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Valle d’Aosta: Regione speciale


La giunta regionale non ha dubbi sul suo operato


Al presidente della giunta, dott. Fosson, avevamo avanzato la richiesta di sottoporre le nomine dei coordinatori regionali al parere di legittimità dell’organo di controllo della Corte dei Costi della Valle d’Aosta perché secondo noi illegittime in base alla sent. 37/2015 della Corte Costituzionale. Nella emittente locale Bobine.Tv il presidente e l’assessore Baccega ci hanno risposto, sostenendo che tutto è regolare e che, pertanto, non chiedono nessun parere di legittimità.

Il solerte assessore, poi, ci accusa di interferenza sull’attività della giunta e, di conseguenza, è sua intenzione procedere nei nostri confronti. Con tanti guai giudiziari – che potrebbero riservarci anche altre condanne – i solerti politici di rango si preoccupano di perseguire chi chiede trasparenza e lo fa a norma delle leggi vigenti. Non solo. Hanno fatto una difesa delle nomine, inguaiandosi ulteriormente, a nostro modesto parere.

Questa la nostra valutazione dell’intervista in risposta.

“Il presidente Fosson e l’assessore Baccega, il 29 u.s. al microfono di Bobine.Tv, hanno risposto negativamente alla nostra sollecitazione, alla luce della sent. 37/2015 della Corte Costituzionale, di richiedere un parere legittimità alla Corte dei Conti sulle recenti nomine dei coordinatori e dirigenti regionali, mentre hanno dedicato quasi tutto il tempo ad elogiare una dirigente promossa, secondo il “buon senso”(?), coordinatrice, nonostante fra qualche mese andrà in pensione.

 

Al responsabile delle Politiche Sociali, in un recente incontro con la nostra delegazione, era stato fatto presente l’illegale comportamento, a nostro parere, di uffici e dirigenti dipendenti dal suo assessorato che non permettono, contra legem, ai genitori di accedere ai fascicoli relativi ai propri figli e del cui reato si occuperà la magistratura. Irritato perché, a suo dire, la nostra segnalazione non era veritiera, ci ha comunicato, nel congedarci immediatamente, che la responsabile del settore, per la sua efficienza, veniva promossa coordinatrice dalla nuova giunta.

 

L’assessore Baccega, nel corso della video intervista (consultabile in Bobine.tv del 29.3.2019), ci ha accusato (dando prova di non aver letto la lettera inviata a Fosson) di agire per “fatti personali” del passato e per colpire “una dirigente” di alta professionalità, esperienza e capacità. Nella lettera - riportata sul nostro sito web - abbiamo parlato solo della sentenza 37/2015 della Corte Costituzionale e ci siamo riferiti a tutte le nomine dirigenziali.

Avere dubbi e chiedere trasparenza non è un delitto di lesa maestà.

In un comunicato stampa – e non nella lettera – si era sottolineato che certe nomine in prossimità della pensione sollevano perplessità perché comportano solo un aggravio di spesa pubblica, (liquidazione e pensione molto più alte) che gravitano sui cittadini valdostani ed italiani.

L’assessore ha prontamente annunciato la sua richiesta all’avvocatura regionale, oltre al presidente, di “valutare questa (nostra ndr) interferenza in ogni suo ambito”. Il presidente ha condiviso l’intervento dell’assessore “entrato molto nello specifico” e una richiesta di trasparenza da parte dei cittadini, come prevede la legge, è considerata una “interferenza” che ostacola l’attività della giunta! Ben venga una indagine, ma a 360° e senza limiti spazio-temporali.

La nomina della dirigente prossima alla pensione, precisa Baccega – e lo fa per non parlare di un atto della giunta che potrebbe risultare illegale - con “quella esperienza, quelle capacità, tutta quell’attenzione in quello specifico settore fa sì che sia una nomina corretta e fatta con il buon senso” e che consentirà di “farla affiancare da qualcuno” che la sostituirà. Peccato che si ignori l’opposto parere dei genitori ed avvocati sul funzionamento del servizio da lei presieduto!

Ammissione evidente che anche in futuro verrà ignorata la sentenza 37/2015 della Corte Costituzionale e che in Valle d’Aosta si ignora il diritto italiano e, pertanto, le nomine dirigenziali a seguito di pubblico concorso non esistono e non esisteranno, come avvenuto, a mio modesto parere, anche il 23.3.2019. I solerti ed incalliti amministratori non sanno, forse, che l’”affiancamento” e il “buon senso”, senza concorso, non contano nulla nelle promozioni dirigenziali verticali.

Un altro dubbio: perché non andare a vedere anche il passato? - Ubaldo Valentini”

 

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