|
Lunedì 24 Agosto 2026 09:23 |
|
|
|
Al cliente l’avvocato deve restituire
tutta la documentazione in suo possesso
La mancata consegna della documentazione al cliente comporta la censura dell’Ordine per l’avvocato: lo ha ribadito, anche se il diritto era noto a tutti, la Cassazione, con una recente ordinanza (Cass., Sez. Unite civili: ord. n. 20608 del 18/06/2026).
Molti genitori, con minori collocati prevalentemente presso l’altro, hanno difficoltà, con il proprio legale, ad avere la copia dei loro fascicoli, civili e/o penali, e, spesso, nemmeno vengono consultati sull’atto che l’avvocato presenta al giudice perché, secondo loro, il difensore può agire autonomamente, avendo l’assistito sottoscritto una procura che prevede la delega ad agire. Tanti genitori che si rivolgono a noi in mano non hanno il fascicolo del procedimento, nemmeno quando è ancora aperto, perché il legale, anche se esplicitamente richiesto, sottopone l’assistito ad interrogatorio per conoscere le ragioni di questa richiesta, anomala, a suo dire, perché manifesterebbe il venir meno della fiducia nel difensore.
Ciò accade anche da qualche anno a questa parte, nonostante la digitalizzazione dei fascicoli, nel civile, in generale, ma non per tutto, sia iniziata nel lontano 2014. Recentemente è partita anche quella nel penale.
|
Leggi tutto...
|
|
Lunedì 24 Agosto 2026 09:21 |
|
|
|
Il Ferragosto dei genitori separati
e la dura lotta contro l’ingiustizia!
Ferragosto è una ricorrenza che segna, puntualmente, la fine delle ferie, per gli adulti che lavorano, e l’ultimo mese di vacanze scolastiche per coloro che sono impegnati ad assolvere all’obbligo scolastico. Molti figli con genitori non più conviventi, però, hanno sperimentato l’amarezza del fallimento delle aspettative di giugno, come quasi sempre avviene, ed hanno potuto trascorrere solo pochi giorni con il genitore meno presente nella loro vita, perché non ha potuto usufruire delle ferie dovendo lavorare e, non avendo, spesso, nemmeno la possibilità di ospitarli in una abitazione decente per i pochi giorni che dovrebbero trascorrere con lui. A causa di ciò, sono i figli stessi a non voler andare con il genitore nei tempi previsti dal giudice. Questa loro scelta rinnova nel genitore non collocatario (il padre, per il 94%) il dolore della perdita, di fatto, di un diritto genitoriale e i figli vengono privati della presenza di un insostituibile punto di riferimento per una loro crescita equilibrata e serena.
Non per tutti i separati il Ferragosto è un giorno bello
Un padre, che proprio in questo periodo non ha potuto usufruire delle sudate ferie, ci ha manifestato tutto il suo dolore per non poter andare in vacanza con i tre figli nemmeno un giorno per mancanza di disponibilità economica, a causa di una sanguinaria separazione che lo costringe a dormire su un divano messogli a disposizione dalla vecchia madre ammalata.
Non per tutti i genitori, soprattutto se separati, questo è un periodo di allegria e spensieratezza, anzi, come per le feste natalizie, è un periodo di sofferenza per l’amara constatazione della impossibilità di poter manifestare, in concreto, il reciproco amore tra genitore non collocatario e figli. La questione economica ha le proprie responsabilità e lo continuerà ad avere fino a quando chi decide sul futuro dei minori non avrà la consapevolezza che l’amore tra genitori e figli presuppone, sempre, una equità sociale che non crei disuguaglianze per legge e discriminazioni tra i genitori, in nome di presupposti inesistenti, spesso falsamente costruiti in sedi finanziate per tutelare i minori, ma non per discriminare, quasi sempre, il genitore meno presente con figli, a causa del mancato affido paritario.
