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Giovedì 11 Maggio 2023 11:30

Famiglie arcobaleno e i figli “pretesi”


Ubaldo Valentini*

E’ indiscutibile che ognuno gestisce liberamente la propria sessualità, senza renderne conto ad alcuno, ma non si può avvalorare la pretesa delle famiglie arcobaleno di avere i figli, come le famiglie formate da un uomo e una donna, poiché i figli si concepiscono, non si “comprano” e “appartengono” a chi li ha messi al mondo. Non esistono ragioni per giustificare culture e prassi che considerano i figli un “oggetto” per soddisfare i desideri – o, ancor peggio, le emozioni - di chi, di fatto, li ignora con il suo rifiuto del concepimento condiviso.

Le argomentazioni portate avanti per giustificare la pretesa di figli non concepiti e per vedersi riconosciuto, in realtà, il diritto di ricorrere all’utero in affitto rivelano una fragilità caratteriale e un forte egoismo di genitori mancati per propria scelta, ma che, però, pretendono di essere genitori a tutti gli effetti, perché, altrimenti, la famiglia non sarebbe tale. Tra rinuncia al concepimento e pretesa di avere figli “propri” c’è una profonda e contraddittoria fragilità umana che non tiene conto della superficialità di certe attuali espressioni sociali.

Chiaramente, i figli devono essere cresciuti ed educati, salvo naturali eccezioni, da due genitori di sesso diverso e il modello di riferimento nella formazione della personalità del bambino e dell’adolescente non può essere due uomini o due donne, poiché, abitualmente, è il padre per i maschi e la madre per le femmine.

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Giovedì 04 Maggio 2023 08:49

Secondo la Cassazione


Cambiano i rapporti dei nonni con i nipoti


La Cassazione, mentre da una parte riconosce l’obbligo dei nonni a mantenere i nipoti, quando i genitori sono inadempienti e/o impossibilitati (Cassazione civ. sent. n. 1520/2023 e ord. n. 30368/2022), dall’altra sentenzia che i rapporti significativi dei nipoti con i nonni e gli ascendenti, come prevede l’ex art. 336 bis c.c. (ora artt. 473-bis.4 e 473-bis.5), non possono essere imposti dal giudice contro la loro volontà dei minori stessi se hanno compiuto i 12 anni o di età inferiore, se in grado di discernimento (Cassazione civ., ordinanza n. 2881/2023).

L’ex art. 317 bis c.c. (ora art. 473-bis.6) sancisce il diritto dei nonni e degli ascendenti ad avere una relazione significativa con i nipoti minorenni e, se ciò non avviene per il rifiuto dei minori – rifiuto non sempre riconducibile ad una libera volontà degli stessi – o per gli ostacoli frapposti dai genitori stessi, agli stessi non resta che rivolgersi al giudice per il rispetto di un loro diritto.

Il giudice, spesso, ribadisce il diritto degli ascendenti e delega i servizi sociali a predisporre gli incontri. Se i genitori non concordano sulle disposizioni del giudice di primo e secondo grado, a seguito delle istanze dei nonni e degli scendenti in genere, ricorrono alla Corte suprema, la quale, come nella ordinanza in esame, afferma che il diritto degli ascendenti deve tener conto “del primario interesse dei minori”, che prevale su quello dei genitori e degli ascendenti.

Quando lo svolgimento delle relazioni dei nipoti con i nonni e altri parenti è contrastato dall’intervento degli adulti, si crea una situazione limite, che rende necessario l’intervento giudiziale, poiché viene meno il buon senso per superare i contrasti tra gli adulti e garantire ai minori e ai nonni un reciproco arricchimento affettivo, culturale e psicologico.

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Giovedì 27 Aprile 2023 15:54

Le attuali devianze dei giovani e

la mancanza della figura paterna


Con il divorzio è cambiato il ruolo del padre nella nostra società. La figura paterna è stata emarginata nel ruolo educativo e formativo dei figli per una distorta interpretazione della legge sul divorzio da parte di molti magistrati e dei servizi sociali, chiamati, indebitamente, talvolta, a sostituirli nell’affido dei minori, senza, quasi mai, verificare il loro operato e le loro competenze professionali.

