Attualità
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Tribunale di Bari


“Non ti faccio più vedere tua figlia”

madre indagata per induzione al suicidio


di Ubaldo Valentini*

La madre della bambina è stata tanto ossessiva e minacciosa verso il padre della bambina da indurlo, un anno fa, al suicidio. «Se non mi mandi i soldi non vedrai più tua figlia ... dirò a tua figlia che sei morto .... ti farò il c… e vedrai tua figlia solo con il consolato o con la polizia ... mi dovrai dare il tuo stipendio e la casa perché non mi hai garantito le condizioni di matrimonio con l'acquisto della casa» questi erano i toni dei messaggi minacciosi e offensivi che la signora inviava all’ex-marito per costringerlo a pagare.

Il giorno di San Giuseppe, festa del papà, a Bari è iniziato il processo per la richiesta della Procura di rinvio a giudizio della moglie e madre della figlia, la quale, rientrata in Italia (ogni volta dopo mesi di permanenza tanto che trascorreva più tempo nel suo paese di origine con la figlia che in Italia), ha continuato a rendere la vita del marito un inferno, lo aveva cacciato di casa, costringendolo ad andare a vivere nuovamente con i propri genitori, minacciandolo, proprio lei, di denunciarlo per maltrattamenti, procurandogli, scrive il p.m., «uno stato di profonda prostrazione psichica e di terrore di non poter più vedere la figlia minore». Il 10 aprile 2024, esausto per i continui maltrattamenti e minacce sul diritto di frequentazione della figlia, il padre si è gettato dal balcone della casa.

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19 marzo: Festa del Papà anche per i separati?


La festa del papà, quest’anno, sembra passare in secondo piano e, negli organi di informazione, la ricorrenza viene ricordata ma senza alcun entusiasmo, nemmeno pubblicitario. Forse la distrazione è voluta perché il padre, nell’affido dei figli, è sempre più ignorato e sempre più perseguitato nei suoi inalienabili diritti di genitore come se la tutela dei figli sia un affaire di chi li ha partoriti.

Cambiano i tempi, qualcuno timidamente sussurra. Non è così o meglio i tempi devono cambiare rimettendo, però, ambedue i genitori, e non solo quello con affido prevalente, al centro della vita dei figli, imponendo loro la condivisione delle scelte a tutela dei minori e imponendo ad ambedue i genitori a mantenere ed educare i figli.

I magistrati più attenti ormai parlano di affido paritario con l’abolizione dell’assegno di mantenimento e dell’assegnazione della casa familiare al genitore con affido prevalente. Occorre fare chiarezza nei rapporti tra genitori e genitori, tra genitori e figli e nei doveri educativi ed economici di ciascun genitore, verificando con scrupolo sia il giro di soldi che un affido comporta sia le mendaci dichiarazioni di chi specula sull’assegno di mantenimento per i figli. Chiarezza che va pretesa con ogni mezzo per garantire le pari responsabilità economiche di ciascun genitore.

La festa del papà non può essere solo una invenzione pubblicitaria ma deve essere l’occasione per una riflessione sulla dignità di questa figura genitoriale e sulla sua insostituibile e fondamentale importanza per la crescita dei minori e, di conseguenza, deve trovare spazio nei sentimenti di tutti coloro che parlano, a parole, di tutela dei minori e di coloro che sono chiamati, istituzionalmente, a garantire le pari opportunità genitoriali.

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