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Lunedì 06 Luglio 2026 09:33 |
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L’affido paritario va sempre richiesto
e preteso, anche dai propri legali!
Con il passare del tempo, la questione affido dei minori quando viene meno la convivenza dei genitori è sempre più complessa per le indebite interferenze delle consolidate lobby che condizionano (meglio sarebbe dire determinano) le decisioni della giustizia, succube dei servizi sociali e incapace a far valere il principio delle pari opportunità genitoriali, tenendo presente che le competenze genitoriali del padre sono cambiate da anni e sempre più evidente la sua attenzione ai bisogni esistenziali dei figli e, spesso, anche più adeguato della madre a crescerli ed educarli.
La giustizia non sempre è tale e, sovente, si dimostra ingiusta e discriminatoria proprio del genitore indispensabile per la formazione, nei figli, di una personalità serena e rispettosa degli altri, a causa degli ancestrali pregiudizi dei giudici, ma non solo, e del variegato e occulto mondo femminile che, a causa di evidenti condizionamenti culturali, imposti dai ben foraggiati (con soldi pubblici) centri antiviolenza e, ancora più grave, supportati dalla mancanza di una ferrea difesa del legale del padre.
Oggi c’è uno spiccato malessere dei genitori non più conviventi, con conseguenti ricadute sui figli stessi e la condivisione della genitorialità è affidata, prevalentemente, ai tribunali. Ci si dimentica, da parte degli organismi tutelanti i minori, che il superiore interesse dei figli viene prima dei diritti personali del singolo genitore, che, di solito, si dimentica dei doveri che derivano dalla loro nascita e che tali doveri – piaccia o meno -, come pure i diritti di ciascun genitore, vengono prima delle proprie libertà.
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Giovedì 02 Luglio 2026 16:43 |
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L’inutilità delle tardive relazioni dei servizi sociali
Avv. Francesco Valentini*
I servizi sociali, nati come risposta alle difficoltà socio-economiche di molte persone, avrebbero dovuto aiutare i cittadini indifesi a far valere i propri diritti. Con l’entrata in vigore della legge sul divorzio, questo istituto ha acquisito particolare rilevanza sociale, e non solo, nella tutela dei minori quando, cessata la convivenza dei genitori, i figli vengono affidati e/o collocati presso un genitore che, in realtà, la scelta ricade sempre sulla madre con una prassi che rasenta la discriminazione del padre.
I figli non sono soggetti che vanno sempre e comunque protetti dai tentativi (quasi sempre riusciti) del genitore più forte perché protetto dalle istituzioni a prescindere dalle sue capacità educative nella realtà quotidiana e delle impellenti esigenze dei minori stessi. Il supporto degli assistenti sociali ai giudici è finito per trasformarsi in un incontrollato potere che nei fatti si sostituisce al loro potere decisionale anche nella gestione dell’affido stesso. Nulla da ridire se il loro operato fosse imparziale, competente e non prevenuto ideologicamente, cioè predisposto per la imparziale tutela del minore, ricordandosi, però, (e ricordandolo anche ai giudici compiacenti) che le decisioni sui minori devono essere prese solo dal giudice, sentiti i genitori e la scuola, il quale non può delegare il servizio sociale a sostituirlo nell’applicare la legge. Spetta al giudice disporre soluzioni sull’affido mentre il compito dell’assistente sociale, proprio per la sua formazione culturale e competenza professionale, resta esclusivamente quello di informarlo con imparzialità sulla realtà socio-psicologica del minore da affidare e dei suoi genitori. Il giudice applica la legge disposta dal Parlamento e non può interpretarla, al limite della legalità, sostituendosi con proprie disposizioni quali protocolli o tacite prassi non previste dal codice civile, quale, ad esempio, la collocazione prevalente dei minori presso un genitore e, guarda caso, sempre presso la madre, la quale, consapevole della sua della posizione prevalente con i figli, si sente autorizzata anche a non rispettare le disposizioni del tribunale e di indurre i minori a rifiutare il genitore non più convivente ma, in compenso, obbligato ad esborsi economici immotivati e, quasi sempre, per la maggioranza dei padri anche insostenibili.