E’ opportuno che si apra un pubblico dibattito, preceduto da uno scientifico e rappresentativo accertamento, sulle conseguenze sociali prodotte dalla emarginazione “formativa” del padre nella fase di crescita e di formazione della personalità dei figli. Un dibattito franco ed esaustivo sulla “nuova” famiglia che il tribunale e i servizi sociali, con l’apporto culturale di specifiche correnti della psicologia e della psichiatria, hanno delineato con affidi penalizzanti il padre e fuori dalla logica della bigenitorialità.

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Giovedì 27 Aprile 2023 15:38

Responsabile del calo delle nascite

anche la mala giustizia nelle separazioni


Il tracollo delle nascite in Italia ha indotto molti opinionisti e sociologi ad indagare sulle possibili cause che sono alla base del preoccupante fenomeno e a formulare gli inevitabili scenari sociali e culturali italiani, con il prevedibile “sorpasso” dei figli degli stranieri su quelli di coppie italiane o miste, favorito anche dai consistenti contributi economici che lo Stato mette a loro disposizione, siano essi regolari o clandestini.

Non è questione di salvaguardia della “razza”, come qualcuno vorrebbe far credere per giustificare politiche esterofile, tese ad intercettare possibili voti, che, in tutti questi anni, hanno perduto per aver tradito le loro origini ideologiche. Il problema c’è ed è preoccupante, poiché - la storia ci insegna - le trasformazioni etniche, soprattutto se imposte in tempi rapidi, quando non sono precedute ed accompagnate da una profonda trasformazione culturale, linguistica e storico-sociale, sono causa di guerre e di instabilità sociale, con tutto ciò che questo comporta.

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Venerdì 14 Aprile 2023 15:55
 
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Venerdì 14 Aprile 2023 15:50

Cassazione: importanti ordinanze


Le spese straordinarie dei figli

non sono sempre dovute


avv. Francesco Valentini*

La determinazione delle spese straordinarie e la loro riscossione sono state sempre una causa della conflittualità tra i genitori, alimentata dalla scarsa chiarezza dei tribunali, che, per alleggerirsi l’impegno di decidere caso per caso, tenendo presenti vari fattori, come legge vorrebbe, hanno escogitato, con gli avvocati del luogo, “Il Protocollo delle spese straordinarie del tribunale di …..”, sottoscritto dal presidente del tribunale locale e dal presidente dell’ordine degli avvocati e, talvolta, anche dal responsabile delle pari opportunità e dai presidenti delle tante variegate (e vuote) associazioni forensi.

In realtà, il protocollo prevarica l’amministrazione della legge, caso per caso, e massifica la determinazione delle spese straordinarie, secondo tabelle precostituite, che non tengono conto delle necessarie diversificazioni.

Il protocollo, eventualmente, dovrebbe essere unico e nazionale (anche quello del Consiglio Nazionale Forense presenta le sue criticità), ma non legato alle singole “parrocchie”, poiché né i giudici e né gli avvocati “legiferano”: il magistrato fa rispettare il diritto e l’avvocato è un professionista per altre mansioni. I protocolli sono pieni di contraddizioni e considerano come spese straordinarie anche molte spese ordinarie, coperte dall’assegno di mantenimento. La Cassazione civile interviene sull’applicazione delle spese straordinarie, ma non se ne trova traccia in questi salvifici protocolli.

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Mercoledì 05 Aprile 2023 15:30

Aosta 7 aprile


Dimenticato l’anniversario del drammatico gesto

di Antonio Sonatore, padre separato “abusato”


Il 7 aprile 1996, davanti al Palazzo di Giustizia di Aosta, Antonio Sonatore, docente e psicologo, si dava fuoco per protestare, come portava scritto in un cartello di protesta, contro “l'ingiustizia di una giustizia che costringeva un padre a vivere separato dalla figlia”. Due giorni dopo moriva.

Il gesto ebbe vasta eco nella stampa nazionale e, il 7 aprile, giorno del gesto estremo, è ricordato, in tutto il mondo (di recente, anche in America), come il giorno della memoria dei genitori estromessi dalla vita dei propri figli, tranne che ad Aosta, come se, quel giorno, fosse il giorno della vergogna, giorno da dimenticare. Certamente è il giorno della vergogna, ma per coloro che al padre hanno negato il diritto genitoriale di frequentare la figlia. Un figlio è l’essenza della vita dell’uomo. Il dolore e la vergogna affliggono il cuore e l’animo del giusto, ma, purtroppo, non quello del cattivo.

