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Venerdì 18 Settembre 2026 12:38 |
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I minori: quando la follia diventa realtà
Tutti parlano – e, talvolta, lo fanno anche senza ritegno - della tutela dei minori per accreditare l’immagine di una società attenta al proprio futuro, intervenendo sui minori, oggi nuovamente al centro dei soliloqui politici e sociali. Nessuno, però, va oltre le strampalate ipotesi di interventi che lasciano, di fatto e purtroppo, le cose immutate e nessuno dà credito nemmeno a quello che, da anni, la società, nelle variegate ipotesi, sta ipotizzando per salvaguardare una cultura a misura della persona, cioè nessuno opera – ma fa finta di farlo - per realizzare le proprie progettualità sociali, belle a dirsi, ma che restano lettera morta.
I minori continuano ad essere lasciati in balìa di se stessi; la scuola è assente, manca di programmazioni credibili da parte dei suoi stessi utenti, non riesce più a proporre un insegnamento efficace e partecipato che prepari i giovani alla vita e alla professione; manca di incisività pure la politica locale, che finisce per essere una vaga istituzione regionale che, anche quando vorrebbe far credere di parlare di famiglia e di assistenza, continua a sfornare progetti che, poi, non ha il coraggio di attuare nella gestione della cosa pubblica, perché dimentica il proprio passato, fatto da decenni di inattività sociale e disconosce la propria incapacità a dare risposte serie e fattibili nella quotidianità di ciascuno di noi.
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Lunedì 14 Settembre 2026 09:16 |
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Venerdì 11 Settembre 2026 08:35 |
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Aosta: Convegno in memoria di Antonio Sonatore
Parliamo, con esperti, di affido paritetico
Il 26 settembre con inizio alle ore 9, nella ricorrenza del 30° anniversario della morte del prof. Antonio Sonatore, si terrà, ad Aosta (Sala Congressi – Hotel HB, via Malherbes, n. 18/A), un convegno sul dibattuto tema dell’“Affido paritetico per garantire bigenitorialità e cogenitorialità ai figli e ai loro genitori”. Il convegno è aperto a tutti e tutti possono intervenire portando il proprio contributo e la propria esperienza. E’ stato chiesto, all’Ordine degli avvocati di Aosta, il riconoscimento dei crediti formativi. Il convegno, per agevolare chi non può parteciparvi direttamente, vista la rilevanza culturale e giuridica dell’affido paritetico (i figli trascorreranno pari tempo sia con il padre che con la madre, attuando la vera bigenitorialità e cogenitorialità), verrà trasmesso in diretta streaming su Aostaoggi.it e su www.genitoriseparati.it.
Il tema verrà trattato da esperti dell’affido paritetico, che oltre ad essere professionisti del settore sono anche coautori di specifiche e apprezzate pubblicazioni su queste tematiche rivolte a magistrati, avvocati, assistenti sociali, politici, istituzioni coinvolte nell’affido dei minori quando termina la convivenza dei genitori, e, soprattutto, ai separati e/o a quelli che sono in procinto di separarsi.
Queste problematiche, oggi di estrema attualità, nei suoi interventi nei tribunali e nei cartelli con cui aveva reso pubblico ciò che gli stava accadendo, erano ben presenti nelle battaglie che il dott. Antonio Sonatore, come si può vedere in tutti gli atti da lui scritti a tutela dei suoi diritti di padre portava avanti per essere rispettato nel suo diritto alla bigenitorialità e, nella sua battaglia conclusasi tragicamente con il suicidio, faceva continuo riferimento ai figli e ai diritti dei loro genitori separati che si trovavano sulla stessa sua situazione. Antonio Sonatore, in anticipo di oltre trent’anni, parlava in modo esplicito di bigenitorialità e di cogenitorialità. Il tema trattato nel convegno è in linea con il suo pensiero e non è una sfida ai familiari che continuano a boicottare qualsiasi iniziativa in sua memoria perché, ancora, pretendono di addossare al loro congiunto le più pesanti valutazioni. Sonatore era un padre sano di mente, anzi era uno stimato psicologo ed insegnate elementare amato da allievi e genitori e dai clienti che gli chiedevano un supporto psicologico.