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Giovedì 02 Luglio 2026 16:40 |
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Centri estivi gratuiti e programmati
con i genitori separati
Ubaldo Valentini *
I centri estivi sono nati, negli anni sessanta, come momento di aggregazione sociale dei minori nel periodo delle vacanze estive per iniziativa di alcuni amministratori locali e pedagogisti che intendevano valorizzare il lungo periodo delle vacanze scolastiche estive come momento propositivo e formativo per una aggregazione allargata e motivata tra coetanei. La famiglia estesa, a partire dagli anni della ricostruzione, cede il posto a quella nucleare, composta, di solito, dai due genitori e i figli. Oggi, si sta affermando la famiglia allargata poiché quando finisce la convivenza dei genitori nasce un mondo di convivenze allargate sia perché i figli seguono i nuclei familiari dei genitori, instabili nella loro incerta o precaria convivenza. La maggior parte degli odierni bambini hanno rapporti problematici con il genitore non collocatario e l’affido paritetico, unica via percorribile per garantire la bigenitorialità e l’attenuazione delle immancabili tensioni conseguenziali alla fine della convivenza.
L’istituzione dei centri estivi gestiti direttamente dai comuni è stata una vera e propria rivoluzione sociale e culturale con la quale si afferma che la cultura non può essere relegata solo alle aule della scuola poiché anche il luogo di gioco e del tempo libero è parte della cultura e della formazione dell’individuo in tenera età. I genitori lavorano, i nonni, sempre più vecchi, non vivono più con loro, i minori, con genitori non più conviventi, spesso sono seguiti da un solo genitore, quello collocatario che, purtroppo, talvolta non ha una visione moderna e dinamica dell’educazione dei figli e non sempre valuta la possibilità che non debbano essere i figli ad educare i genitori a fare i genitori e che la genitorialità viene prima di qualsiasi altra esigenza di libertà dell’adulto.
L’altro genitore, dopo la fine della convivenza, resta una risorsa e non è un baluardo da demolire agli occhi dei figli. Su tali basi non si possono educare i figli e garantire un futuro meno traumatico alla società del domani. I minori, con la scuola chiusa, restano in balìa di sé stessi, vivono nella strada senza alcun controllo, incrementando le baby-gang e la criminalità giovanile, compresa quella riconducibile ai figli di seconda generazione, e nessuno insegna loro che l’eticità si acquisisce praticandola nella quotidianità dove la presenza dell’adulto è indispensabile. I centri estivi divengono pertanto una esigenza che va regolamentata seriamente dagli enti locali e da tutti coloro che a vario titolo operano nel mondo giovanile.
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Venerdì 12 Giugno 2026 08:55 |
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La donazione della casa alla ex
non esclude l’assegno divorzile
Molti separati sono convinti che lasciare la casa e/o altro immobile alla ex li esoneri dal versare l’assegno di separazione e l’assegno divorzile. Ma è realmente così? No, perché lasciare la casa coniugale e altri beni mobili e immobili alla moglie da cui ci si separa non libera in modo automatico il marito dal pagamento dell’assegno divorzile. L’assegno di separazione per l’ex moglie è finalizzato a garantire al coniuge economicamente più debole lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio. L’assegno divorzile, invece, ha natura assistenziale, perequativa e compensativa e viene riconosciuto all’ex coniuge solo se non è economicamente autosufficiente cioè non è in grado a mantenersi da solo.
La donazione dell’immobile in sostituzione dell’assegno di separazione e/o divorzile richiede che ci sia lo specifico accordo scritto tra gli ex coniugi assistiti da un legale per garantire che la donazione dell’immobile risulti una tantum in sostituzione del mantenimento durante la separazione e, in futuro, dell’assegno divorzile se spettante. La moglie deve accettare e sottoscrivere l’accordo con l’esplicita rinuncia a qualsiasi pretesa economica conseguente allo stato di coniuge.
