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Lunedì 18 Marzo 2019 18:51

Ad AOSTA

INCONTRI  PUBBLICI

richiesti dai separati della VDA per essere informati sui diritti dei genitori e dei figli

Avv. Francesco Valentini

Parliamo di diritto di Famiglia: Spese ordinarie e spese straordinarie

Mercoledì 20 Marzo 2019 ore 20.30

AOSTA, CSV, Via Xavier de Maistre, n. 19

 

Gli incontri, monotematici, proseguiranno per tutto il 2019. Segue dibattito -

Partecipazione libera e gratuita. (Informazioni al 347.6504095)


 
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Lunedì 18 Marzo 2019 18:29

­­­Aosta: partecipato dibattito


L’operato del Tribunale contestato dai separati


Vivace e partecipato il pubblico incontro, introdotto dall’avv. Gerardo Spira, tenuto ad Aosta il 12 su Separazioni in Aosta: Parliamo di GIUSTIZIA senza peli sulla lingua”. I

Il relatore, partendo dall’art.30 della Costituzione che pone a fondamento della famiglia la centralità dei figli e l’uguaglianza dei diritti e doveri dei genitori verso di loro (diritti e doveri che permangono anche dopo la fine della convivenza), ha ripercorso l’evolversi del diritto di famiglia e della relativa giurisprudenza e dottrina fino alla legge n. 54/2006 e alle recenti Linee guida di Brindisi per una corretta applicazione del Condiviso.

La mancata applicazione della parità genitoriale nell’affido dei figli da parte dei tribunali che, invece di decidere in proprio - come loro dovere e come più volte ci ricorda la Corte europea sui diritti degli uomini (Cedu) - si limitano, troppo spesso, a trascrivere le conclusioni discrezionali dei servizi sociali incaricati di riferire su minori e sui loro genitori. E’ dovere dei politici degli enti locali, ha sottolineato l’avvocato Spira, regolamentare in modo vincolante l’attività dei servizi sociali in presenza di minori con genitori in fase di separazione.

La mancata applicazione delle pari opportunità genitoriali penalizza il “superiore interesse del minore” e il genitore non collocatario ed è causa della radicalizzazione di una conflittualità che spesso è conseguenziale della fine della relazione e che, ad Aosta, sfocia in tragedie. Compito della Giustizia è quello di garantire ai due genitori pari opportunità genitoriale, vigilare che il preminente interesse del minore sia tutelato e che le disposizioni di affido vengano rispettate. In caso contrario, come ci ricorda il diritto, si modificano le condizioni di affido e si sanziona il genitore che non le rispetta.

Ad Aosta la Giustizia, con troppa facilità, non può e non deve essere a senso unico e le separazioni non possono muoversi in un percorso tortuoso e difficile per i genitori, quasi sempre impossibile per i padri. Non si applica, come invece sta avvenendo in tanti tribunali, l’affido condiviso paritetico o alternato, con il mantenimento diretto dei figli e senza l’assegnazione della casa familiare, più rispondente ai principi di uguaglianza dei diritti e dei doveri.

La condizione della madre, resiste alle verifiche fiscali, da cui, comincia a venire fuori tanto sommerso di lavoro a nero, dichiarazioni falsificate, un mondo in cui finanziamenti e contributi pubblici per i figli in situazioni di separazioni privilegiano situazioni che, chissà perché, restano escluse dai controlli e al padre si vieta perfino di conoscere le entità di soldi pubblici esborsati al genitore collocatario per i figli. Il tenore di vita economica è preso in considerazione dalle istituzioni solo per la donna, senza tener conto di quanto sfugge e si disperde nei meandri del sistema. I figli sono carico non solo dell’uomo, ma anche della donna, che, stranamente, risulta quasi sempre povera e bisognosa. In tale sistema trova facile accesso l’istituto del gratuito patrocinio.

Talvolta si ha la sensazione che al tribunale non interessi condizione di vita del padre, le sue difficoltà di lavoro, anzi, se non paga immediatamente si attivano con solerzia azioni penali per mandarlo in galera o costringerlo a pagare somme impossibili.

Ad Aosta non si parla di Pas, di spese straordinarie da concordare preventivamente, pena la nullità del rimborso. I ricorsi di modifica delle condizioni economiche vanno seriamente valutate e il superiore interesse dei minori va tutelato nel rispetto del principio che entrambi i genitori sono uguali per la legge.