I familiari, ritenendosi parte lesa dal comportamento del dott. Sonatore, si sono introdotti nella richiesta di alcuni politici di porre una stele nel giardino (di proprietà della Regione) antistante il tribunale per pretendere la non concessione perché, a nostro parere, Antonio Sonatore deve essere ricordato così come volevano i suoi congiunti – forse per giustificare il loro operato – e non secondo le verità che stanno emergendo dagli innumerevoli fascicoli contenuti nelle cancellerie dei tribunali valdostani, torinesi e milanesi che abbiamo dovuto consultare.
Antonio appartiene alla società italiana e valdostana e non può essere considerato un violento e un pazzo perché i fatti riferiti negli atti giudiziari e la testimonianza della città dicono, invece, ben altro! Il ricordo di questo papà conosciuto in tutto il mondo è un dovere pubblico per far luce sul suo dramma e sull’abbandono, forse, anche dei suoi congiunti. Fu costretto, ha cercato di spiegare, ad ammettere la propria responsabilità nei maltrattamenti denunciati dalla madre di sua figlia. Le mancate mirate indagini, la dicono lunga sull’intera vicenda che potrebbe essere diversa e che forse i suoi parenti potrebbero anche ben conoscere ma continuano inspiegabilmente a tacere.
Interverranno, con specifiche relazioni, lo scrittore e magistrato, ex presidente della Sez. Civile della Corte d’Appello di Salerno, Bruno De Filippis, che si soffermerà su: Dall’affido condiviso all’affido paritetico alternato: la lunga marcia per la tutela dei diritti del minore; su Come affrontare e come gestire i casi di rifiuto genitoriale? Ne parlerà Giovan Battista Camerini, scrittore, neuropsichiatra infantile e psichiatra; l’avv. Gerardo Spira, Presidente onorario dell’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps), si chiederà se Con l’attuale cultura sulle separazioni, la Giustizia tutela ancora i minori? Successivamente, il consigliere regione Valle d’Aosta e membro della V comm. Servizi Sociali, Andrea Manfrin, affronterà le ragioni dell’assenza della politica negli affidi dei minori ad Aosta, con una riflessione su A vent’anni dalla legge 54/2006, una bigenitorialità ancora a metà: cosa può fare (davvero) la regione Valle d’Aosta.
L’avv. Francesco Valentini, in apertura dei lavori, ricorderà la figura del prof. Antonio Sonatore, a trent’anni dalla sua morte, il padre separato valdostano, stimato professore e psicologo, che il giorno di Pasqua, 7 aprile 1996, si è dato fuoco dinnanzi al tribunale di Aosta per richiamare l’attenzione sulla giustizia ingiusta, che gli aveva negato, di fatto, il diritto alla genitorialità.


Il dibattito che seguirà sarà moderato dal vicepresidente, dott. Andrea Pieri, mentre le brevi conclusioni, alle ore 13,15, verranno tratte dal presidente dell’associazione, Ubaldo Valentini.
E’ stato chiesto, all’Ordine degli Avvocati di Aosta, il riconoscimento dei crediti formativi e l’intero convegno sarà trasmesso in diretta streaming su Aostaoggi.it e su www.genitoriseparati.it.
L’attualità del tema trattato può costituire l’occasione per l’inizio di un approfondito confronto tra genitori separati, servizi sociali, avvocati e magistrati, da tutti auspicato, per rendere l’affido dei minori, quando termina la convivenza dei genitori, meno traumatico, per una vera tutela della bigenitorialità e della cogenitorialità.
