Valle d'Aosta

Entra

Chi è online

 53 visitatori online

Statistiche


TOTALE VISITE : 405766

Login



Ultime notizie

5 per mille
Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates

PDF Stampa E-mail

Doverosa riflessione


I Minori, la Giustizia e la Legge


Avv. Gerardo Spira *

Ogni giorno leggiamo sulla stampa notizie di decisioni estreme della Giustizia adottate nei casi di separazioni, che ormai hanno invaso la famiglia e la società come un fiume in piena. Non c’è più assunzione di responsabilità giudiziaria o almeno essa non ha assunto il concreto e pieno valore! Ogni Tribunale tira fuori dal cilindro il proprio coniglio. Il rito davanti al Tribunale per i minorenni è diventato un terno al lotto; nessuno riesce a prevedere la decisione, tranne qualche caso preannunciato per la notorietà dei soggetti in campo.

I genitori aprono il fronte di guerra, la giustizia prepara lo scenario; il palcoscenico si affolla di una miriadi di personaggi, pronti ad aggredire, a tentare di mediare o ad accaparrarsi il pomo della contesa nel lungo e interminabile percorso giudiziario.

Il minore, soggetto che la legge pretende di salvaguardare, corre da una parte all’altra, strattonato, sgridato e imbeccato, in attesa di incontrare la tanto agognata pace e serenità. Intanto il tempo corre e come ormai tutti sappiamo, tra un rinvio e l’altro, memorie e Ctu, ci ritroviamo, ormai stanchi, maturi, si fa per dire, per sentire l’ardua sentenza.

Nel giorno del giudizio i genitori si presentano con qualche capello bianco, accompagnati da qualche altro minore, intanto venuto al mondo nel quadro della convivenza allargata insieme al fratello, pomo della discordia, col tono della voce cambiato, accompagnato per mano dalla prima fidanzatina di turno.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Non c’è illecito penale per il mancato pagamento delle spese straordinarie


Pretendere che le spese straordinarie

siano imprevedibili e sempre autorizzate

 

 

avv. Francesco Valentini *

Nelle separazioni e nei divorzi giudiziali, la fantasia di alcuni tribunali non ha limiti nel ritenere come spese straordinarie anche quelle che nulla hanno a vedere con l’imprevidibilità e straordinarietà delle stesse. Frequentemente non hanno nemmeno il buon gusto di vincolare tali spese al consenso preventivo ed obbligatorio dell’altro genitore, quello che, invece, deve pagare anche se tenuto all’oscuro di tutto dal collocatario e, spesso, anche dagli stessi figli.

La genericità di alcuni provvedimenti provvisori ed urgenti e delle sentenze di separazione e divorzio che non prevedono il carattere della imprevedibilità ed eccezionalità delle spese straordinarie e non vincolano la scelta al consenso obbligatorio dell’altro genitore - anche scritto in presenza di conflittualità tra i genitori - alimentano confusioni e conflittualità che potrebbero essere, invece, facilmente eliminate. Non si può supporre, come i fatti poi hanno sempre confermato, che talvolta le spese straordinarie (la cui natura non sempre è fiscalmente chiara) vengono fatte per mettere in ulteriore difficoltà il genitore obbligato a pagarle al 50%.

Compito del Tribunale è quello di emettere provvedimenti chiari ed equi a tutela di ambedue i genitori proprio per evitare e/o contenere la naturale conflittualità tra i due genitori. Tutto ciò porterebbe ad una drastica riduzioni ai troppi reclami e ricorsi per le modifiche dei provvedimenti necessari proprio perché contengono palesi contraddizioni e ingiustizie.

Il consenso - eccetto in presenza di pericolo di vita se l’altro genitore non è raggiungibile nemmeno telefonicamente - in regime di affido condiviso, non può essere ignorato è resta condizione imprescindibile per pretendere la restituzione della quota da parte dell’obbligato, cioè del genitore non collocatario.

Tramite il proprio difensore occorre pretendere chiarezza sulla distinzione tra spese ordinarie e spese straordinarie. Ogni tribunale ha la sua prassi ed alcuni hanno stilato dei protocolli in accordo con gli ordini degli avvocati ma senza minimamente coinvolgere i genitori e le associazioni di categoria, cioè i diretti interessati.

