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Mercoledì 14 Ottobre 2026 09:47

Gli interventi dell'Avv. Gerardo Spira


Teniamo la Giustizia fuori dal conflitto di coppia!


Avv. Gerardo Spira*

I genitori entrano in conflitto e i figli ne subiscono le conseguenze!

È la frase ricorrente che si sente appena la notizia si diffonde nell’ambito familiare o corre nella cronaca di piazza e sui marciapiedi di quartiere. L’evento delle separazioni non desta più meraviglia, si diffonde e si ascolta come fatto abituale della conclusione di un caso finito nella cronaca di tutti i giorni. I termini ricorrenti sono: separazione consensuale o giudiziale, affidamento condiviso e collocamento paritario, a seconda della conclusione. La notizia drammatica della fine di un rapporto prorompe sulle pagine pubbliche come la conclusione del caso travolto dalla ruota inceppata di un meccanismo tortuoso di cui a qualcuno è sfuggita la manovella. E così il caso finisce del tritacarne delle notizie del crimine dove si discute del fatto, ma non della causa.

Le Istituzioni responsabili sono molto brave, nel nostro paese a confondere ruoli e competenze, chiudendo il cerchio intorno ai due litiganti. Due persone un bel giorno, calpestando diritto e morale, decidono di separarsi e come altri occupano uno spazio della scena, sputandosi addosso, contumelie, offese, in pubblico ascolto e in presenza dei figli. A questo punto entrano sulla scena avvocati e figure professionali nel tentativo di rimettere la questione nel percorso più appropriato dell’accordo consensuale o della lite davanti al Giudice. Nel primo caso la coppia, se vi riesce, si accorda alle condizioni la cui stabilità temporale è affidata alla loro cosciente collaborazione, nel secondo caso, è il Giudice ad adottare la decisione sulla scorta di attività e relazioni svolte da altre figure: servizi sociali, tutori, curatori etc.

Se la coppia raggiunge l’accordo spontaneamente evita tutte le conseguenze pesanti della decisione imposta e gli onerosi costi di un percorso che incidono sulle condizioni economiche dei due e soprattutto sui figli, intanto trascinati nel complicato viatico di incontri diretti e gestiti dagli operatori professionali chiamati o nominati. Questo tema si perde nella oscurità di un percorso senza regole, impedito da ingiustificato accesso a sapere. È questo il momento in cui le istituzioni perdono il filo della loro importante presenza, del loro dovere di guidare il percorso verso il fine della legge rivolto ai figli. Sentimenti e ragioni di diritto vengono travolti da un complesso di situazioni e comportamenti affidati alla capacità di pratiche usuali di figure professionali chiamate dalla legge a svolgere un incarico tanto importante per finalità di elevato valore sociale.

Qui invece comincia La gara del tiro alla corda, in cui i bilancieri istituzionali, privi di uno strumento di disciplina, finiscono per collocarsi da una delle parti della corda, indebolendo l’altra parte, con il rischio di arrecare danno al centro dell’equilibrio.

L’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps), sull’onda degli accadimenti e delle tragedie familiari ha deciso di entrare sulla scena parlando un linguaggio diverso, un linguaggio di rottura degli usuali schemi istituzionali, richiamando Giustizia e Servizi a rimettere il problema nel suo alveo naturale delle responsabilità di tutti per il futuro dei figli. Doveri e responsabilità scritti nelle leggi, che non hanno bisogno di Giudici per osservarli e farli osservare. Un obbligo questo che non ha bisogno neppure di politici, i quali, quando chiamati hanno rispolverato il problema per finalità e interessi politici.

E gli altri? Meglio non toccare un mondo in cui s’incontrano istituzioni, professioni e interessi diversi, economici, di carriera, di pratiche giudiziarie e amministrative!

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Mercoledì 30 Settembre 2026 09:19

Convegno: L’affido paritetico per garantire bigenitorialità e cogenitorialità ai figli e ai loro genitori. Aosta, 26 settembre 2026

Relazione avv. Francesco Valentini


La verità scomoda di Antonio Sonatore.