Il 7 aprile di ogni anno, giorno in cui Antonio Sonatore si è dato fuoco all’ingresso del tribunale di Aosta, nel mondo, si celebra la giornata in ricordo dei padri che si sono tolti la vita, perché estromessi dalla vita dei loro figli. Una data di cui, purtroppo, troppi politici e molte istituzioni valdostane, compresi alcuni suoi congiunti, si vergognano, mentre, invece, chi ha conosciuto Antonio Sonatore ci chiede la stesura di una biografia (già in fase di redazione) per valorizzare questo padre vittima dell’indifferenza istituzionale.
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Venerdì 11 Settembre 2026 08:30 |
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Aosta e l’affido dei minori: una orgogliosa rivoluzione
di Ubaldo Valentini*
In Valle, una piccolissima regione con il più alto indice di genitori non più conviventi, le problematiche legate all’affido dei minori sono molteplici e manca la volontà socio-politica di volerle affrontare seriamente, con la ricerca di soluzioni percorribili proprio in quel contesto che dovrebbe tutelare i minori di oggi, cittadini protagonisti del domani. Si sta scoperchiando la piaga dei suicidi, tenuta, nell’ultimo decennio, nascosta all’opinione pubblica, non tanto per il timore dell’emulazione, ma per l’incapacità di dare risposte serie ed efficaci per prevenire un fenomeno che ha origine proprio nella incapacità del servizio socio-psicologico e legale di formulare ipotesi, applicabili, per prevenirlo. Parlarne sarebbe una vergogna per il variegato mondo delle istituzioni che dovrebbero ammettere il loro fallimento istituzionale.
Tra le persone che si tolgono la vita, ci sono tanti genitori separati, molti dei quali molto giovani, espropriati dei propri figli e umiliati per dover ricorrere alla pubblica assistenza per mangiare e sopravvivere, poiché, in nome del mantenimento dei figli, sono ridotti in miseria e costretti a chiedere aiuto ai vecchi e malati genitori, ai parenti e/o agli amici. L’assistenza regionale non c’è per i genitori di sesso maschile e seri lavoratori, quando finisce la convivenza con i figli per volontà, di solito, dell’altro genitore, che segue i saggi (meglio sarebbe dire i subdoli) consigli di associazioni di genere che, spesso, operano al limite della legalità, con i soldi pubblici e senza il pur minimo controllo istituzionale per prevenirne i reali abusi, ammessi anche dai legali, ma mai esplicitamente denunciati. Certe associazioni non sono una risorsa per i cittadini, ma una calamità per le persone relegate al margine della società e, guarda caso, le persone colpite dalla loro non sempre equa e legale intromissione sociale sono sia il genitore estromesso dalla vita dei figli che i figli stessi, che, nella totale indifferenza, vengono abbandonati a sé stessi e alla strada, dove trovano compagni di viaggio poco raccomandabili e rassicuranti.
Non abbiamo il coraggio di parlare delle baby-gang, dello spaccio “alla luce del sole”, del consistente ricorso all’alcolismo di molti minori che condizionano la vita di alcuni quartieri di Aosta, ma anche delle realtà periferiche, i comuni della Valle, i cui cittadini provengono dal mondo delle famiglie separate, i cui genitori, forse, con molta fretta, hanno dimenticato che il loro compito genitoriale non termina con la fine della convivenza genitoriale. La fretta della cultura delle famiglie allargate non sempre aiuta il genitore a riflettere su cosa debba garantire ai figli dopo la fine della convivenza e su quale sia il suo ruolo nel nuovo contesto familiare. La risoluzione dei problemi dell’adulto sembra dominare l’azione del genitore, che, invece, di pianificare l’educazione dei figli in questa nuova realtà, purtroppo, in molti casi, pensa, prima, ai suoi diritti personali, perchè i figli vengono dopo.
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Lunedì 24 Agosto 2026 09:23 |
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Al cliente l’avvocato deve restituire
tutta la documentazione in suo possesso
La mancata consegna della documentazione al cliente comporta la censura dell’Ordine per l’avvocato: lo ha ribadito, anche se il diritto era noto a tutti, la Cassazione, con una recente ordinanza (Cass., Sez. Unite civili: ord. n. 20608 del 18/06/2026).