Le spese straordinarie - ci ricorda la cassazione -  sono “quelle spese non ragionevolmente prevedibili e preventivabili perché non rientranti nella consuetudine e nelle normali esigenze di vita dei figli e che non possono considerarsi esigue in rapporto al tenore di vita della famiglia” (Cassazione civile, sez. I, 01/10/2012, n. 16664)

Così vediamo che alcuni tribunali, nell’ambito delle spese scolastiche, considerano spese straordinarie la mensa, il materiale scolastico, i libri e i trasporti. L’assegno di mantenimento per i figli comprende le spese ordinarie e gli alimenti e le spese sopra menzionate sono coperte da tale assegno.  I libri e le tasse scolastiche sono spese prevedibili e quindi sono da considerarsi ordinarie come le spese sanitarie consuetudinarie (visite di controllo routinarie, ticket e medicine da banco, ecc.).

 

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Il Tribunale per i minorenni di Genova, dopo ben 11 anni ha emesso la peggiore decisione della storia del nostro diritto.

Tanto tuonò che piovve!


Avv. Gerardo Spira*

Con una decisione definitiva, dopo 11 anni di martirio, il Tribunale per i minorenni di Genova ha chiuso il caso di una madre francese e della figlia, nata da padre italiano, nel modo peggiore. Con PQM del 14 giugno 2017 il collegio, riunito in camera di consiglio ha dichiarato la madre decaduta dai diritti, poteri e facoltà inerenti la responsabilità genitoriale sulla figlia; ha disposto la interruzione dei contatti tra madre e figlia; ha disposto altresì che in caso la minore ne esprima il desiderio o ne manifesti l’esigenza, il servizio sociale di un noto comune vicino al confine francese, in collaborazione con il consultorio familiare, consultato il padre, provvederà ad organizzare incontri in forma assistita, semi assistita o libera, con le modalità, tempi e cadenze che saranno confacenti all’età, condizione ed esigenze della minore; ha fatto divieto alla madre di cercare contatti con la figlia diversi da quelli organizzati dal servizio sociale; ha condannato infine la madre a tutte le spese nonché al mantenimento della figlia in casa d’altri e al risarcimento danni in favore dei nonni paterni.

Sarebbe stato meglio condannarla a morte. Neppure nei confronti del più pericoloso criminale è stata emessa una sentenza così devastante.

In nessun altro tribunale per i minori d’Italia si è sviluppato tanto accanimento e con tanta cattiveria. Il giudice relatore, famoso per certe decisioni, dopo aver immotivatamente trattenuto il caso per oltre 10 anni, ha dato una sonora lezione ad una madre che ha insistito per aver preteso di voler vivere con la figlia ed ha avuto il coraggio di denunciare il caso al CSM e alla stampa.

Per oltre 10 anni il giudice di Genova ha inventato un percorso protetto, a tempo indeterminato, senza regola e senza obbiettivo. Mai è stato fissato un programma o un protocollo, affidando il caso alla discrezione più ampia di assistenti sociali, che hanno avuto il merito di affidarsi agli umori e sensibilità di quel giudice.

Quel Giudice, non ha accettato che un’altra donna forte dei principi della rivoluzione francese si è permessa di rivendicare parità di diritti con un uomo italiano.

Il collegio, costituito dal Presidente e dai soliti giudici onorari, ha condiviso il ragionamento trascinato dalla collega, per oltre 10 anni, su di un piano completamente estraneo alla legge e al diritto, sigillando una decisione, dal sapore di vendetta e di umore proprio di ben altra cultura.  Giustizia è stata fatta! La donna francese che ha rincorso invano per oltre dieci anni il diritto di madre si è vista umiliata e mortificata nella sua dignità, nel peggiore dei modi che la giustizia possa manifestarsi.

Mentre la vendetta ha appagato il giudice, la rabbia e la ribellione, purtroppo, mettono a dura prova la vittima la quale è costretta a rispettare la decisione e affrontare l’appello con grande dispendio di risorse finanziarie e psicologiche.

 

Nella Liguria rinomata per la particolarità dei fiori non si tocca nulla, specialmente l’ambiente. Qui ogni cosa deve stare al suo posto. A nessuno è permesso di chiedere o contestare contro l’ordine costituito. Qui la Giustizia minorile segue un altro equilibrio e obiettivi diversi dalla ricorrente giurisprudenza italiana e dalla legge. Anzi la legge 54/2006 è rimasta ancora una bozza in discussione.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Il Tribunale minorile di Genova non vuole applicare la Carta europea dei diritti dei minori!