“Il cittadino - ha concluso l’avv. Spira - ha diritto a pretendere che il motto ‘la legge è uguale per tutti’ venga rispettato senza ideologie e prevenzioni di genere”.

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Venerdì 08 Marzo 2019 17:28

 
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Mercoledì 06 Marzo 2019 18:30

Regione Umbria


La mozione sulla regolamentazione dei servizi sociali

approvata all’unanimità dal consiglio regionale


Apprendiamo, con soddisfazione, che L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria next) che impegna la Giunta regionale a emanare Linee Guida riguardanti le attività amministrative dei servizi sociali in materia di minori coinvolti in casi di separazione o divorzio dei genitori.

L’impegno della nostra “Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori”, che da circa quattro anni si batte per l’approvazione da parte degli enti locali italiani di uno specifico Regolamento per disciplinare l’attività dei servizi sociali, predisposto dall’avv. Gerardo Spira, vede, così, il risultato di una iniziativa che, in controtendenza dalla consolidata prassi finora tenuta dalla burocrazia, per affronto politico, interviene in una materia che ha visto assente la funzione pubblica, abituata ad esprimersi e decidere secondo una prassi discrezionale, consolidata per lungo tempo.

L’associazione, l’unica in Italia, supportata dalla legge, dimenticata da troppo tempo, ha ripescato il bandolo di un filo che imponeva già dal 1990, alla P.A di intervenire nelle attività dei servizi sociali nella materia dei minori coinvolti in casi di separazione o divorzio dei genitori. Dunque il grave problema sociale viene rimesso in un primo corretto e trasparente percorso della fase della separazione, perché i genitori vivano l’evento senza la paura dell’isolamento ed abbandono della società, ma in un clima di incontri partecipati, trasparenti e soprattutto nel rispetto degli interessi superiori dei figli. Le regole, sempre e per tutti, sono la sicura garanzia per il rispetto dei diritti delle parti in conflitto.

L’Associazione, continuerà a promuovere il Regolamento, già depositato presso la Regione Umbria e diffuso anche in altre realtà d’Italia. Confidiamo che le Linee guida vengano redatte con carattere di forza giuridica, secondo il percorso tracciato dalla legge 241/90, proposto nella mozione presentata dal consigliere De Vincenzi, che, assieme agli altri consiglieri, vivamente ringraziamo per aver accolto la richiesta dei numerosi separati, tramite noi sollecitata. Finalmente si comincia a comprendere che i problemi della famiglia e dei minori non hanno un colore politico.

Va al Consiglio tutto il nostro attestato di riconoscimento nella speranza che il prossimo passaggio si traduca in atti e provvedimenti di forza legale per la successiva fase giudiziale. Fin da ora manifestiamo la nostra disponibilità a mettere a disposizione dell’ente regionale e dei comuni tutta la nostra esperienza professionale in materia.

L’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori continua il suo impegno perché la regolamentazione nella materia della famiglia, contribuisca ad eliminare gli ostacoli che ancora vengono frapposti al normale rapporto cittadino-Pubblica amministrazione.

 
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Mercoledì 06 Marzo 2019 18:24

 

Dibattito pubblico


Separazioni in Aosta

Parliamo di GIUSTIZIA senza peli sulla lingua

 

Martedì 12 marzo alle ore 20.30, si terrà ad Aosta, Sala dell’Hôtel des Etats piazza Chanoux 1 (palazzo comunale), INCONTRO PUBBLICO, aperto a tutti, con l’avv. GERARDO SPIRA, esperto di pubblica amministrazione e diritto minorile, su “Separazioni in Aosta: Parliamo di GIUSTIZIA senza peli sulla lingua” -