“L'ingiustizia di una giustizia che costringeva

un padre a vivere separato dalla figlia”


In questa affermazione Antonio Sonatore riassume tutta la sua vita e il profondo senso del suo gesto estremo di padre umiliato nei suoi diritti esistenziali e osteggiato, per aver reso pubblico il suo dramma di genitore privato della figlia, che poteva vedere una volta al mese!

Sono passati trent’anni dal gesto estremo di un padre che, prima ancora di essere un apprezzato maestro e un ricercato psicologo, era un genitore che, con il sussidio di espliciti cartelli, da tempo denunciava pubblicamente per il centro storico di Aosta le ingiustizie subite dal Tribunale civile e da quello per i minorenni, che egli avvertiva come condizionamenti e limitazioni del diritto di padre nel rapporto con la figlia. Ingerenze e influenze tese ad allontanarlo dalla figlia, ancora bambina.

Il prof. Sonatore, isolato nei sentimenti più profondi di padre, espresse il suo dolore nei modi più aperti e pubblici, fino ad umiliare la propria dignità di uomo e di apprezzato professionista per smuovere la barriera delle resistenze a tutti i livelli, familiari, istituzionali e giudiziari.

Egli rivendicava solo Giustizia e rispetto del diritto naturale.

La mattina di Pasqua del lontano 7 aprile 1996, il prof. Senatore, perduta ogni speranza, decise il gesto estremo, dandosi fuoco davanti al tribunale di Aosta, lasciando a tutti il messaggio che un padre può anche togliersi la vita per un figlio. Un messaggio, che avvertiamo come monito nei confronti di chi è chiamato a decidere in vicende in cui i sentimenti contano più della norma fredda. Il giudice Livatino, drammaticamente ucciso dalla mafia all’età di 24 anni, di profonda fede religiosa, usava ripetere che le vicende giudiziarie non assumono completo valore se non passano attraverso i sentimenti umani. Aspetto, questo, completamente trascurato nella vicenda Senatore.

Il suo gesto ribelle fu un atto di accusa, non solo, ma soprattutto, il richiamo sul valore della figura del padre, ritenuta, dalla società e dalla giustizia di ieri, come quella di oggi, importante come quella della madre per la crescita dei figli. La Pas esisteva anche allora, come oggi, e questo abuso deve essere preso seriamente in considerazione e stroncato sia dai legislatori che dai magistrati, per garantire ai minori un equilibrato e libero sviluppo psico-fisico.

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Mercoledì 30 Settembre 2026 09:02

Convegno: L’affido paritetico per garantire bigenitorialità e cogenitorialità ai figli e ai loro genitori.Aosta, 26 settembre 2026

 

Relazione avv. Gerardo Spira


Con l’attuale cultura,

la giustizia tutela ancora i minori?


Viviamo senza dubbio un particolare passaggio epocale di stravolgimenti sociali, politici, scientifici che hanno travolto principi e valori delle comunità mondiali. La comune convivenza è stata invasa da una cultura di sfiducia verso tutto e tutti. L’individualismo ha preso il posto della cultura solidale predicata e sostenuta da regole comuni. Gli effetti di questa situazione incerta si riflettono nei rapporti della vita sociale, nelle istituzioni, nella famiglia, tra la coppia e tra genitori e figli. È saltato il concetto di famiglia come voluto dalla legge e come segnato nella Carta costituzionale. I figli vivono fuori dalla famiglia, invasi dalle movide della vita notturna. La famiglia è diventata un luogo occasionale di vita di coppia, tanto per stare insieme.

I figli già dalle scuole elementari, vivono in gruppi di bande, armati, pronti alla violenza. Neppure i genitori possono sentirsi più sicuri. Cresce il disagio sociale e crescono i problemi familiari. La famiglia subisce i contraccolpi di tutte le storture di questa società moderna.

