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Aosta


Figli affidati a comunità- Servizi e giustizia che non funzionano

 

Avv. Gerardo Spira

Il Covid ha sconvolto la vita di tutto il sistema mondiale. Non si è salvato nessuno. La legge è caduta nella pandemia isterica di tutti: cittadini, istituzioni, scuola, comuni, Servizi e Giustizia.  La famiglia, è quella che sta pagando il prezzo più alto.

Le istituzioni, invece di aprire le porte per rassicurare i cittadini in difficoltà, studiano ed emettono provvedimenti che li allontanano ancora di più dallo Stato.  Anche Il problema delle separazioni è finito in preda alle più assurde e sconvolgenti decisioni.  Non parliamo dei bonus o contributi concessi in questo periodo, che pure hanno fatto la differenza di genere, ma di provvedimenti che Servizi sociali e Tribunali continuano a sfornare, con guanti e mascherine, in nome della legge.

L’occasione del Virus ha finito per spezzare la schiena della famiglia che invece, proprio in questa occasione aveva bisogno di maggiore assistenza e di comprensione. Il mondo delle differenze e delle disuguaglianze ha aperto il varco alla corsa spregiudicata di affari loschi e oscuri. Ne esce sconfitto lo Stato e pagano figli e genitori. I figli pagano le conseguenze più dure e irreparabilidegli errori e delle inadempienzechiamate dai più “malagiustizia”. Il Costo più grande lo paga la Comunità tutta, che indirettamente paga le conseguenze degli errori di chi la rappresenta.

Mica pagano magistrati e servizi per gli errori commessi. Pagano i cittadini e i figli. I figli,testimoni di vicende che non dimenticheranno mai, e che hanno visto calpestati i diritti che cercheranno sempre nel corso della vita. Purtroppo la legge per tutti finisce in un tritacarne di situazioni, di condizioni, di persone e personaggi da cui i figli escono avvelenati.

L’Associazione GenitoriSeparati per la Tutela dei minori da oltre 20 anni ha prestato attenzione al problema e da sempre si è posta una semplice domanda: ”Che cosa c’entrano i figli con il fatto che i genitori decidono di separarsi?”

Il procedimento civile della separazione e divorzio entra nel mondo della più assurda pseudo-parapsicologia da cui tutti ne escono sconfitti: genitori, famiglie e servizi. I Giudici finiscono per non fare più i giudici, gli avvocati seguono la sorte e i minori finiscono in una segreta casa comune o casa famiglia che dovrebbe, secondo chi decide, sostituire i genitori.  Sappiamo come finiscono queste storie.I minori, sottratti, vengono consegnati in cura a persone di dubbia capacità e responsabilità genitoriali; a persone che svolgono ruoli e funzioni come un lavoro.Anzi in molti casi questo lavoro è svolto da persone che si portano dietro problemi del fallimento della propria vita familiare.

Il legislatore si è preoccupato del problema e con la legge n. 54 del 2006, che tutti i separati conoscono a memoria, ha dato valore e importanza alla famiglia e ha indicato le linee guida per garantire la tutela dei minori; ha specificatoqual è il ruolo degli Enti territoriali, locali e regionali; cosa deve fare il Tribunale quando viene chiamato a decidere. E’ compito del Giudice di fissare i capisaldi della carta dei diritti e degli obblighi di chi si separa, ordinandone l’osservanza.

Chi sbaglia paga.Questoè il principio. Non significa che a chi sbaglia si tolgono i figli. Significa che chi nonosserva la Carta, trasfusa nell’accordo o nella sentenza deve restituire all’altro genitore il tempo e il valore del diritto sottratto, compensandoli in termini economici.La funzione dei genitori deve essere imposta, non penalizzata. Nella legge il principio va in questa direzione. Invece leggiamo che in quasi tutti i tribunali d’Italia vengono fatti protocolli,che hanno solo lo scopo di mettersi d’accordo sul ruolo di ognuno. Si stabilisce cosa devono fare gli avvocati, cosa devono fare i servizi sociali e gli ordiniprofessionali di appartenenza.Il protocollo è firmano da tutti, tranne che dalle parti interessate, cioè dai genitori. Nei diversi incontri pubblici ne abbiamo parlato e lo abbiamo contestato.

A nostro avviso i protocolli, sono accordi che non hanno alcun valore di legge.

Riteniamo che il loro richiamo nelle decisioni e nelle sentenze, pone una seria considerazione di legittimità formale e sostanziale che va ad incidere sulla validità stessa del provvedimento. E sarebbe il caso che si aprisse nel mondo della giurisprudenza discussione anche su questo aspetto.

È di questi giorni la notizia scandalosa del caso di Pordenone, riportato e commentato anche nel nostro sito.

Per il conflitto di una coppia i figli sono stati chiusi in una struttura comunitariaper 2 anni e mezzo.  Alla fine la Comunità ha chiesto il conto ai genitori per oltre 100 mila euro (più di tremila euro al mese). Tutto è avvenuto col tacito assenso delle Istituzioni pubbliche.

E questo è un altro buco nero del Sistema italiano.

Cosa sono le comunità, le case famiglia?Chi dispone la collocazione dei minori in esse?Chi le gestisce e con quale personale? Chi controlla? Interrogativi che affondano in una parte della spesa pubblica. Ilcaso di Bibbiano ha scoperchiato la pentola in cui bollono tante vicende oscure di fatti, di soldi e di favori. E la società civile si interroga e vuol sapere.

Ne abbiamo parlato e scritto e insistiamo su questa questione. Le leggi stabiliscono che i figli e i minori, quando sorge la necessità e l’urgenza, vanno in via primaria affidati alla famiglia. Per famiglia si intendono i parenti stretti, zii, fratelli, nonni etc. Solo in casi estremi, si può ricorrere alle comunità che devono essere strutture controllate, legittime e trasparenti. Leggiamo che fatti ordinari, passano per straordinari per finire nel segreto di luoghi di cui non è dato sapere. Si sperperano ingenti somme di danaro pubblico per comunità e cooperative, mentre il problema si potrebbe risolvere senza aggravio sullo Stato, affidando e collocando i minori alle famiglie.

Questa società, dice un mio collega, è strana. Noi ribadiamo che non è strana la società, ma i soggetti a cui abbiamo dato la fiducia di amministrare e gestire la cosa pubblica in nome e per nostro conto.

*Intervento alla conferenza organizzata dall’associazione sulle richieste dei separati  ai candidati alle elezioni regionali della Valle d’Aosta, trasmessa in streamingsu www. Aostaoggi.it

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