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Sconcertante verità in Valle d’Aosta


I responsabili di pregiudizi e danni ai minori!

 

Nel Convegno del 21 giugno tenuto ad Aosta sul tema “Valle d’Aosta sul tema: nelle separazioni siamo tutti responsabili di pregiudizi e danni ai minori!” sono emerse a chiare lettere alcune considerazioni che non potranno lasciare indifferente l’attuale maggioranza, l’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Mauro Baccega, e la Presidente del Consiglio Regionale Emily Rini e tutti i capigruppo invitati al dibattito, i quali hanno snobbato il confronto per la netta chiusura a queste problematiche, che riguardano oltre il 65% delle coppie valdostane con figli! Le istituzioni sono sempre chiamate in causa ogni qualvolta un minore viene “punito” nei suoi sentimenti e nelle sue aspirazioni e al suo genitore viene proibito, contra legem, di esercitare il proprio diritto-dovere alla co-genitorialità.

Chi nega la drammaticità di queste situazioni appare indifferente anche ai numerosi suicidi di padri separati - oltre cento a partire dal 1996, numero inferiore ai dati veri, per il silenzio di istituzioni e stampa - che ogni anno si verificano in vallata e che rappresentano un indiscutibile fallimento per le istituzioni coinvolte, tutte, e per la società valdostana.

Marina Vergoni, vice presidente dell’associazione, con fermezza e competenza ha evidenziato come i minori troppo spesso non sono tutelati, prima di tutto, dai servizi sociali e dai giudici che sottovalutano il fatto che un bambino o un ragazzo in età adolescenziale ha forte bisogno di affetto da parte dei propri genitori. E’ stata molto dura contro la prassi con cui i figli vengono tolti alla famiglia e affidate ad una comunità, “creando in loro un grave danno per un trauma psicologico che non verrà mai più superato e che condizionerà per sempre la loro vita futura”.

L’avv. Gerardo Spira ha denunciato l’urgenza di un “Regolamento” “per fermare prepotenze e abusi dei servizi sociali” ed ha più volte affermato che «le istituzioni, compresi i tribunali, non rispettano i principi dettati in modo unitario dal legislatore. La Valle d’Aosta, anche se regione a statuto speciale, deve seguire e rispettare le leggi italiane. Il tema delle separazioni in Valle d’Aosta è complicato e c’è molta confusione nel rispettare le leggi che lo regolamentano. E non va dimenticato che un cittadino ha il diritto di porre domande, non solo ai servizi sociali, ma anche al tribunale per conoscere tempi e modi di un procedimento giudiziale che lo riguardano, per esprimere il proprio parere sui tanti protocolli che tribunali e avvocati si danno senza il loro coinvolgimento».

L’avv. Francesco Valentini ha evidenziato il funzionamento delle istituzioni valdostane che, nei fatti, troppo spesso non rispettano i diritti dei minori e dei loro genitori. Gli assistenti sociali non rispettano il dovere della trasparenza, arrivando a ritenersi estranei addirittura ai vincoli della legge sulla pubblica amministrazione, negano ai genitori l’accesso ai fascicoli che li riguardano, devono rendere trasparenti i finanziamenti per i figli di genitori separati che elargiscono solo ed esclusivamente a quello collocatario senza renderne conto all’altro. “Occorre, quindi, predisporre un regolamento regionale per l’assegnazione dei contributi, ed attivare controlli pubblici seri, strutturati con personale capace e indipendente, sulla gestione dei contributi pubblici da concedere e/o concessi ed occorre predisporre un registro unico regionale per evitare troppe discrezionalità”.

Il relatore si è soffermato sui mancati controlli – anche quando richiesti dall’altro genitore - sul lavoro a nero e sui facili patrocini a carico dello Stato.

«Il problema delle separazioni in Valle d’Aosta deve essere affrontato anche dalle istituzioni pubbliche e per questo ho depositato ufficialmente alla Presidenza del Consiglio regionale una proposta per regolamentare l’attività dei servizi sociali in presenza di minori - ha precisato il consigliere regionale Roberto Cognetta del Mouv’ – e sono state gettate le basi per proseguire nel percorso iniziato diversi anni fa dall’Associazione. E di fronte a un documento ufficiale depositato la politica non può più chiudere un occhio, dovrà invece dare delle risposte che l’associazione, per conto dei minori e dei loro genitori separati, chiede da sempre. A questo punto bisogna tutti lavorare all’interno di un ‘perimetro’, coinvolgendo tutti gli operatori del settore”.

La Tavola rotonda, tenutasi nel pomeriggio, a conclusione del convegno, ha affrontato il tema “La tutela dei minori nelle separazioni in Valle d’Aosta”, moderata dalla giornalista Manila Calipari, ha chiuso un primo ciclo di incontri pubblici svoltisi negli anni e mesi scorsi ad Aosta con la partecipazione di esperti di diritto di famiglia e diritto amministrativo. Al dibattito hanno preso parte due genitori separati che hanno vissuto sulla propria pelle il mancato rispetto della legge, oltre all’avv. Spira e al consigliere Cognetta del Mouv’ (promotore, come consigliere regionale, fin dalla precedente legislatura, di un Regolamento per i servizi sociali della Valle d’Aosta che verrà discusso nei prossimi mesi), gli esponenti dei gruppi politici, Lega, M5S, Gruppo Misto.