La legge si sente fuori luogo e fuori tempo, la Giustizia un valore superato dagli eventi, non in grado di contenere il frastuono dilagante di una società in corsa per un benessere vuoto di valori. Il legislatore non è più adeguato all’epoca, non è in grado di accompagnare il cambiamento con leggi adeguate, di prospettiva. Spuntano provvedimenti tamponi su fatti e su eventi che non eliminano le cause.

I drammi ei delitti di famiglia si chiudono con una novella norma chiamata “femminicidio”, il quale pur col nome cambiato è e resta un delitto già previsto nel nostro Codice penale,ora segnato col colore e codice rosso, pubblicizzato, come un qualsiasi prodotto, con le scarpe da donna o una panchina nella piazza, in un parco o lungo la strada. E intanto il nuovo femminicidio continua a mietere vittime, nonostante la stretta della legge e l’apertura privilegiata di procedimenti speciali presso il Tribunale.

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Mercoledì 30 Settembre 2026 08:50

Convegno ad Aosta

L’affido paritetico si può

e si deve concedere quasi sempre


Sabato, in Aosta, si è svolto l’interessante convegno sull’affido paritetico come garanzia per la bigenitorialità e la cogenitorialità nella gestione dei figli dopo la fine della convivenza. Un tema, questo, di estrema attualità per contenere la crescente conflittualità genitoriale, il disorientamento dei minori coinvolti e mantenere un contesto genitoriale paritetico dove i figli possano crescere divenendo i protagonisti della loro vita, ma non ostaggi delle lotte genitoriali. I lavori sono stati aperti da un intervento dell’avv. Francesco Valentini, che ha ricordato la significativa figura del prof. Antonio Sonatore, padre, nel trentennale della sua morte.

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da sinistra: consigliere regionale, Andrea Manfrin, avv. Francesco Valentini, dott. Andrea Pieri, dott. Giovanni Camerini, dott. Bruno de Filippis, avv. Gerardo Spira in videoconferenza.

 

 

 

 

 

 

L’avv. Gerardo Spira, ripercorrendo l’attività svolta ad Aosta dall’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps), con proposte ed iniziative concrete, ma non recepite dalle pubbliche istituzioni, ha affrontato nuovamente il tema dei “minori che si trovano buttati nella mischia del conflitto, senza che nessuno presti attenzione alla loro esistenza. Servizi e giustizia impegnano tempo e risorse pubbliche per stare dietro a due litiganti, ma non si accorgono che nella vicenda vi sono la parte più importante ... i figli. Sono i figli poi che pagano le conseguenze”.

L’articolato intervento del presidente onorario dell’associazione ha posto alle istituzioni, alla magistratura e ai genitori inquietanti e puntuali interrogativi sulla gestione dei figli minori, sulle procedure per il loro affido e sul fatto “che un principio semplice si trasforma in un groviglio di discussioni contrapposte al punto da perdere il vero obiettivo che dovrebbe costringere tutti a riflettere.(...) Il legislatore ha dettato il principio, sono gli altri che lo manovrano, lo allungano, lo deviano, lo calpestano”.

Il dott. Bruno de Filippis, già presidente della Corte d’Appello di Salerno, ha messo il dito sulla piaga culturale che ancora perdura e che riteneva, “in caso di separazione dei genitori, la situazione migliore per i figli fosse restare con uno solo di essi, per evitare l’esposizione a regole educative e imput diversi, tali da costringerli a scelte, ponendoli al centro di una perenne contesa. In altri termini, si riteneva che essi dovessero avere una sola guida o adottando un linguaggio improprio, ma facilmente intellegibile, un solo “padrone”.

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Giovedì 24 Settembre 2026 17:21

 

LINK PER LA DIRETTA DEL CONVEGNO


https://www.youtube.com/watch?v=lUKNtFVJr-I

 
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Venerdì 18 Settembre 2026 12:38

I minori: quando la follia diventa realtà


Tutti parlano – e, talvolta, lo fanno anche senza ritegno - della tutela dei minori per accreditare l’immagine di una società attenta al proprio futuro, intervenendo sui minori, oggi nuovamente al centro dei soliloqui politici e sociali. Nessuno, però, va oltre le strampalate ipotesi di interventi che lasciano, di fatto e purtroppo, le cose immutate e nessuno dà credito nemmeno a quello che, da anni, la società, nelle variegate ipotesi, sta ipotizzando per salvaguardare una cultura a misura della persona, cioè nessuno opera – ma fa finta di farlo - per realizzare le proprie progettualità sociali, belle a dirsi, ma che restano lettera morta.