Molti genitori, con minori collocati prevalentemente presso l’altro, hanno difficoltà, con il proprio legale, ad avere la copia dei loro fascicoli, civili e/o penali, e, spesso, nemmeno vengono consultati sull’atto che l’avvocato presenta al giudice perché, secondo loro, il difensore può agire autonomamente, avendo l’assistito sottoscritto una procura che prevede la delega ad agire. Tanti genitori che si rivolgono a noi in mano non hanno il fascicolo del procedimento, nemmeno quando è ancora aperto, perché il legale, anche se esplicitamente richiesto, sottopone l’assistito ad interrogatorio per conoscere le ragioni di questa richiesta, anomala, a suo dire, perché manifesterebbe il venir meno della fiducia nel difensore.
Ciò accade anche da qualche anno a questa parte, nonostante la digitalizzazione dei fascicoli, nel civile, in generale, ma non per tutto, sia iniziata nel lontano 2014. Recentemente è partita anche quella nel penale.
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Lunedì 24 Agosto 2026 09:21 |
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Il Ferragosto dei genitori separati
e la dura lotta contro l’ingiustizia!
Ferragosto è una ricorrenza che segna, puntualmente, la fine delle ferie, per gli adulti che lavorano, e l’ultimo mese di vacanze scolastiche per coloro che sono impegnati ad assolvere all’obbligo scolastico. Molti figli con genitori non più conviventi, però, hanno sperimentato l’amarezza del fallimento delle aspettative di giugno, come quasi sempre avviene, ed hanno potuto trascorrere solo pochi giorni con il genitore meno presente nella loro vita, perché non ha potuto usufruire delle ferie dovendo lavorare e, non avendo, spesso, nemmeno la possibilità di ospitarli in una abitazione decente per i pochi giorni che dovrebbero trascorrere con lui. A causa di ciò, sono i figli stessi a non voler andare con il genitore nei tempi previsti dal giudice. Questa loro scelta rinnova nel genitore non collocatario (il padre, per il 94%) il dolore della perdita, di fatto, di un diritto genitoriale e i figli vengono privati della presenza di un insostituibile punto di riferimento per una loro crescita equilibrata e serena.
Non per tutti i separati il Ferragosto è un giorno bello
Un padre, che proprio in questo periodo non ha potuto usufruire delle sudate ferie, ci ha manifestato tutto il suo dolore per non poter andare in vacanza con i tre figli nemmeno un giorno per mancanza di disponibilità economica, a causa di una sanguinaria separazione che lo costringe a dormire su un divano messogli a disposizione dalla vecchia madre ammalata.
Non per tutti i genitori, soprattutto se separati, questo è un periodo di allegria e spensieratezza, anzi, come per le feste natalizie, è un periodo di sofferenza per l’amara constatazione della impossibilità di poter manifestare, in concreto, il reciproco amore tra genitore non collocatario e figli. La questione economica ha le proprie responsabilità e lo continuerà ad avere fino a quando chi decide sul futuro dei minori non avrà la consapevolezza che l’amore tra genitori e figli presuppone, sempre, una equità sociale che non crei disuguaglianze per legge e discriminazioni tra i genitori, in nome di presupposti inesistenti, spesso falsamente costruiti in sedi finanziate per tutelare i minori, ma non per discriminare, quasi sempre, il genitore meno presente con figli, a causa del mancato affido paritario.
Ferragosto dal carcere
Non è un bel ferragosto per quel padre (nonché per i nonni e zii paterni) che, a seguito della denuncia della ex compagna per violenza sessuale nei suoi confronti, senza prove, e per violenza in famiglia, è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione, che ha incominciato a scontare in un carcere milanese dal dicembre scorso.