La donazione dell’immobile, anche quando accettata dalla moglie, di per sé non preclude il diritto all’assegno divorzile che sarà valutato solo al momento della cessazione degli effetti civili del matrimonio poiché l’assegno di separazione riguarda il presente e non è proiettabile sulla fine degli obblighi derivanti dal matrimonio, cioè il divorzio che, invece, pone a carico del coniuge più facoltoso specifiche obbligazioni per il contributo della coniuge alla famiglia durante il matrimonio e se dimostra l’impossibilità ad avere redditi adeguati per vivere.
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Giovedì 04 Giugno 2026 09:10 |
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Una diversa gestione delle vacanze estive dei figli
E’ acquisito che la presenza continuata di ambedue i genitori nella vita dei figli è quanto mai indispensabile per prevenire i preoccupanti fenomeni devianti che funestano la nostra società minorile italiana. La causa di tutto questo malessere giovanile va ricercata anche nella nuova politica familiare incentrata sugli interessi dell’adulto e non sulle esigenze inderogabili dei minori, figli di genitori non più conviventi, abbandonati a sé stessi in balìa delle bande che sostituiscono la qualificata presenza genitoriale. La figura paterna è stata annullata, sia culturalmente che legalmente, con la politica delle famiglie occasionali e allargate e delle preminenti e inderogabili esigenze dell’adulto che ha poco tempo – spesso poca voglia anche – di fare il genitore, anche in sostituzione, del padre estromesso per decreto dalla vita dei figli.
L’affido condiviso paritetico, come formulato nel 2017 - “Linee Guida sull’affido condiviso” - e adottato ufficialmente il 15.04.2021 dalla sez. Famiglia del Tribunale di Brindisi, può costituire una fattiva risposta a questi problemi.
I tribunali, talvolta supportati/condizionati anche da una ondeggiante e interessata cultura degli psicologi tuttofare e da una politica assai loquace ma assente, però, sulle problematiche familiari, solo raramente applicano quanto proposto dal tribunale di Brindisi, nove anni fa, per imporre la condivisione della responsabilità genitoriale nell’educazione e formazione dei figli (diritto alla cogenitorialità) e per il rispetto del diritto della prole alla bigenitorialità.
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Mercoledì 03 Giugno 2026 09:15 |
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Cercheremo di fare questo nei prossimi mesi
L’assemblea ordinaria dei soci della nostra associazione, tenutasi anche mediante collegamento con modalità da remoto, mercoledì 27 u.s., ha approvato all’unanimità le attività socio-culturali per il 2026 e 2027, continuando la lunga attività svolta in questi ventinove anni di attività a livello nazionale.
Si terrà, in occasione del trentennale del suicidio del prof. Antonio Sonatore, che il 7 aprile 1996 si è dato fuoco dinnanzi al tribunale di Aosta per protestare contro la Giustizia Ingiusta, che lo aveva estromesso dalla vita della propria figlia e che aveva ignorato i suoi diritti di padre, un Convegno nazionale ad Aosta (19 settembre) e a Perugia (in ottobre) sul tema: “Con l’attuale cultura sulle separazioni, dove andrà la giustizia?”, con la presenza di un magistrato, uno psicologo, un genitore e un politico e/o sociologo.
L’incontro era previsto per aprile, ma oggettive difficoltà organizzative avevano spostato la data a giugno ed ora, per le note vicende politiche regionali che potrebbero portare a nuove elezioni del consiglio regionale, è stato spostato, definitivamente, ai mesi di settembre ad Aosta e di ottobre a Perugia. Specifiche iniziative sul tema della separazione dei genitori e l’affido dei figli, ragione per cui il padre valdostano si era tolto la visita, verranno organizzate ad Aosta per il mese di settembre.