I minori continuano ad essere lasciati in balìa di se stessi; la scuola è assente, manca di  programmazioni credibili da parte dei suoi stessi utenti, non riesce più a proporre un insegnamento efficace e partecipato che prepari i giovani alla vita e alla professione; manca di incisività pure la politica locale, che finisce per essere una vaga istituzione regionale che, anche quando vorrebbe far credere di parlare di famiglia e di assistenza, continua a sfornare progetti che, poi, non ha il coraggio di attuare nella gestione della cosa pubblica, perché dimentica il proprio passato, fatto da decenni di inattività sociale e disconosce la propria incapacità a dare risposte serie e fattibili nella quotidianità di ciascuno di noi.

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Lunedì 14 Settembre 2026 09:16

 

 
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Venerdì 11 Settembre 2026 08:35

Aosta: Convegno in memoria di Antonio Sonatore


Parliamo, con esperti, di affido paritetico


Il 26 settembre con inizio alle ore 9, nella ricorrenza del 30° anniversario della morte del prof. Antonio Sonatore, si terrà, ad Aosta (Sala Congressi – Hotel HB, via Malherbes, n. 18/A), un convegno sul dibattuto tema dell’“Affido paritetico per garantire bigenitorialità e cogenitorialità ai figli e ai loro genitori”. Il convegno è aperto a tutti e tutti possono intervenire portando il proprio contributo e la propria esperienza. E’ stato chiesto, all’Ordine degli avvocati di Aosta, il riconoscimento dei crediti formativi. Il convegno, per agevolare chi non può parteciparvi direttamente, vista la rilevanza culturale e giuridica dell’affido paritetico (i figli trascorreranno pari tempo sia con il padre che con la madre, attuando la vera bigenitorialità e cogenitorialità), verrà trasmesso in diretta streaming su Aostaoggi.it e su www.genitoriseparati.it.

Il tema verrà trattato da esperti dell’affido paritetico, che oltre ad essere professionisti del settore sono anche coautori di specifiche e apprezzate pubblicazioni su queste tematiche rivolte a magistrati, avvocati, assistenti sociali, politici, istituzioni coinvolte nell’affido dei minori quando termina la convivenza dei genitori, e, soprattutto, ai separati e/o a quelli che sono in procinto di separarsi.

Queste problematiche, oggi di estrema attualità, nei suoi interventi nei tribunali e nei cartelli con cui aveva reso pubblico ciò che gli stava accadendo, erano ben presenti nelle battaglie che il dott. Antonio Sonatore, come si può vedere in tutti gli atti da lui scritti a tutela dei suoi diritti di padre portava avanti per essere rispettato nel suo diritto alla bigenitorialità e, nella sua battaglia conclusasi tragicamente con il suicidio, faceva continuo riferimento ai figli e ai diritti dei loro genitori separati che si trovavano sulla stessa sua situazione. Antonio Sonatore, in anticipo di oltre trent’anni, parlava in modo esplicito di bigenitorialità e di cogenitorialità. Il tema trattato nel convegno è in linea con il suo pensiero e non è una sfida ai familiari che continuano a boicottare qualsiasi iniziativa in sua memoria perché, ancora, pretendono di addossare al loro congiunto le più pesanti valutazioni. Sonatore era un padre sano di mente, anzi era uno stimato psicologo ed insegnate elementare amato da allievi e genitori e dai clienti che gli chiedevano un supporto psicologico.