La Valle d’Aosta è la regione italiana dove avvengono numerosi suicidi di padri separati, a cui è negato il diritto di svolgere l’inalienabile ruolo genitoriale, ridotti alla povertà dalle decisioni dei magistrati, e di quelle madri che sperimentano sulla propria pelle l’abbandono delle istituzioni. Suicidi di cui, alcuni amministratori, pretendono che non se ne parli, anche per le loro dirette responsabilità, come se parlarne ne sia un disonore, a partire dal 1996, quando il maestro Antonio Sonatore si è dato fuoco per gli abusi subiti, non solo istituzionali, ma anche familiari.

Il 7 aprile è un giorno importante per tutti i genitori non più conviventi, poiché un padre, per la prima volta e in difesa della figlia minorenne, con un gesto estremo, ha denunciato l’ingiustizia della Giustizia; ha chiesto più giustizia, equità e rispetto delle pari opportunità genitoriali; ha ribadito alle istituzioni il dovere di perseguire, senza timori e discriminazioni, il genitore che non rispetta le disposizioni del tribunale e che estromette i figli dalla vita del genitore non collocatario (Pas).

Le parole, vuote, per salvare la faccia delle istituzioni, che dovrebbero – senza se e senza ma – tutelare i minori e garantire le pari opportunità genitoriali, senza la conveniente (elettorale) politica di genere, che troppo spesso nasconde la verità, non servono a nulla ed a nessuno. Sui minori non si usano strategie di convenienza personale (convenzioni, protocolli vari), ma si pretende solo il rispetto del diritto - per non ingannare i genitori impotenti e i loro figli indifesi - da parte dei politici, dei servizi sociali, dai tribunali (che, invece del diritto, fanno sfoggio di psicologia, senza possederne, però, le specifiche competenze scientifiche).

Tale diritto va preteso non solo da parte dei genitori separati dai figli, ma anche dalla società intera, se vuole tutelare il proprio futuro, che sarà gestito dai minori di oggi.

Ubaldo Valentini, presidente Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps)

tel. 347.6504095 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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Venerdì 31 Marzo 2023 09:12

I vuoti di memoria della Regione Valle d’Aosta


Anche i Piani di contrasto alla violenza di genere vanno

sottoposti al controllo pubblico della verità e della spesa


Avv. Gerardo Spira

Dal 2009, e anche prima, il fenomeno della violenza, cosiddetta di genere, è divenuto un problema sociale di proporzioni tali da accendere il faro delle attenzioni istituzionali. La violenza comunque espressa, certamente intacca i diritti umani, la integrità della dignità della persona, la sua libertà. Il principio così è stato affermato nell’art. 1 della legge regionale della Valle d’Aosta n.4 /2013. Ben strutturata nelle finalità, la legge poi lascia il dubbio lungo il percorso della sua disciplina espressa in 13 articoli. La politica riesce sempre a piegare la terminologia giuridica agli obbiettivi di …genere.

Ne vogliamo parlare perché la Regione VdA, impegnata nel piano triennale degli interventi 2022-2024 contro la violenza di genere, ha promosso un incontro di ascolto anche della nostra associazione, il 29 marzo u.s. in sede di video conferenza. Il nostro impegno, nella materia della famiglia, peraltro molto proficuo, ha meritato il riconoscimento da parte anche delle Autorità di questa Regione. Ciò ci permette di intensificare il nostro lavoro nella materia della famiglia divenuta il crocevia fondamentale della nostra società sempre più stravolta da fatti di grande allarme nei rapporti con tutte le istituzioni, a cominciare dalla scuola. La famiglia é la prima organizzazione sociale da cui si aprono tutti problemi a qualsiasi livello dello Stato. Lo abbiamo sostenuto e continuiamo a farlo, ricordando che i diritti e la dignità umana non hanno colore politico, gridando ad alta voce che la violenza, di qualsiasi natura e genere, è il più grave dei delitti che si compie contro la persona. Per questo vanno alzati tutti i muri necessari per prevenirla o combatterla per cercare di sconfiggerla. Ma facendolo con mezzi e strumenti leali, attraverso una cultura scevra da pregiudizi e preconcetti, capace di esaminare questioni e casi, senza generalizzare un accadimento come prova di fatto quale occasione per istituzionalizzare il fatto a fini speculativi di spesa e di costi diffusi.

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