Ferragosto dal carcere
Non è un bel ferragosto per quel padre (nonché per i nonni e zii paterni) che, a seguito della denuncia della ex compagna per violenza sessuale nei suoi confronti, senza prove, e per violenza in famiglia, è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione, che ha incominciato a scontare in un carcere milanese dal dicembre scorso.
|
Leggi tutto...
|
|
Lunedì 24 Agosto 2026 09:17 |
|
|
|
I danni del protocollo sulle spese straordinarie
Il protocollo per le spese straordinarie dei minori, sottoscritto (ideato e formulato) dal tribunale e dal locale ordine degli avvocati del distretto, fa riferimento ai giudici locali, senza la pur minima consultazione dei genitori, diretti interessati dei propri figli, delega (affida) la tutela minori e la determinazione del loro mantenimento e delle spese straordinarie agli avvocati, che, in realtà, sono semplici fornitori di prestazione professionale, pagati dal genitore per essere assistito, assieme ai propri figli, nel procedimento incardinato per l’affido degli stessi, è, nell’applicazione, fonte di diatribe tra i genitori.
I parametri standardizzati non sono ammessi, perché non tengono conto del fatto che le spese straordinarie devono essere determinate dal giudice, caso per caso, tenendo conto della reale situazione economica di ciascun genitore, essendo, con la fine della convivenza, le famiglie non più una ma due, e gli schemi del protocollo non si possono applicare in modo manualistico.
L’avvocato, nell’affido, è pagato dal genitore per l’assistenza legale ma non per essere sostituito nella stesura di un protocollo, usato (sarebbe meglio dire abusato) dai giudici e dagli stessi legali, come se fosse una legge emanata dal Parlamento. La difesa civile e penale di un caso singolo non autorizza il legale ad allargarsi su un campo economico che i genitori obbligati al mantenimento ben sperimentano sulla propria pelle. Le leggi le formula e le approva il Parlamento, ma non i giudici, chiamati ad applicarla, ma quelle deliberate a Roma, ma non da sé stessi, in economia, con il legale che, in teoria, difendendo un genitore, costituisce un soggetto esterno. Se vogliono, per ragioni loro, il protocollo lo devono chiedere al Parlamento o al Ministero della Giustizia e tantomeno lo possono rendere obbligatorio, senza l’esistenza del vincolo legislativo.
|
Leggi tutto...
|
|
Giovedì 30 Luglio 2026 17:43 |
|
|
|
Cari nonni, per fortuna ci siete voi,
mentre le istituzioni vi trascurano!
di Ubaldo Valentini*
Il ruolo insostituibile dei nonni nella crescita dei figli con genitori non più conviventi.
La storia ci insegna che i nonni sono sempre stati fonte di saggezza per la società e una risorsa, non solo educativa, per i nipoti, oggi sempre più coinvolti nella conflittualità tra i genitori, che lascia in loro un segno indelebile. Le istituzioni, però, non hanno mai preso seriamente in considerazione il ruolo insostituibile, nell’economia gestionale dei genitori non più conviventi, di queste figure, chiamate assai frequentemente a sostituire una genitorialità evanescente e scarsamente attenta ai bisogni dei minori, talvolta costretti a vivere la vita della strada, con tutti i rischi che ciò comporta e di cui la società ne sta pagando le conseguenze.
La famiglia, nella cultura odierna, non è più una testimonianza di vita da tramandare, ma una corsa verso quell’attimo fuggente che ci prospetta paradisiache mete, che mai, poi, raggiungeranno la sperata realizzazione. Siamo in presenza delle famiglie allargate, molto allargate e sempre, fondamentalmente, instabili, che mettono al centro non i minori, ma le loro volubili esigenze e la ricerca di una momentanea felicità.