Parliamo, senza peli sulla lingua, con i separati e la società valdostana per ricordare che la Giustizia non può e non deve essere a senso unico. La Magistratura, il Csm e il Ministero della Giustizia sono a conoscenza che le separazioni nella valle d’Aosta si muovono in un percorso tortuoso e difficile per i genitori, quasi sempre impossibile per i padri. E’ divenuta una chimera l’affido condiviso paritetico o alternato, con il mantenimento diretto dei figli e senza l’assegnazione della casa familiare, mentre in altri Tribunali, finalmente a partire da Brindisi, si fa strada una cultura più rispondente ai principi di uguaglianza dei diritti e dei doveri. La condizione della donna madre, resiste alle verifiche fiscali, da cui, comincia a venire fuori tanto sommerso di lavoro a nero, dichiarazioni falsificate, un mondo in cui finanziamenti e contributi pubblici privilegiano situazioni che, chissà perché, restano escluse dai controlli. Sistema che permette al marito perseguitato di finire “sotto i ponti” e alla donna, sempre garantita di vivere una condizione economica agiata come prima, alla faccia dell’ex e della collettività che lo permette. Il tenore di vita economica è preso in considerazione dalle istituzioni solo per la donna, senza tener conto di quanto sfugge e si disperde nei meandri del sistema. I figli sono carico non solo dell’uomo, ma anche della donna, che, stranamente, risulta quasi sempre povera e bisognosa. In tale sistema trova facile accesso l’istituto del gratuito patrocinio. E così con i soldi pubblici diventa agevole attivare la separazione, le cui spese, per il facile accesso al gratuito patrocinio, cadono a carico di “pantalone”. Si salvaguarda il benessere della famiglia, ma non si va a verificare come vive il marito. Non interessa alle istituzioni la sua condizione, anzi, la situazione diventa occasione per attivare azioni monitorie, con minaccia di pignoramento o sequestro di beni, fino ad attivare azioni penali per mandare in galera il padre dei figli.

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Mercoledì 27 Febbraio 2019 11:57

Riflessione su una sentenza del tribunale di Aosta


La legge per tutti. La giustizia solo per qualcuno


Avv. Gerardo Spira*

In questa rubrica abbiamo trattato l’argomento spinoso del valore delle sentenze della Suprema Corte di cassazione in correlazione con quello della legge. E, non a caso, nel momento in cui si fa sempre più stringente l’ansia del cittadino per capire come la giustizia si muove nel mondo legislativo. Imparzialità, giusto processo, ragionamento logico giuridico sono il bagaglio per capire se il Giudice ha seguito un percorso in armonia con la legge e con una coerente giurisprudenza. Quando si sentono campanelli stonati, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. E giù le critiche degli avvocati sotto il portone del tribunale alla presenza dei clienti, negli studi e durante i fugaci incontri, in bar o in una mensa. In questo clima nasce e si sviluppa il “bubbone contro” la Giustizia e le istituzioni.

Noi preferiamo manifestare liberamente il nostro pensiero sulla pagina del sito, armati di paziente volontà di ricerca nell’animo umano e nel vasto mondo del diritto. Lo facciamo, in modo trasparente, sapendo di incontrare condivisione, ma anche di suscitare perplessità e reazioni. Può anche accadere che la sensibilità umana, specialmente nella materia delle separazioni, divorzi e affidamento dei figli, possa influenzare la ragione del diritto e porti il cuore, più che la mente, a decidere in modo difficilmente accettabile. Ma ciò ricade nella responsabilità culturale di chi opera e decide in nome dei cittadini e del popolo italiano.

Quando cresce l’ingiustizia, cresce anche la sfiducia!

Veniamo al caso. Aosta Tribunale Ordinario. Sentenza n. 21/2019 – pubblicata il 14 gennaio 2019. Il Tribunale – nella causa civile di 1° grado iscritta al n. R.G. 989/2017 – promossa dal sig. X contro la sig.ra Y, nel procedimento di cognizione instaurato per opposizione a decreto ingiuntivo, ha così deciso.

Fatti: Dopo 9 anni dalla separazione definita anche con il divorzio la Sig.ra Y attiva la procedura monitoria contro il marito, con la richiesta del decreto ingiuntivo per spese straordinarie maturate dal 2009 al 2017, per un importo di euro 18.152,38, oltre interessi, e oltre ad euro 4.835,00 per spese di giudizio. Il sig. X con atto di citazione si oppone e si apre il procedimento ordinario che si conclude il 14 gennaio 2019. Il Giudice adito condanna l’ex marito: a pagare il complessivo importo di euro 17.737,98, oltre interessi sull’importo di euro 13.949,74, nonché alle spese di giudizio, sempre in favore della sig.ra Y di euro 4.835,00.

