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L’unione fa la forza


Ubaldo Valentini

Le battaglie per i minori e per il genitore più debole sono battaglie di civiltà contro l’oscurantismo socio-culturale e contro i pregiudizi di genere che hanno ben evidenti risvolti economici difficili da estromettere dal superiore interesse dei minori e che annullano il principio inalienabile della bigenitorialità. Lo sperimentano tutti i giorni la stragrande maggioranza dei padri italiani che devono subire l’umiliazione dell’esclusione dai diritti genitoriali e vengono estromessi dalla vita dei propri figli a causa di una scarsa applicazione della legge e di una arrogante superficialità della maggior parte degli assistenti sociali che discriminano sempre il genitore di sesso maschile, ritenendolo inferiore (incapace) all’altro nella crescita ed educazione dei figli. La realtà, invece, è ben diversa e le conseguenze dell’accantonamento della figura maschile sono sotto gli occhi di tutti e spiegano le tante e pericolose devianze giovanili che minacciano la stabilità sociale.

Per fare certe battaglie occorre essere in tanti per andare contro le istituzioni e la cultura pressapochista che, negli affidi dei minori, non tutelano i minori e il genitore più debole creando una discriminazione tra madre e padre in perfetta coerenza con i principi del dilagante matriarcato.

Il numero fa la forza necessaria per lottare contro le palesi ingiustizie nell’affido dei minori quando termina la convivenza dei genitori. La pluralità delle idee, dei pensieri e degli impegni, le differenti personalità coinvolte, le varie inclinazioni e capacità di ciascuno permettono di individuare le soluzioni migliori per raggiungere l’obiettivo della piena bigenitorialità, risolvendo con successo le varie problematiche che, invece, potrebbero ostacolarlo.

Uniamoci per essere più forti, più liberi e vincenti nel conseguire l’obiettivo delle pari opportunità genitoriali nella vera cogenitorialità e nell’autentico rispetto dei diritti del minore ad avere due genitori con cui condividere le emozioni esistenziali e con cui progettare un futuro meno conflittuale e rispettoso delle prerogative di ciascuno.

Ti invitiamo ad iscriverti alla nostra associazione che opera da 28 anni in tutta Italia perché l’unione fa la forza e perché per combattere la giustizia ingiusta nelle separazioni bisogna essere in tanti e solo così si potrà cambiare l’ingiusta e arcaica cultura dell’affido dei minori. Chiunque può iscriversi per dare più forza all’associazione: esistono le sezioni separati, i figli dei separati, i nonni e i soci aggregati, cioè tutti coloro che condividono le nostre battaglie pur non essendo coinvolti direttamente nella separazione. Il costo dell’iscrizione 2026 (anno solare) è, da 19 anni, di €. 30,00 e può essere versata direttamente sul c/c postale n. 31198054 intestato a: Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps) – via Belvedere, n. 5 – 06012 Città di Castello (PG) – oppure tramite bonifico bancario: coordinate bancarie IT96 I076 0103 0000 0003 1198 054); causale: quota sociale 2026. Le quote sociali vengono utilizzate per convegni e conferenze e/o iniziative per far conoscere i diritti non solo dei genitori ma anche dei minori coinvolti nell’affido.

La nostra associazione non ha finanziamenti pubblici e gestisce le attività pubbliche (conferenze, convegni, gestione sito web, iniziative varie, etc. …) con le quote sociali degli iscritti, con il 5 x mille e con le erogazioni liberali. Vorremmo far presente che si possono versare erogazioni liberali (detraibili nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello di versamento) sulla stessa coordinata bancaria di cui sopra, che è IT96 I076 0103 0000 0003 1198 054, per sostenere l’attività dell’associazione o per una iniziativa specifica e/o particolare segnalata dal benefattore e con lui programmata.

Ti chiediamo un aiuto a diffondere il nostro statuto, che troverai in questo sito web, e a sostenerci con la campagna per il 5xmille, cioè con la destinazione delle tasse già pagate (che, altrimenti, verranno ugualmente ripartite tra i beneficiari del 5xmille) alla nostra associazione, scrivendo, nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi, il nostro c.f., che è 940 770 10547. Per tutte le informazioni e per i consigli operativi puoi contattarci su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o al 347.6504095.

In tanti per ridare il sorriso a tanti minori e a tante persone non collocatarie estromesse, di fatto, dalla vita dei figli da una giustizia ingiusta che non paga mai i danni fatti. Per questo ci battiamo per raggiungere una parità di diritti tra i due genitori attraverso l’applicazione della bigenitorialità per i figli (tempi paritetici tra i genitori) e la co-genitorialità, cioè ambedue i genitori devono concordare le decisioni sui figli, comprese le spese straordinarie; la battaglia che anche il genitore collocatario versi l’assegno di mantenimento per il figlio, riducendo, e di molto, l’assegno di mantenimento, ora previsto solo per il genitore non collocatario; per pretendere che ambedue i genitori, nell’affido paritario, provvedano direttamente al mantenimento dei figli quando sono con loro. È necessaria l’abolizione dei privilegi di genere, cioè lo strapotere della madre che, anche con l’affido congiunto, continua ad emarginare il padre, arrivando persino a perseguitarlo con false accuse.

Bisogna, inoltre, costringere gli enti locali a rivedere i bandi per l’edilizia popolare, prevedendo la particolare situazione del genitore non collocatario, che risulta beneficiario di un reddito che, in realtà, versa alla madre dei propri figli, sotto forma di assegno di mantenimento e rimborso di spese straordinarie per gli stessi; destinare il 30% delle abitazioni ai genitori non più conviventi e non collocatari dei figli, perché è loro diritto poter ospitare i figli, quando sono con lui, in una casa decente, di cui nemmeno i figli debbano vergognarsi. È necessario pretendere trasparenza e oggettività da parte delle istituzioni pubbliche preposte alla tutela dei minori e dei loro genitori, come i tribunali, i servizi sociali, la mediazione familiare e il variegato mondo, spesso lobbistico, che vi gravita attorno.

Continueremo a chiedere alle Regioni e agli Enti locali, da cui dipendono i Servizi sociali, anche nel 2026, l’urgente Regolamento sull’attività dei servizi sociali, coinvolti nelle separazioni e nella gestione dei minori, ed il Registro regionale di tutti i finanziamenti pubblici percepiti dai singoli genitori per i figli, affinché sia garantita, da parte del servizio pubblico, imparzialità e professionalità, mettendo a disposizione dei genitori anche i test, verbali degli incontri e videoregistrazioni degli incontri, sia con i minori che con gli adulti.

Solo così, in tribunale, ci potrà essere il contraddittorio e la contestazione delle loro relazioni, che, spesso, sono arbitrarie e palesemente di parte, oltre ad essere discriminatrici del genitore non collocatario, cioè del 94% dei genitori.

E’ una battaglia difficile, perché queste strutture sono di parte e vengono protette dalla politica, dai tribunali e dalle lobby dei servizi sociali, tutti coalizzati contro il genitore non collocatario, cioè quasi sempre il padre, spesso emarginato dalla vita dei figli e la cui paternità è riconosciuta solo per esigere il mantenimento economico dei figli, senza il riconoscimento dei suoi diritti genitoriali e, se non può versare il mantenimento, anche per oggettive difficoltà di lavoro, viene sempre penalmente condannato.

Più numerosi saremo ancora più forti per pretendere il rispetto dei diritti dei minori e del genitore non collocatario.

 

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