nei miei confronti, trascuratezza totale per il caso in questione e da cui traspare nettamente la sua posizione di parte. La legge le impone equilibrio ed imparzialità!

Fin dal nostro primo incontro ho dovuto contrariarla per divergenze culturali; le sue iniziative aggravavano ed aggravano il procedimento che mi vede coinvolto a danno di mio figlio, mio, di altri aventi diritto, oltre che dell’erario pubblico.

Lei sta bloccando il procedimento e non invia la relazione al Giudice, sebbene richiestale, come da nota in mio possesso e neppure a seguito alla formale diffida del mio legale (omissione e rifiuto). Si è accordata per favorire qualcuno? Perché i cittadini Italiani devono pagare lungaggini burocratiche derivanti da incapacità amministrativa?

La mia posizione è chiara e risulta dalle relazioni degli operatori ospedalieri. Avrei voluto evitare precisazioni su comportamenti vecchi e nuovi, ma a questo punto, le reputo importanti, perché non si continui sulla strada intrapresa, che ha procurato e procura danni gravi e irreparabili allo stato psicofisico di mio figlio.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Settembre 2017 15:16
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Diritti e Doveri dei minori e dei genitori si applicano con uguale peso e contrappeso PDF Stampa E-mail
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Martedì 01 Agosto 2017 10:18

Incontro con la rappresentanza politica e burocratica della Valle d’Aosta


Diritti e Doveri dei minori e dei genitori

si applicano con uguale peso e contrappeso


avv. Gerardo Spira*

 

La problematica dei minorenni nell'ambito della questione famiglia è sfociata in diversi rivoli che non aiutano, a mio avviso, ad assicurare l'orientamento della legge e della giurisprudenza verso il superiore interesse del minore.

E' questo un concetto che tutti esprimono, ma che di fatto risulta sottratto ai buoni propositi, forse peri diversi interessi e ragioni.

L'anelito della verità dovrebbe stimolare studiosi ed operatori a ricercare una via unica sia nell'interesse della giustizia che della società.

I conflitti e le questioni sempre più crescenti dimostrano che il diritto, pur nelle tracce della giurisprudenza, si muove con incertezza, talvolta più dannosa del conflitto stesso.

Dalla legge sul divorzio a quella sulle separazioni abbiamo assistito ad una variegazione di decisioni, anche nella stessa fattispecie, che purtroppo hanno inciso negativamente sui rapporti tra le parti in conflitto e ancor più negativamente su quelli dei figli.

Non abbiamo reso un buon servigio alla società e non lo rendiamo quando consapevoli di ciò che accade non ci sforziamo di mettere la parola fine su di una situazione che diviene uno stillicidio continuo nelle relazioni interpersonali di tutti i soggetti in campo.

La materia è stata ubriacata da rigurgiti di livori trasfusi attraverso il timbro dello Stato e quello ancor più qualificante del Giudice che non si attarda più a comprendere le ragioni di un genitore che non vede un figlio da anni e non riesce a sentirlo per le varie frapposizioni quotidiane che gli distruggono la vita.

La collocazione, termine inventato lungo il percorso della giurisprudenza è il primo grave errore che, al di là del valore giuridico, ha fruttato vantaggi ad una parte e svantaggi ad un'altra, contro il cosiddetto principio dell'imparzialità.

Buon andamento ed imparzialità si intersecano e si completano in un solo valore che la legge costituzionale richiama sempre nell'affermazione dei diritti e dei doveri con uguale peso e contrappeso.

Poi le segnalazioni o i ricorsi continui fanno il resto. A questo punto ogni tentativo di trovare una soluzione giusta naufraga nel vasto mare di una discussione accademica che non ha niente di diritto, ma solo spunti, eccezioni e comportamenti di persone che si affrontano armeggiando i sentimenti e gli affetti dei minori, in nome dei grandi principi scritti nel diritto internazionale e nazionale.

Eppure non esiste nessun tribunale che possa decidere in materia di sentimenti. Quando ciò avviene è un obbrobrio giuridico - giudiziario.

Veniamo al punto che ritengo di grande importanza per trovare la via corretta nel percorso delle procedure e immettere la discussione nel filone corretto delle fasi interessate.

I sentimenti comuni delle persone separate sono di poca stima, in generale, verso gli operatori e la giustizia.

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Settembre 2017 15:17
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AOSTA - C.S.V. - Sala Convegni - Via Xavier de Maistre, n. 19 PDF Stampa E-mail
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Venerdì 14 Luglio 2017 11:31

AOSTA - C.S.V. - Sala Convegni - Via Xavier de Maistre, n. 19

Mercoledì 19 luglio 2017 ore 17,30

L’Avv. Gerardo Spira tratterà il tema

“Regolamento per i procedimenti amministrativi

in materia di minori e diritto di accesso

agli atti dei servizi sociali.

 

L’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori si rivolge agli enti locali italiani, competenti in materia minorile, per regolamentare con apposito protocollo tutta l’attività dei servizi sociali e garantire il diritto di acceso agli atti da parte dei genitori sia conviventi che separati.

Per regolamentare questa delicata materia, l’avv. Gerardo Spira, esperto di diritto amministrativo e diritto minorile, ha stilato un Regolamento che verrà discusso e fatto proprio da Regioni e comuni da cui dipendono i servizi sociali.

La materia delle attività relative ai minori conseguenti alle separazioni o divorzi è stata affrontata dalle Regioni e comuni in modo parziale lasciando spazi aperti, come quello sulle separazioni e divorzi restata assegnata ai Servizi sociali (che operano senza alcune regolamentazione) e risulta, infatti, mancante o carente di disciplina nella fase amministrativa in cui la Pubblica Amministrazione è chiamata ad intervenire con l'organizzazione ed i servizi.

Tale situazione permette ai servizi sociali regionali e comunali di attivare e sviluppare gli interventi secondo prassi e criteri discrezionali, con conseguenze sulle persone e sui minori.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Luglio 2017 11:33
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