Nella sentenza sono riportate le ragioni delle parti, così riassunte

Il sig. X, nell’impugnare il decreto, ha eccepito la inammissibilità del procedimento monitorio, perché le spese straordinarie non gli erano state preventivamente comunicate, né erano state concordate e né tempestivamente comunicate e documentate, come stabilito nei provvedimenti di separazione e di divorzio. Ha eccepito, inoltre, la invalidità delle stesse ai fini del titolo per l’emissione del decreto ingiuntivo, perché non regolari. Lo stesso ha poi eccepito l’intervenuta prescrizione quinquennale. Ha chiesto quindi la revoca del Decreto.

La sig.ra Y ha assunto di aver informato l’ex marito attraverso i figli (parliamo di minori) o per via orale o in forma scritta e ha rilevato che alle presunte richieste non è stata fatta alcuna opposizione.

Dopo aver tentato la conciliazione ed aver rigettata la provvisoria esecuzione dell’ingiunzione opposta, il giudice, ritenute superflue ed inammissibili le prove orali, ha invitato le parti a precisare le conclusioni. (Procedimento breve e veloce)

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Martedì 26 Febbraio 2019 18:37

AOSTA 19 febbraio 2019


Il problema delle separazioni in Valle d’Aosta:

effetti e conseguenze nelle famiglie e nella società


Introduzione al dibattito

Ubaldo Valentini

La condizione dei separati e dei loro figli in Valle d’Aosta ha incominciato ad emergere fin da quel doloro gesto del maestro Antonio Sonatore che il 7.4.1996 si è dato fuoco dinnanzi al tribunale di Aosta. E’ stato come gesto estremo di un padre a cui era stata tolta la patria potestà e gli era stato vietato di avvicinarsi alla figlia dopo una serie di processi che meriterebbero di essere rivisitati, dopo trent’anni, per restituire onore alla Giustizia.

Su quell’episodio è calato un silenzio assurdo della politica e della società di Aosta, come la vergogna di un gesto da condannare. Invece il dramma di quel gesto è stata l’occasione per ricordare alla Società che l’uomo può essere ucciso anche attraverso le persecuzioni di una cattiva Giustizia che giudica “in nome del popolo”. La chiesa ha impiegato oltre 7 secoli per riconoscere gli orrori dei tribunali dell’inquisizione. In alcuni tribunali italiani ancora si sentono gli umori di quel clima! Guai a chi spergiura contro.

In memoria di quanto accaduto dinnanzi al tribunale di Aosta – di cui ne parlarono tutti i giornali nazionali dell’epoca - da oltre dieci anni è stato istituito il World Memorial Day, Giornata Mondiale della Memoria (il 7 aprile di ogni anno), alla quale aderiscono associazioni di tutto il mondo per ricordare quei genitori separati, per lo più padri, che si sono suicidati per il dolore di essere stati privati dei figli.

Questa premessa era doverosa.

La situazione dei separati e dei loro figli, come andiamo ripetendo in tutte le sedi, è molto critica da decenni ed ora è divenuta esplosiva nella indifferenza delle istituzioni locali, che dovrebbero garantire il rispetto dei cittadini e il superiore interesse dei minori.

La politica appare incapace di reagire su ciò che sta accadendo nella regione. Gran parte dell’informazione locale, distratta da fatti e vicende che hanno travolto la politica locale non presta attenzione ad un problema che invece è entrato in tutte le case della società valdostana sconvolgendone l’ordine familiare. I comunicati stampa “non allineati con il potere” che osano sollevare le criticità dei tribunali e degli apparati socio-assistenziale, non sempre trovano il dovuto spazio nell’informazione quotidiana e periodica sia della carta stampata che nelle emittenti radiotelevisive. Le eccezioni sono viste come “una stampa clandestina” tenuta ben “a mente”! Chissà, può sempre accadere. Il timore fa l’uomo vittima di uno stato di soggezione che lo limita nella libertà del pensiero. Noi siamo riconoscenti a questa stampa di avanguardia, perché pensiamo che una società, prima di qualsiasi problema politico o economico, debba risolvere quello della serenità familiare dei suoi membri. Non serve impegnarsi a dare i migliori servizi di assistenza quando non viene fatto nulla per debellare il tarlo roditore delle cause che scompongono l’unità familiare.