Il telefono raggiungibile 24/24 h verrà potenziato e verrà destinato a questa attività il numero telefonico +39.328.5322200, oltre all’altro 347.6504095. Si suggerisce, a chi ci contatta, di avere a disposizione il fascicolo del procedimento e, comunque, il materiale utile per l’affido dei minori e per poter dare consigli attinenti alla situazione specifica del singolo caso.
Maggior cura verrà data al rapporto diretto con gli utenti, tramite email e/o telefono e/o incontri di persona, con la disponibilità all’ascolto di chi contatterà l’associazione, conservando lo spazio notturno, per questa attività, con fascia oraria 21-23, compresi i festivi. Alle email verrà data risposta entro 48 h. Per tutte le urgenze, come sempre fatto, l’associazione conferma la propria disponibilità, 24/24 h.
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Giovedì 21 Maggio 2026 16:08 |
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Il 5xmille per tutelare i figli dei separati
è una condivisione delle nostre battaglie
Il 5 x mille, se ben speso, aiuta ad incrementare le attività di volontariato e, nel nostro caso, la tutela dei figli dei separati, sempre al centro di controversie che, in concreto, non parlano di bigenitorialità e di cogenitorialità ma solo di egoistici interessi economici del genitore più protetto dalle istituzioni e, di conseguenza, più potente per essere l’affidatario/collocatario dei figli e per avere la possibilità di interferire nelle convinzioni dei minori collocati, dopo la fine della convivenza dei genitori, prevalentemente (oltre il 94%) presso la madre.
Come le tante associazioni di volontariato, anche la nostra chiede a chi condivide la nostra attività di destinarci il 5xmille (c.f. 94077010547) per permetterci di operare maggiormente nella tutela dei figli dei genitori non più conviventi e far conoscere i diritti, inalienabili, dei figli e dei genitori, spesso poco noti a chi chiede la tutela dei minori. I figli hanno due genitori e due restano i punti di riferimento anche dopo la fine della convivenza che, purtroppo, si combattono e cercano di salvaguardare, spesso, solo gli interessi dell’adulto.
Educare i figli è un dovere anche quando non si vorrebbe riconoscere e non si condivide ma è anche un diritto ad essere genitore che porta tanta gioia nell’esercitarlo. Sovente si vede solo l’aspetto ritenuto negativo, cioè quello del rispetto dei doveri derivanti dall’essere genitore, mentre poco si valorizza la genitorialità come pienezza dell’esistenza anche quando la convivenza viene meno e quando tutto il mondo che ci circonda sembra crollarci addosso.
C’è da precisare che la quota 5xmille viene riscossa dallo Stato al momento della dichiarazione dei redditi – e quindi non è una nuova richiesta di soldi - ed ora, per il 2025, la somma viene solo destinata a finalità di volontariato. Il 5xmille è solo figurativo perché la somma versata agli aventi diritto non arriva nemmeno al 4% perché su tale importo lo Stato continua a lucrare anche se già il contribuente vi ha già pagato le tasse. Anche sulle dichiarazioni già precompilate dall’Inps, contrariamente a quanto si vuol far credere e/o si pensa, il contribuente può destinare il 5xmille ai soggetti ritenuti oggi più idonei e il destinatario può essere cambiato di anno in anno.