I familiari, ritenendosi parte lesa dal comportamento del dott. Sonatore, si sono introdotti nella richiesta di alcuni politici di porre una stele nel giardino (di proprietà della Regione) antistante il tribunale per pretendere la non concessione perché, a nostro parere, Antonio Sonatore deve essere ricordato così come volevano i suoi congiunti – forse per giustificare il loro operato – e non secondo le verità che stanno emergendo dagli innumerevoli fascicoli contenuti nelle cancellerie dei tribunali valdostani, torinesi e milanesi che abbiamo dovuto consultare.

Antonio appartiene alla società italiana e valdostana e non può essere considerato un violento e un pazzo perché i fatti riferiti negli atti giudiziari e la testimonianza della città dicono, invece, ben altro! Il ricordo di questo papà conosciuto in tutto il mondo è un dovere pubblico per far luce sul suo dramma e sull’abbandono, forse, anche dei suoi congiunti. Fu costretto, ha cercato di spiegare, ad ammettere la propria responsabilità nei maltrattamenti denunciati dalla madre di sua figlia. Le mancate mirate indagini, la dicono lunga sull’intera vicenda che potrebbe essere diversa e che forse i suoi parenti potrebbero anche ben conoscere ma continuano inspiegabilmente a tacere.

Interverranno, con specifiche relazioni, lo scrittore e magistrato, ex presidente della Sez. Civile della Corte d’Appello di Salerno, Bruno De Filippis, che si soffermerà su: Dall’affido condiviso all’affido paritetico alternato: la lunga marcia per la tutela dei diritti del minore; su Come affrontare e come gestire i casi di rifiuto genitoriale? Ne parlerà Giovan Battista Camerini, scrittore, neuropsichiatra infantile e psichiatra; l’avv. Gerardo Spira, Presidente onorario dell’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps), si chiederà se Con l’attuale cultura sulle separazioni, la Giustizia tutela ancora i minori? Successivamente, il consigliere regione Valle d’Aosta e membro della V comm. Servizi Sociali, Andrea Manfrin,  affronterà le ragioni dell’assenza della politica negli affidi dei minori ad Aosta, con una riflessione su A vent’anni dalla legge 54/2006, una bigenitorialità ancora a metà: cosa può fare (davvero) la regione Valle d’Aosta.

L’avv. Francesco Valentini, in apertura dei lavori, ricorderà la figura del prof. Antonio Sonatore, a trent’anni dalla sua morte, il padre separato valdostano, stimato professore e psicologo, che il giorno di Pasqua, 7 aprile 1996, si è dato fuoco dinnanzi al tribunale di Aosta per richiamare l’attenzione sulla giustizia ingiusta, che gli aveva negato, di fatto, il diritto alla genitorialità.


 

 

 

 

Il dibattito che seguirà sarà moderato dal vicepresidente, dott. Andrea Pieri, mentre le brevi conclusioni, alle ore 13,15, verranno tratte dal presidente dell’associazione, Ubaldo Valentini.

E’ stato chiesto, all’Ordine degli Avvocati di Aosta, il riconoscimento dei crediti formativi e l’intero convegno sarà trasmesso in diretta streaming su Aostaoggi.it e su www.genitoriseparati.it.

L’attualità del tema trattato può costituire l’occasione per l’inizio di un approfondito confronto tra genitori separati, servizi sociali, avvocati e magistrati, da tutti auspicato, per rendere l’affido dei minori, quando termina la convivenza dei genitori, meno traumatico, per una vera tutela della bigenitorialità e della cogenitorialità.

Il 7 aprile di ogni anno, giorno in cui Antonio Sonatore si è dato fuoco all’ingresso del tribunale di Aosta, nel mondo, si celebra la giornata in ricordo dei padri che si sono tolti la vita, perché estromessi dalla vita dei loro figli. Una data di cui, purtroppo, troppi politici e molte istituzioni valdostane, compresi alcuni suoi congiunti, si vergognano, mentre, invece, chi ha conosciuto Antonio Sonatore ci chiede la stesura di una biografia (già in fase di redazione) per valorizzare questo padre vittima dell’indifferenza istituzionale.

 
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