L’incertezza dell’adulto provoca solo instabilità caratteriale nel minore, che, spesso, preferisce la strada e la piazza come guida per sé, ma non i genitori. L’esempio dell’adulto (genitori e loro contesto affettivo) diventa un peso, perché il minore si sente escluso dai loro veri interessi affettivi perchè assorti nell’ardua difesa delle loro libertà personali, che escludono la preminenza del figlio nel suo interesse esistenziale. Il minore, nel fuggire dal riferimento ai genitori e da un mondo che avverte come nemico, perchè è indifferente alle sue esigenze esistenziali, si perde nei fantasmi sociali, che dovrebbero salvarlo dal profondo disagio in cui è costretto a vivere per la mancanza di validi riferimenti etici e affettivi.
|
Leggi tutto...
|
|
|
Venerdì 24 Luglio 2026 10:44 |
|
|
|
Oltre tutto, è questione di giustizia sociale
Nell’affido dei figli, dopo la fine della convivenza dei genitori, è importante riportare la correttezza nelle determinazioni economiche, quali l’assegno di mantenimento per i figli, specificando quali spese vanno considerate come straordinarie, da rimborsare al collocatario nella misura del 50%. Ciò è un dovere a cui non possono sottrarsi i magistrati chiamati a deliberare sull’affido dei minori e, in particolare, chiamati a quantificare l’entità dell’assegno di mantenimento, che il non collocatario dovrà versare all’altro, e determinare quali spese straordinarie dovranno essere ritenute rimborsabili. Temi, questi, che sono alla base della conflittualità genitoriale e la cui equità va garantita sempre, proprio per ridurre i motivi di contrasto tra i genitori, che finiscono, di fatto, per compromettere la stessa crescita dei figli, sia per eventuali abusi del genitore più forte, quello collocatario – che, forte della collocazione dei figli presso di lui (circa il 94%), per sbarazzarsi della presenza paterna (che è anche un fastidioso controllo), può animarsi per metterli contro l’altro genitore, provocandone il rifiuto – sia per palesi ingiustizie nelle condizioni di affido, che si risolvono, in concreto, con l’effettiva estromissione di un genitore dalla vita dei figli, con tutte le nefande conseguenze che tutti conosciamo e sperimentiamo nella quotidianità.
Un iniquo affido, conflittuale e discriminatorio, incrementa l’abbandono dei minori a sé stessi, senza alcun controllo da parte di ambedue i genitori, e non fornisce ai figli l’opportunità del confronto con l’adulto. Viene meno, nella quasi totalità dei casi, la fiducia nel genitore, che può aiutare, concretamente, i figli nei momenti gioiosi, ma, soprattutto, difficili, cioè, viene a mancare un fondamentale punto di riferimento proprio nel momento in cui questa presenza diventa indispensabile e la cui privazione lascerà dei segni indelebili nella personalità dei minori coinvolti. C’è da chiedersi se la società si sia mai chiesta, senza scusanti, perché oggi c’è tanta violenza nei minorenni adultizzati dalla strada e perché proliferano, con tacito silenzio dei genitori, numerose e pericolose baby-gang, che rendono instabile la stessa vita sociale.
|
Leggi tutto...
|
|
Giovedì 16 Luglio 2026 17:02 |
|
|
|
Fondamentale è garantire l‘equo
mantenimento genitoriale dei figli
La questione economica, da tutti ora sottovalutata ora “demonizzata”, nell’affido dei figli, dopo la fine della convivenza dei genitori, resta di fondamentale importanza per contenere la naturale conflittualità genitoriale quando termina un amore e un progetto familiare e/o esistenziale.
La chiarezza nella determinazione delle somme imposte a ciascun genitore per la crescita dei figli non può essere sottaciuta, tenendo presente che, spesso, a pagare è solo il genitore non collocatario, ovvero il padre nel 94% dei casi. L’altro genitore usufruisce della casa familiare (della quale, generalmente, finisce per pagarne il mutuo soltanto il genitore estromesso dai figli e nella quale l’assegnatario, di fatto, può ospitare stabilmente il compagno o la compagna di turno, anche se i figli, spesso, contestano queste presenze estranee in casa), beneficia del rimborso delle spese straordinarie determinate in base ad un protocollo fatto tra giudici e il locale ordine degli avvocati, con valore solo indicativo, ma non vincolante, perché i magistrati applicano le leggi deliberate dal Parlamento, ma non gli accordi contenuti in documenti non vincolanti, scritti dai giudici stessi e dagli avvocati.
