Giovedì 27 Luglio 2023 09:21 |
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L’assegno unico universale per i figli
L’assegno unico universale (a.u.u.) spetta al 50% ad ambedue i genitori non conviventi ed esercenti la responsabilità genitoriale, anche in presenza di assegno di mantenimento stabilito dal tribunale ed a prescindere da chi viva con i figli. In caso di assegnazione al 100% ad un solo genitore, il genitore che ha rinunciato o non l’ha richiesto può, in qualsiasi momento, richiedere che l’assegno venga erogato ad ambedue i genitori al 50%, così come prevede la legge. Il sussidio spetta a tutti i genitori, compresi i lavoratori autonomi e i percettori di misure di sostegno al reddito e può essere cumulato con il reddito di cittadinanza e con i sussidi elargiti dalle Regioni, Province autonome e Comuni. La somma percepita in base all’Isee dei genitori, è esente dall’Irpef.
La domanda non deve essere presentata annualmente, a meno che ci siano variazioni economiche e chi, invece, non percepisce l’assegno, pur avendone diritto – e sono molti i genitori che ignorano la l. 46/2021 – deve presentare la domanda direttamente all’Inps, con l’aiuto di un patronato, se lo ritiene opportuno. Se non si presenta l’Isee entro il 28 febbraio di ogni anno, l’assegno per ciascun figlio viene ridotto ad €. 50 mensili. L’Inps verserà la somma mensile dovuta mediante accredito diretto sul c/c di ciascun genitore o con assegno presso il domicilio del genitore che ne ha diritto.
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Martedì 25 Luglio 2023 08:22 |
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Il giudice non può prescrivere
percorsi psicoterapeutici
Stop ai percorsi psico-pedagogici imposti dai tribunali e dagli assistenti sociali nell’affido dei minori quando è finita la convivenza dei genitori. Tali prescrizioni, o pressanti inviti, infatti, sono estranee ai giudizi di affido, rientrano nella sfera personale delle parti e sono rimesse esclusivamente al diritto di autodeterminazione del singolo genitore coinvolto nell’affido.
Nell’affido dei minori, quando la convivenza è finita (o non c’è mai stata), in troppi tribunali esiste la consolidata abitudine di prescrivere ai genitori un percorso psico-terapeutico, talvolta esteso anche ai figli, per risolvere la loro alta conflittualità e, molto spesso, si ha la presunzione di voler risolvere anche la loro immaturità. Questi due aspetti sono il fiore all’occhiello dei servizi sociali, i cui operatori, troppo spesso, sono notoriamente incapaci a comprendere le difficoltà dei genitori, mentre, invece, si sentono autorizzati a suggerire al giudice “sentenze” preconfezionate con servizi che, di fatto, hanno solo lo scopo di esasperare gli animi. Costoro rafforzano il ruolo del genitore affidatario, che è, quasi sempre, la madre, ma che, invece, spesso, è la causa della discordia genitoriale.
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Giovedì 29 Giugno 2023 10:41 |
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Violenza sui padri, di cui nessuno parla
Esiste una diffusa e profonda violenza sugli uomini, soprattutto quando sono separati, di cui nessuno parla per coprire la campagna portata avanti dal variegato – e ricco di finanziamenti pubblici – mondo delle associazioni di genere e centri antiviolenza, affiancati da noti partiti e movimenti di sinistra, che, come ripetutamente accade in consiglio regionale e comunale, sconfessano le ragioni del loro esistere, cioè la difesa dei diritti di tutti i cittadini e, soprattutto, dei più deboli.
La violenza fisica è sempre inaccettabile e non ci sono ragioni che la possano giustificare, nemmeno quando la disperazione domina la mente di chi la effettua.
Ciò, però, non autorizza nessuno a tacere sulla violenza che subiscono i minori, gli uomini e gli anziani. Gli uomini vengono maltrattati dalle donne in misura superiore a quella in cui le stesse sono vittime della violenza maschile. Molti, troppi, uomini non denunciano la violenza fisica subita da parte della propria partner per rispetto dei figli e, al pronto soccorso, praticamente sempre, dichiarano di essersi feriti da soli. La violenza subita, così, resta nascosta alle statistiche e amplifica quella subita dalle donne. Non tutti gli uomini scaricano la loro disperazione sulla partner e sui figli e, in silenzio, oppressi dal precipitare della inspiegabile quotidianità divenuta insopportabile, si tolgono la vita con modalità che non destano sospetti sui figli e sui congiunti. Se ne vanno in punta di piedi per non disturbare una società indifferente al loro malessere.
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Giovedì 29 Giugno 2023 09:50 |
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Valle d’Aosta
In Regione è fatto divieto nominare i separati
La maggioranza della Regione - dove governacon la partecipazione della sinistra e con l’appoggio dell’estrema sinistra - si mette sempre in evidenza per negare i diritti dei padri separati, che, oggi, in Vdarappresentano il 70% dei genitori con figli, vengono perseguitati dalle istituzioni e molti di loro vivono in una ingiustificata miseria. L’assessore alle politiche sociali,per salvarsi la faccia, cerca di negare questa emergenza sociale e sostiene che, tutto sommato, esistono i sussidi per i separati, guardandosi bene dallo specificare che esistono sì, ma solo per le donne separate. Sussidi di cui l’altro genitore non viene informato nel rispetto della privacy materna, anche se i figli sono anche suoi e, quindi, la citata riservatezza non è applicabile.