 

L'Europa e le Autorità italiane


stanno a guardare!


Ubaldo Valentini *

Abbiamo più volte denunciato all'opinione pubblica italiana il vergognoso e clamoroso caso di una madre francese la quale da ben 11 anni non vede e non incontra la figlia, ormai divenuta signorina, per responsabilità personali di un giudice e di assistenti sociali i quali di comune accordo, hanno deciso di metterla in penitenza solo perché la donna, armata del suo istinto materno e della cultura libera francese sta difendendo il diritto di madre contro metodi e sistemi che nel tribunale di Genova risentono di un odore che si è radicato fuori dallo Stato.

La madre francese si è mossa sulle indicazioni delle autorità nazionali, facendosi assistere dalle più competenti professioni, le quali hanno evidenziato contraddizioni e storture procedurali, messe in atto per sottrarre dolosamente la figlia avuta con un italiano appartenente ad una famiglia molto” rispettata”.

Da undici anni questa madre grida il suo dolore e lo fa nel più corretto rispetto delle leggi italiane. Non ha potuto fare altro e ancora attende che un giudice, per livore personale e per incapacità professionale, non riesce a trovare la via per emettere una decisione definitiva e consentirle di percorrere gli altri gradi del Giudizio.

E sono undici anni, la vita di una fanciulla.  A nulla sono valse le diffide e le richieste di intervento della Giustizia di controllo. La casta togata si è chiusa in un silenzio di corresponsabile omertà.  Quel Giudice continua a fare danni, restando al suo posto e le assistenti sociali, protette da quel magistrato, operanti in un ambiente finito all'onore della cronaca mafiosa, continuano a salassare chi non condivide il loro metodo.

La legge in questo tribunale non esiste e la Giustizia si vergogna di mostrare il vero volto. Solo i gesti eclatanti ormai nel nostro Paese sono divenuti degni di esaltazione e di preoccupazione. Solo questi, perché i responsabili, di fronte al clamore della notizia, vengono presi dalla paura di perdere lo stipendio e il posto, non per senso di colpa e di responsabilità.

Siamo a questo punto!

La cancrena morale e corruttiva ha invaso il tessuto istituzionale in ogni angolo del Paese e se qualche barlume di verità e di giustizia compare in questo mondo, vuol dire che il cittadino e il genitore vittime si sono rivolti altrove, ahinoi!. Tutto questo per ottenere un diritto scritto nelle leggi e negato da soggetti che agiscono in nome del popolo italiano. Sono sacri la vita e i figli e nessuno può sottrarli alla origine della procreazione dell'uomo e della donna!

La legge serve a far rispettare questi principi e non a sfaldarli. Per qualsiasi motivo nessuno può separare un figlio dai genitori ed è un atto criminale sottrarlo al principio di educazione, di istruzione e cure condivisi.

 

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Al Tribunale minorile di Genova la Giustizia è amministrata non in nome del popolo italiano! L’assurda odissea di una madre francese.


Una madre attende Giustizia da 11 anni

Un tribunale minorile da chiudere, subito!


Una vicenda atroce che dimostra la indifferenza e/o strafottenza di chi dovrebbe tutelare i minori, sempre. Non esprimiamo valutazioni di merito che spettano ai giudici e agli organi di controllo sul loro operato, ma abbiamo l’obbligo di denunciare ritardi ed omissioni, segnalati e protetti in una parte della regione Liguria in cui il Tribunale per i minori di Genova, spesso è assurto all’onore della cronaca per la facilità con cui toglie e separa i figli dai genitori. Il nostro caso non è solo incredibile, ma assurdamente sconcertante per l’irrispettoso comportamento dei protagonisti, al limite della decenza giudiziaria.

Nei prossimi giorni parleremo di un’altra vicenda simile a questa dove una madre è stata dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale e il suo ricorso per la revisione del provvedimento con tanto di documentazione resta nel cassetto del giudice senza risposta alcuna. Siamo, in questo altro caso, in presenza dello stesso “chiacchierato” giudice, di una assistente sociale inattendibile – condannata anche dallo stesso ordine di cui fa parte per il suo operato relativo al caso che tratteremo -, di un avvocato nominato dal T.M. quale tutore di una minore e condannato per il suo operato, degli stessi giudici onorari.