L’importante è conoscere cosa si farà con le somme percepite dalla nostra associazione perché il contribuente ha il diritto di sapere come verrà impiegata. Tali somme, essendo, la nostra, una associazione di volontariato verranno destinate per curare la sensibilizzazione dei genitori non più conviventi sui propri diritti quali genitori e sui diritti dei loro figli non sempre chiari a chi subisce l’affido e, purtroppo, non sempre riesce a far valere il rispetto della legge perché, troppo spesso, non conosciuta nella sua applicazione. Il patrocinatore dei minori (il difensore) o del genitore non sempre spiega ciò che realmente il genitore, soprattutto quello con collocatario, può chiedere e pretendere. I difensori, contrariamente a quanto assicurano, ma solo a voce, ripetono al cliente, non amano fare certe battaglie che presuppongono un lavoro approfondito e non possono avvalersi delle varie prassi abitudinarie e dei protocolli dei singoli tribunali che riducono gli impegni ma non i costi dell’intervento in giudizio. In pratica si lavora di meno e si riscuotono le stesse somme, soprattutto quando l’attività forense è ridotta al minimo, tenendo buono il cliente con la prospettiva che le disposizioni del tribunale possono essere cambiate ogni qualvolta se ne farà richiesta. Nessun legale, poi, ama mettersi in contrasto con i giudici, divenuti spesso una lobby a danno del cittadino, perché con gli stessi giudici ci deve lavorare e, anche se non lo esplicita, teme una possibile influenza negativa negli altri procedimenti che dovrà sostenere con lo organo giudice.
La libertà del separato e il rispetto dei diritti dei minori si difendono in primo luogo con l’informazione e la consapevolezza dei diritti del genitore e di quelli dei figli in affido. C’è la necessità, o meglio l’urgenza di una campagna di informazione per far cambiare una consolidata prassi nei tribunali che spesso è scarsamente attinente al vigente codice di procedura civile e penale. Occorre anche garantire il genitore sui propri diritti che spesso non coincidono con gli interessi, quasi sempre economici, del proprio legale. Informare, dunque, per prevenire qualsiasi forma di abuso nell’applicazione della legge. A tal fine l’associazione garantisce un servizio telefonico 24h per rispondere a chi si trova in difficoltà nel gestire la fine della convivenza e il collocamento non equo dei minori. Altro argomento di vitale importanza per la gestione degli affidi è quello dei costi incontrollati della difesa che non vengono quasi mai determinati in modo chiaro e sottoscritti dal legale e dal cliente prima dell’incarico e tutto ciò porta a spiacevoli controversie giudiziarie azionate proprio dal legale che pretende il massimo delle tariffe previste come compenso legale quando non esiste l’accordo preventivo sottoscritto.

La nostra attività, inoltre, si svolge con convegni, pubblici dibattiti, conferenze, comprese quelle telematiche sul nostro sito, per rendere i genitori separati consapevoli di ciò che possono pretendere per evitare una Giustizia spesso ingiusta. Questi interventi si terranno, se ne esistono le possibilità logistiche di gestione, in varie parti d’Italia perché la nostra associazione da 28 anni opera in tutto il territorio nazionale con riconosciuto successo.
Il 5 x 1000 destinato alla nostra associazione (scrivendo il seguente c.f. 94077010547 associazione genitori separati per la tutela dei minori – aps) - Un aiuto per condividere le nostre battaglie con un rapido intervento quali: affido condiviso paritario con mantenimento diretto dei figli e con l’abolizione dell’assegno di mantenimento; spese straordinarie per i figli autorizzate, sempre e tutte, da ambedue i genitori e determinate caso per caso dal giudice; Abolizione dei vari protocolli tribunale-ordine avvocati locale per determinare le spese straordinarie, perché contraddittori e non rispettosi della legge, inserendo tra dette spese anche alcune di quelle ordinarie; immediati accertamenti quando denunciati dal genitore non collocatario per verificare le possibili manipolazioni nei figli da parte dell’altro genitore; regolamentazione dell'attività dei servizi sociali, psicologi ed educatori familiari incaricati dal tribunale di informare il giudice sulla reale situazione dei minori e dei loro genitori, senza sostituirsi all’organo giudicante; ridare voce ai genitori vittime di sentenze inique; tutela della bi-genitorialità e della co-genitorialità.
Ulteriori delucidazioni si possono avere telefonando al 347.6504095 o scrivendo a
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o visionando il nostro sito web genitoriseparati.it.
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Lunedì 18 Maggio 2026 11:08 |
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