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Giovedì 22 Giugno 2023 09:00 |
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Si è tolto la vita perché era depresso
I padri separati valdostani continuano a togliersi la vita, nella totale indifferenza della politica e della giustizia. Il problema, con gran parte della stampa locale poco propensa a disobbedire ai “consigli” degli assessori alla Salute, Sanità e Politiche sociali, che, in questi anni, si sono susseguiti e delle forze dell’ordine, non emerge con la sua drammaticità e l’opinione pubblica, per rendere meno amaro l’inaccettabile gesto, fa proprio il solito giustificativo: era depresso!
La depressione non è un virus da cui è difficile liberarsi una volta che ne siamo stati infettati. La depressione spiega il modo di comportarsi delle persone che la società, a vario titolo e con diversificate responsabilità, non ha difeso da “sassolini” che, nel corso del tempo e nell’indifferenza, sono divenuti macigni insopportabili. Il suicidio è l’atto finale e il segnale della resa. La depressione è sempre conseguenza di cause (biologiche, psicologiche, sociali, genetiche e fisiologiche) che potevano essere rimosse, purché lo si fosse voluto.
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Giovedì 15 Giugno 2023 09:05 |
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Il dovere e il diritto di educare i figli
Ubaldo Valentini*
Il disagio sociale dei minori, che è alla base delle forme devianti che quotidianamente siamo costretti a constatare,è sotto gli occhi di tutti. L’educazione e formazione dei figli passa, però, attraverso la famiglia,ancor prima della scuola e della società in genere. Con il venir meno della famiglia, intesa come nucleo di genitori e figli conviventi, sono cambiati i modelli di vita e i valori esistenziali di riferimento,che, in passato, tentavano di arginare discutibili valori fondati su un incontrollato concetto di libertà.
Con i rapidi cambiamenti sociali in atto, c’è il rischio di una regressione culturale che ci porti a rigettare tutto ciò che può apparire come un limite alla nostra pretesa di volere tutto e, quasi sempre, anche subito.Il disagio giovanile è alimentato da una mancata identità individuale e da una progettualità socio-politica fondata non sui fatti, ma sulle parole. Parole che i giovani non accettano più e molti di loro, orfani di testimonianza da parte degli adulti,non esistendo nuove prospettive sociali, sono indotti a ribellarsi a tutto e a dare libero sfogo, di fatto,alla dimensione distruttiva del proprio essere.
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Giovedì 08 Giugno 2023 09:58 |
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Antonio Sonatore:
l’oltraggio delle istituzioni, ma non solo!
Nulla da fare per la stele in ricordo di Antonio Sonatore - simbolo internazionale dell’estromissione di un genitore dalla vita dei propri figli – poiché il consiglio regionale (o, meglio, i gruppi che sostengono la maggioranza) ha bocciato la mozione della Lega, a firma del suo capogruppo, Andrea Manfrin, che chiedeva di porre la stele a ricordo del gesto di Antonio Sonatore, che, il 7 aprile 1996, si è dato fuoco a fianco dell’ingresso del Tribunale, che gli aveva tolto ogni diritto genitoriale. La ragione della proposta era stata ben illustrata da Manfrin all’inizio della discussione, ma il presidente Testolin, non sentendo ragioni, ha espressamente chiesto alla Lega di ritirare la mozione, perché la figlia di Sonatore aveva “deciso” che questo tipo di discussioni stiano fuori dalla politica. I gruppi che sostengono la maggioranza, compatti, hanno votato contro la mozione sostenuta dai gruppi di opposizione e dal gruppo misto ed hanno bocciato la richiesta della collocazione di una stele nel giardino (di proprietà della regione) antistante il tribunale.
avv. Paolo Sammaritani, consigliere della Lega alla regione Valle d’Aotas
L’avv. Paolo Sammaritani, consigliere della Lega, nel rispondere al sig. Testolin, ha ribadito che la nostra iniziativa non vuole entrare nei dettagli di una vicenda familiare che deve restare sullo sfondo. Ma quell'episodio è diventato, nel bene o nel male, il simbolo di un fenomeno che si stava sempre più diffondendo. La stele sarebbe un segnale di attenzione della nostra comunità.
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Martedì 06 Giugno 2023 18:21 |
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Nei tribunali umbri
Affido dei figli e declino della maternal preference
La recente sentenza della Corte d’appello di Perugia accoglie il ricorso di un padre che si era visto condannato per maltrattamenti in famiglia, sebbene non abbia mai usato violenza sui figli, perché, a causa degli impegni di lavoro, aveva dedicato poco tempo alla loro educazione e non aveva stabilito con loro un vero e proprio legame padre-figli. Si era mostrato, cioè, “negligente nello sviluppo del rapporto educativo e di fiducia nei confronti dei suoi due figli”.
I consiglieri della Corte d’appello di Perugia hanno sentenziato che non sono penalmente punibili “le condotte del padre che trascuri di sviluppare un sano rapporto di cura ed educazione nei confronti dei figli, ma che al contrario si dimostri rigido, freddo e disinteressato nei loro confronti e dedichi la maggior parte del proprio tempo al lavoro”.
Un padre, se non lavora, non mantiene i figli e ogni lavoro richiede tempi e impegni diversificati. Giustificare la negligenza paterna a causa del lavoro, vuol dire riconoscere che non sempre è possibile organizzare il lavoro tenendo conto dei doveri genitoriali.
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