Nel caso che sotto riportiamo c’è pure la figura di un magistrato nominato, chissà perché, difensore civico regionale, il quale dalla elevata ignoranza, in accordo con il responsabile del Comune dove operano i servizi sociali della figlia della madre francese, ha negato l’accesso agli atti come previsto dalla legge 241/90. La discrezionalità presunta è diventata comune metodo, per molti rappresentanti dello Stato per prevaricare, comprimere diritti dei cittadini ed abusare della legge.

Da 11 anni questa donna di nazionalità francese lotta per vedersi riconosciuto il diritto a frequentare la figlia, a viverla come madre e a curarne le sensibilità di donna. Da undici anni il Tribunale di Genova, si palleggia la questione e non riesce ad emettere una decisione sulla vicenda, tenendo la donna nel pallone e lasciando che intanto il tempo faccia un miracolo. Abbiamo bisogno di giudici capaci di prendere decisioni con rapida responsabilità. Questo caso sottratto alla giustizia è costato milioni di euro tra giudici, personale del comune ed avvocati.

Dove sono finiti i principi di efficienza, di efficacia ed economicità tanto voluti dalla legge? Come mai il CSM, a cui è stata sottoposta questa vicenda (come pure l’altra che pubblicheremo nei prossimi giorni) e la Corte dei Conti, per quanto riguarda lo sperpero di danaro pubblico, non mettono le mani sulla situazione di questo tribunale, impenetrabile ed oscuro?

Che cosa impedisce di aprire una inchiesta seria su ciò che accade, sui procedimenti, aperti e non chiusi per lungo tempo, su personaggi e soggetti che circolano, sempre gli stessi, su rapporti e modalità di vita condivisa?

Non è fuori luogo fare una severa verifica sull’operato dei vari Pm di Genova e di Imperia e sui giudici coinvolti in questa vicenda per verificarne la correttezza. Indubbiamente quanto pubblicato in queste pagine potrebbe indurre qualcuno a mettere in atto ritorsioni di vario genere e la nostra associazione non mancherà di denunciare tutto al fine di garantire trasparenza e terzietà degli organi giudicanti. I figli sono dei genitori e non “giocattoli” in mano alle istituzioni pubbliche che dovrebbero tutelarli con solerzia sempre ed ovunque. L’assistente sociale non ha alcun potere di legge di sospendere gli incontri protetti made-figlia a sua discrezione e il giudice non può avallare questo abuso dopo neve mesi. Questi signori sono stati ricusati, ma inutilmente. Che cosa li lega a qualcuno che dirige il caso?

Ultima annotazione. Il giudice di genere, anche relatore, titolare del procedimento, da undici anni non sente personalmente la minore, i genitori, i loro avvocati, delegando il giudice onorario, anche nell’audizione della mino9re avvenuta senza alcuna garanzia per la minore stessa, ed ignora le Ctu di qualificati professionisti di psicologia dell’età evolutiva, da lui non designati. Invitiamo a scriverci il vostro parere a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Provvederemo a pubblicarli, anche in forma anonima, e ad inoltrarli sia al presidente del T.M. di Genova che agli organi superiori a cui spetta il dovere del controllo, fino ad oggi, eluso nonostante specifiche denunce.

***

Una giovane donna francese si è trasferita a Menton presso un’amica avendo trovato un nuovo lavoro in quella zona. Durante una serata in discoteca, incontra un attraente giovane italiano. Nasce, fra loro, una simpatia che ben presto si trasformerà in qualcosa di più impegnativo. Lei ha trent’anni e lui è di un anno più grande. Convenzionalmente li chiameremo Lucia e Luca.