Eugenio Greco, genitore separato, si è soffermato sulle sofferenze di natura psicologica ed economica che un padre deve affrontare una volta costretto ad uscire da casa. Si ritrova i figli che lo rifiutano, per accondiscendere alle pressioni del genitore presso cui sono collocati e che, dopo tre anni di sedute presso psicologi dell’Asl e servizi sociali, sono divenuti ulteriormente aggressivi nei suoi confronti. I servizi sociali hanno fallito su tutta la linea ed hanno finito per favorire solo la madre. La figlia di sedici anni, portata dalla madre al dibattito, ha dato, assieme al fratello ventiquattrenne, un’immagine brutta del nucleo familiare, lanciando accuse pubbliche al padre, il quale è rimasto in silenzio a subire una reazione, non controllata dalla madre presente. Si è capito che quelle provocazioni erano istigazioni di genere. Strano che il tribunale non lo abbia capito! Il figlio maschio, 24enne, che a tempi di scadenza, denuncia il padre per il mantenimento di dubbia spettanza, alle domande rivoltegli in pubblico sul lavoro che svolge, ha risposto di essere un precario e che ora si sta impegnando in un corso per fare l’assistente sociale. Qualcuno tra il pubblico ha sollevato dubbi sulla imparzialità culturale del soggetto, manifestatasi fortemente aggressiva ed accusatoria.

Il genitore ha ripercorso il suo calvario a seguito di una mediazione familiare mal gestita, i tempi lunghi e la mancata verifica dei contributi pubblici in godimento e dei redditi del nucleo familiare della sua ex. Questo genitore deve lavorare giorno e notte per pagare i finanziamenti presi per la gestione della famiglia, di cui la moglie era compartecipe ma che, di fatto, non ha mai pagato nulla. Inoltre il genitore è chiamato a pagare vecchie utenze, aggravate da interessi e multe, che la moglie, a sua insaputa e sebben avesse ritirato le somme dal c.c. comune (su cui solo lui versava lo stipendio), si era guardata bene dal farlo.

Willian Perron, genitore separato, ha ripercorso la sua storia dalla separazione al divorzio, mettendo in luce le criticità della mediazione familiare, fatta in privato con la stessa professionista che gestisce anche quella regionale. La mediatrice ha proposto un accordo di separazione che da subito (dopo la convalida del tribunale) si è rivelata non equa e il padre solo dopo se ne è accorto. La difficoltà più grave è stata quella di ottenere dal tribunale in sede di divorzio l’affido paritario dei figli che, di fatto, stavano metà tempo, ed anche più, con lui. Così il giudice ha stabilito che i figli restassero due giorni al mese in meno con lui per salvaguardare gli interessi della madre, al fine di consentirle di avanzare pretese economiche sull’ex marito e sui contributi statali e regionali percepiti per i figli, cui è stata assegnata anche la casa familiare di proprietà del 50% del marito.

«Per molti è meglio fingere qualche criticità nei servizi sociali - ha detto Andrea Manfrin della Lega - piuttosto che ammettere che il problema esiste. La politica deve essere sollecitata e questo convegno apre un varco. Al momento non esiste una procedura unica in materia di separazioni. L’Associazione Genitori Separati sta facendo un lavoro importante e se noi oggi siamo qui, a questo convegno, è perché non abbiamo paura di metterci la faccia e avviare un discorso che porti finalmente tutta la politica valdostana e le istituzioni a prendere coscienza del problema e a dare delle risposte».

«In una separazione - sono le parole di Manuela Nasso del M5S - si arriva a una guerra senza esclusione di colpi e ci si rende conto del problema solo quando si prova direttamente. Il mondo delle separazioni è un mondo difficile, ma non devono essere i minori a pagarne le conseguenze. E per quanto riguarda le problematiche di cui, proprio grazie all’Associazione Genitori Separati, siamo venuti a conoscenza nei mesi scorsi, sono emerse anche in questo convegno, non si può fare a meno di dire che bisogna avere contezza del problema. Bisogna arrivare a fare un’analisi dei dati, occorre trasparenza. E se in passato la Regione non ha avuto bisogno di dati e numeri, oggi non può esimersi da questo».

«Quello delle separazioni è un argomento che tocca. Una separazione - ha dichiarato Claudio Restano, Gruppo Misto - è un fallimento di vita! Dal punto di vista umano è un tema molto toccante, ecco perché bisogna porsi un obiettivo: fare un salto di qualità. Oggi non c’è un progetto, ma la politica ci deve mettere la faccia. E la faccia la devono mettere non solo quelli dell’associazione, ma tutti i portatori di interesse deputati a fare scelte. Non possiamo pensare a una terapia d’urto, perché questo è un tema che deve fare pensare prima di tutto che c’è bisogno di fare prevenzione. Per essere approvato, il regolamento presentato alla Presidenza del Consiglio dal collega Cognetta, e che noi altri condividiamo, deve seguire un iter. Ma questo è un primo passo della politica verso i presupposti di un percorso da seguire in serenità».

 

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