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Lunedì 24 Agosto 2026 09:17 |
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I danni del protocollo sulle spese straordinarie
Il protocollo per le spese straordinarie dei minori, sottoscritto (ideato e formulato) dal tribunale e dal locale ordine degli avvocati del distretto, fa riferimento ai giudici locali, senza la pur minima consultazione dei genitori, diretti interessati dei propri figli, delega (affida) la tutela minori e la determinazione del loro mantenimento e delle spese straordinarie agli avvocati, che, in realtà, sono semplici fornitori di prestazione professionale, pagati dal genitore per essere assistito, assieme ai propri figli, nel procedimento incardinato per l’affido degli stessi, è, nell’applicazione, fonte di diatribe tra i genitori.
I parametri standardizzati non sono ammessi, perché non tengono conto del fatto che le spese straordinarie devono essere determinate dal giudice, caso per caso, tenendo conto della reale situazione economica di ciascun genitore, essendo, con la fine della convivenza, le famiglie non più una ma due, e gli schemi del protocollo non si possono applicare in modo manualistico.
L’avvocato, nell’affido, è pagato dal genitore per l’assistenza legale ma non per essere sostituito nella stesura di un protocollo, usato (sarebbe meglio dire abusato) dai giudici e dagli stessi legali, come se fosse una legge emanata dal Parlamento. La difesa civile e penale di un caso singolo non autorizza il legale ad allargarsi su un campo economico che i genitori obbligati al mantenimento ben sperimentano sulla propria pelle. Le leggi le formula e le approva il Parlamento, ma non i giudici, chiamati ad applicarla, ma quelle deliberate a Roma, ma non da sé stessi, in economia, con il legale che, in teoria, difendendo un genitore, costituisce un soggetto esterno. Se vogliono, per ragioni loro, il protocollo lo devono chiedere al Parlamento o al Ministero della Giustizia e tantomeno lo possono rendere obbligatorio, senza l’esistenza del vincolo legislativo.
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Giovedì 30 Luglio 2026 17:43 |
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Cari nonni, per fortuna ci siete voi,
mentre le istituzioni vi trascurano!
di Ubaldo Valentini*
Il ruolo insostituibile dei nonni nella crescita dei figli con genitori non più conviventi.
La storia ci insegna che i nonni sono sempre stati fonte di saggezza per la società e una risorsa, non solo educativa, per i nipoti, oggi sempre più coinvolti nella conflittualità tra i genitori, che lascia in loro un segno indelebile. Le istituzioni, però, non hanno mai preso seriamente in considerazione il ruolo insostituibile, nell’economia gestionale dei genitori non più conviventi, di queste figure, chiamate assai frequentemente a sostituire una genitorialità evanescente e scarsamente attenta ai bisogni dei minori, talvolta costretti a vivere la vita della strada, con tutti i rischi che ciò comporta e di cui la società ne sta pagando le conseguenze.
La famiglia, nella cultura odierna, non è più una testimonianza di vita da tramandare, ma una corsa verso quell’attimo fuggente che ci prospetta paradisiache mete, che mai, poi, raggiungeranno la sperata realizzazione. Siamo in presenza delle famiglie allargate, molto allargate e sempre, fondamentalmente, instabili, che mettono al centro non i minori, ma le loro volubili esigenze e la ricerca di una momentanea felicità.
L’incertezza dell’adulto provoca solo instabilità caratteriale nel minore, che, spesso, preferisce la strada e la piazza come guida per sé, ma non i genitori. L’esempio dell’adulto (genitori e loro contesto affettivo) diventa un peso, perché il minore si sente escluso dai loro veri interessi affettivi perchè assorti nell’ardua difesa delle loro libertà personali, che escludono la preminenza del figlio nel suo interesse esistenziale. Il minore, nel fuggire dal riferimento ai genitori e da un mondo che avverte come nemico, perchè è indifferente alle sue esigenze esistenziali, si perde nei fantasmi sociali, che dovrebbero salvarlo dal profondo disagio in cui è costretto a vivere per la mancanza di validi riferimenti etici e affettivi.
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