La donna, dopo alcuni mesi, rimane incinta e il fidanzato la convince ad abortire. Lucia, rientrata a casa dopo l’intervento, nella notte accusa atroci dolori al basso ventre e, vivendo da sola, chiama il fidanzato per essere accompagnata nuovamente in ospedale non potendo contattare il medico di famiglia. Luca si rifiuta di aiutarla e nelle ore successive non si preoccupa nemmeno di accertarsi sul suo stato di salute.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Lettera di denuncia sulla malagiustizia

 

Il rapporto con mio figlio ammalato che mi cerca,

ostacolato dalla madre e dall’assistente sociale


Pubblichiamo la lettera di un padre che da anni si è visto sottratto il figlio dalla madre che da Roma, senza alcun accordo con il marito e in regime di affido condiviso, si è trasferita a Milano per seguire il suo nuovo compagno da cui ha avuto un figlio. A nulla sono valse le denunce del padre mentre le “bugie” della madre hanno trovato pieno accoglimento presso i giudici romani del Tribunale per i minori e della Corte d’Appello. Per il minore, attaccatissimo al padre e ai nonni paterni, è iniziato un inaudito calvario che perdura nonostante una sentenza che riconosce le false accuse della ex-moglie e revoca la sospensione (frettolosa e illegale) della responsabilità genitoriale e la delicata malattia del figlio, scoperta non dalla madre con cui era costretto a vivere ma dallo stesso padre nei rari incontri avuti con lui.

Le responsabilità dei giudici romani in tutta questa vicenda potrebbero essere tali e di una evidente gravità che altri giudici, con le consuete lungaggini e con stratagemmi tipici, potrebbero operare per attutire le loro responsabilità e, sicuramente, non nel “superiore interesse dei minori”.

I servizi sociali hanno tutelato e ancora tutelano la madre responsabile del forte e preoccupante disagio del ragazzino che, invece, ha bisogno solo di serenità e di stare dove vuole stare.  Il padre, i nonni e gli zii paterni sono stati estromessi dalla vita di Luca (i nomi, in corsivo, sono tutti fittizi ndr). I pianti e le suppliche del ragazzino per le istituzioni non hanno alcuna rilevanza. Non c’è nemmeno un pizzico di compassione e pietà dinnanzi alla gravità della situazione del minore.

E’ questa la tutela dei minori?

La lettera è stata inviata alle istituzioni lombarde interessate al caso. Sono passati mesi e questo ragazzino sembra non esistere. Nessuno ha preso in considerazione la sua delicata situazione di salute. L’arroganza istituzionale è passata anche sulla malattia del minore.

Invitiamo ad inviarci i vostri commenti che ben volentieri pubblicheremo, anche in forma anonima se richiesta. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – 347.6504095

***

Dott.ssa Alessi,

a seguito mia mail del 10/06/2017 e nostra conversazione telefonica del 11/06/2017 durante la quale Le ho manifestato le mie perplessità sul piano vacanza di Luca stilato dalla madre, con pec del 12/06/2017 mi viene inoltrata da funzionario sconosciuto, mai visto e letto nelle more del procedimento, tal Maria Rosa Sannipoli, una proposta inammissibile, in violazione degli articoli 7 e seguenti della legge 241/90 (assenza del procedimento amministrativo) che non tiene conto del “superiore interesse del minore” e non agevola il regolare deflusso del percorso avviato. Sono molto risentito per il suo comportamento da cui emergono: mancanza di rispetto per me e mio figlio, cattiva educazione nei miei confronti, trascuratezza totale per il caso in questione e da cui traspare nettamente la sua posizione di parte. La legge le impone equilibrio ed imparzialità!

Fin dal nostro primo incontro ho dovuto contrariarla per divergenze culturali; le sue iniziative aggravavano ed aggravano il procedimento che mi vede coinvolto a danno di mio figlio, mio, di altri aventi diritto, oltre che dell’erario pubblico.

Lei sta bloccando il procedimento e non invia la relazione al Giudice, sebbene richiestale, come da nota in mio possesso e neppure a seguito alla formale diffida del mio legale (omissione e rifiuto). Si è accordata per favorire qualcuno? Perché i cittadini Italiani devono pagare lungaggini burocratiche derivanti da incapacità amministrativa?

La mia posizione è chiara e risulta dalle relazioni degli operatori ospedalieri. Avrei voluto evitare precisazioni su comportamenti vecchi e nuovi, ma a questo punto, le reputo importanti, perché non si continui sulla strada intrapresa, che ha procurato e procura danni gravi e irreparabili allo stato psicofisico di mio figlio.

 

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Incontro con la rappresentanza politica e burocratica della Valle d’Aosta


Diritti e Doveri dei minori e dei genitori

si applicano con uguale peso e contrappeso


avv. Gerardo Spira*

 

La problematica dei minorenni nell'ambito della questione famiglia è sfociata in diversi rivoli che non aiutano, a mio avviso, ad assicurare l'orientamento della legge e della giurisprudenza verso il superiore interesse del minore.