Il genitore collocatario, inoltre, beneficia pure di un cospicuo assegno di mantenimento per i figli – talvolta inspiegabile, sproporzionato e ingiustificato – che è sostenuto solo dall’altro genitore – mentre la Costituzione e le leggi parlano di un dovere per ambedue i genitori; percepisce, poi, il 100% dell’assegno unico universale, mentre la legge ricorda che, in presenza di separazione dei genitori, va ripartito al 50% a genitore e, circostanza non di poco conto, può ricevere, come genitore separato convivente con i figli, vari sussidi e contributi economici statali o gestiti dagli enti locali o distribuiti attraverso la Caritas e/o i tanti organismi religiosi, quali, ad esempio, almeno nelle province intorno a Milano, La Società di San Vincenzo de' Paoli. Somme, comunque, sempre pubbliche, che dovrebbero essere comunicate al genitore non collocatario, a cui viene imposto il mantenimento dei figli ed i cui importi dovrebbero essere divisi al 50% tra padre e madre.
|
Leggi tutto...
|
|
Giovedì 16 Luglio 2026 16:57 |
|
|
|
Alla Corte d’Appello di Milano
Sui minori succede anche questo!
Un padre è in carcere per le denunce di violenza sessuale (mai documentate) della ex-compagna e madre di tre figli, che, ora, con la sua carcerazione, sono stati affidati ai nonni paterni, con i quali, dopo l’abbandono della madre, vivono da oltre dieci anni assieme al padre, che, lavorando giorno e notte, prima della carcerazione provvedeva al loro mantenimento, poiché la madre si è sempre rifiutata di contribuire al mantenimento per i minori, stabilito dal Tribunale di Lecco, tanto che è stata penalmente condannata, in via definitiva, ma continua, imperterrita, a non pagare. Non solo. Il reddito dichiarato è un reddito controllato, per non essere sottoposto ad esecuzione (pignorato) dal padre dei suoi figli e dai tanti suoi creditori, e copre appena il canone di locazione della casa in cui vive, forse, con tanti amici.
Stando all’ostentato tenore di vita e ai possibili contributi extra (alcuni tracciabili) come madre separata, ma mai convissuta con i figli dopo il loro abbandono, tanto da avanzare anche la richiesta che vengano dati in adozione o collocati in comunità per essere sollevata dal dover versare loro il mantenimento, la signora, inoltre, beneficia indebitamente anche del patrocinio a spese dello Stato e può, così, denunciare tutti, tanto paghiamo noi contribuenti.
|
Leggi tutto...
|
|
Lunedì 06 Luglio 2026 09:33 |
|
|
|
L’affido paritario va sempre richiesto
e preteso, anche dai propri legali!
Con il passare del tempo, la questione affido dei minori quando viene meno la convivenza dei genitori è sempre più complessa per le indebite interferenze delle consolidate lobby che condizionano (meglio sarebbe dire determinano) le decisioni della giustizia, succube dei servizi sociali e incapace a far valere il principio delle pari opportunità genitoriali, tenendo presente che le competenze genitoriali del padre sono cambiate da anni e sempre più evidente la sua attenzione ai bisogni esistenziali dei figli e, spesso, anche più adeguato della madre a crescerli ed educarli.
La giustizia non sempre è tale e, sovente, si dimostra ingiusta e discriminatoria proprio del genitore indispensabile per la formazione, nei figli, di una personalità serena e rispettosa degli altri, a causa degli ancestrali pregiudizi dei giudici, ma non solo, e del variegato e occulto mondo femminile che, a causa di evidenti condizionamenti culturali, imposti dai ben foraggiati (con soldi pubblici) centri antiviolenza e, ancora più grave, supportati dalla mancanza di una ferrea difesa del legale del padre.
Oggi c’è uno spiccato malessere dei genitori non più conviventi, con conseguenti ricadute sui figli stessi e la condivisione della genitorialità è affidata, prevalentemente, ai tribunali. Ci si dimentica, da parte degli organismi tutelanti i minori, che il superiore interesse dei figli viene prima dei diritti personali del singolo genitore, che, di solito, si dimentica dei doveri che derivano dalla loro nascita e che tali doveri – piaccia o meno -, come pure i diritti di ciascun genitore, vengono prima delle proprie libertà.
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 1 di 75 |