E' questo un concetto che tutti esprimono, ma che di fatto risulta sottratto ai buoni propositi, forse peri diversi interessi e ragioni.

L'anelito della verità dovrebbe stimolare studiosi ed operatori a ricercare una via unica sia nell'interesse della giustizia che della società.

I conflitti e le questioni sempre più crescenti dimostrano che il diritto, pur nelle tracce della giurisprudenza, si muove con incertezza, talvolta più dannosa del conflitto stesso.

Dalla legge sul divorzio a quella sulle separazioni abbiamo assistito ad una variegazione di decisioni, anche nella stessa fattispecie, che purtroppo hanno inciso negativamente sui rapporti tra le parti in conflitto e ancor più negativamente su quelli dei figli.

Non abbiamo reso un buon servigio alla società e non lo rendiamo quando consapevoli di ciò che accade non ci sforziamo di mettere la parola fine su di una situazione che diviene uno stillicidio continuo nelle relazioni interpersonali di tutti i soggetti in campo.

La materia è stata ubriacata da rigurgiti di livori trasfusi attraverso il timbro dello Stato e quello ancor più qualificante del Giudice che non si attarda più a comprendere le ragioni di un genitore che non vede un figlio da anni e non riesce a sentirlo per le varie frapposizioni quotidiane che gli distruggono la vita.

La collocazione, termine inventato lungo il percorso della giurisprudenza è il primo grave errore che, al di là del valore giuridico, ha fruttato vantaggi ad una parte e svantaggi ad un'altra, contro il cosiddetto principio dell'imparzialità.

Buon andamento ed imparzialità si intersecano e si completano in un solo valore che la legge costituzionale richiama sempre nell'affermazione dei diritti e dei doveri con uguale peso e contrappeso.

Poi le segnalazioni o i ricorsi continui fanno il resto. A questo punto ogni tentativo di trovare una soluzione giusta naufraga nel vasto mare di una discussione accademica che non ha niente di diritto, ma solo spunti, eccezioni e comportamenti di persone che si affrontano armeggiando i sentimenti e gli affetti dei minori, in nome dei grandi principi scritti nel diritto internazionale e nazionale.

Eppure non esiste nessun tribunale che possa decidere in materia di sentimenti. Quando ciò avviene è un obbrobrio giuridico - giudiziario.

Veniamo al punto che ritengo di grande importanza per trovare la via corretta nel percorso delle procedure e immettere la discussione nel filone corretto delle fasi interessate.

I sentimenti comuni delle persone separate sono di poca stima, in generale, verso gli operatori e la giustizia.

 

Allegati:
FileDimensioni
Download this file (Gazzetta Matin del 24 luglio 2017.pdf)Gazzetta Matin del 24 luglio 2017.pdf5579 Kb
Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

AOSTA - C.S.V. - Sala Convegni - Via Xavier de Maistre, n. 19

Mercoledì 19 luglio 2017 ore 17,30

L’Avv. Gerardo Spira tratterà il tema

“Regolamento per i procedimenti amministrativi

in materia di minori e diritto di accesso

agli atti dei servizi sociali.

 

L’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori si rivolge agli enti locali italiani, competenti in materia minorile, per regolamentare con apposito protocollo tutta l’attività dei servizi sociali e garantire il diritto di acceso agli atti da parte dei genitori sia conviventi che separati.

Per regolamentare questa delicata materia, l’avv. Gerardo Spira, esperto di diritto amministrativo e diritto minorile, ha stilato un Regolamento che verrà discusso e fatto proprio da Regioni e comuni da cui dipendono i servizi sociali.

La materia delle attività relative ai minori conseguenti alle separazioni o divorzi è stata affrontata dalle Regioni e comuni in modo parziale lasciando spazi aperti, come quello sulle separazioni e divorzi restata assegnata ai Servizi sociali (che operano senza alcune regolamentazione) e risulta, infatti, mancante o carente di disciplina nella fase amministrativa in cui la Pubblica Amministrazione è chiamata ad intervenire con l'organizzazione ed i servizi.

Tale situazione permette ai servizi sociali regionali e comunali di attivare e sviluppare gli interventi secondo prassi e criteri discrezionali, con conseguenze sulle persone e sui minori.

 

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 18

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di più.

EU Cookie Directive Module Information