A loro vada il nostro e il loro grazie, unito a quello dei minori che da questo silenzio sono pesantemente danneggiati perché vivranno senza il punto di riferimento del padre e si porteranno dentro una ferita che sanguinerà per tutta la vita.

Le separazioni in Valle d’Aosta

L’equità nelle separazioni è solo una “pia” speranza, poiché la quotidianità istituzionale decreta disparità tra i genitori, soprusi di genere, mancanza di terzietà e scarso rispetto del diritto dei minori alla bigenitorialità.  Si dimentica che i padri sono una risorsa e le condanne penali, senza riscontro approfondito, non solo non sono la risoluzione del problema, ma sono una offesa alla dignità umana e a quella dei loro figli.

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Martedì 26 Febbraio 2019 18:35

Nel pubblico dibattito tenuto ad Aosta sulla drammatica situazione dei separati


Vibrata protesta dei padri separati contro le Istituzioni


Nel partecipato dibattito che il 19 c.m. si è tenuto presso il CSV di Aosta è stata analizzata la difficile situazione dei separati valdostani con particolare attenzione a “effetti e conseguenze nelle famiglie e nella società”. Numerosi i presenti (tanti uomini ma anche donne) che hanno direttamente testimoniato il loro calvario causato ed alimentato da una separazione non equa e non rispettosa dei due genitori e, di conseguenza, distruttiva per l’equilibrio psico-fisico dei minori, loro figli.

I provvedimenti del tribunale, come all’unanimità riferito negli interventi, sono spesso ingiusti e a favore di un solo genitore mentre l’altro, di fatto, viene emarginato dai figli e perseguitato con denunce e facili processi da una ex, venale, che oltre a beneficiare della benevolenza solidale di tribunali e dei servizi sociali, può contare sul patrocinio gratuito concesso in base alle sue dichiarazioni (controfirmate dal legale) nelle quali spesso viene omesso di riportare la reale situazione reddituale propria e del nucleo familiare. Queste dichiarazioni, non veritiere, sono incoraggiate dalla consapevolezza che difficilmente qualcuno andrà a verificarne l’autenticità o, ancora più realistico, che nessuno andrà ad indagare sul lavoro a nero svolto che falsifica la dichiarazione dei redditi e porta il giudice, nel momento che determina l’assegno di mantenimento dei figli o dell’ex-moglie, a stabilire importi ingiusti ed emarginanti il genitore non collocatario.

Dal dibattito è merso con forza che i veri problemi dei separati non sono – come pensa la politica e certe istituzioni – la emarginazione sociale di molti padri e anche di qualche madre (mancanza di casa e ricorso alle mense pubbliche … ) ma l’emarginazione dei padri dai propri figli, il fare il genitore ad ore e, talvolta nemmeno quello per il non rispetto dei provvedimenti del tribunale che mai presta la dovuta attenzione alle denunce di abusi sul diritto di visita e le richieste di verificare se si sia in presenza della Pas (parola-sostantivo, ignota ai giudici di Aosta) commessi dalla ex-moglie o ex-compagna, e, infine, i troppo provvedimenti economici che non tengono conto delle risorse reddituali dei genitori. Soprattutto di quelle della donna.

La prima emergenza emersa nel dibattito è stata quella del funzionamento del tribunale civile di Aosta che, a livello civile, spesso emette provvedimenti non in linea con la giurisprudenza e con il diritto, pericolosi per i figli ed offensivi della dignità del genitore estromesso fisicamente ed affettivamente dalla vitta dei propri figli. Drammatica è la situazione al tribunale penale per i genitori denunciati dalle loro ex che vengono immediatamente allontanati da casa senza vedere più i figli o li vedono sparire assieme alla madre per mesi senza sapere dove si trovino. Sembra, a dire di chi l’ha sperimentato sulla propria pelle, che la Procura e il tribunale di Aosta si muovano in base ad un proprio “prontuario” che livella e pianifica tutto con uno schema preconcetto.

Basti pensare che la denuncia (con puntuale documentazione dei fatti) di violenza da parte della partner o la violazione delle disposizioni del tribunale, la procura valdostana l’archivia e, se il padre si oppone, spende solo ulteriori soldi perché il verdetto non cambierà.

Al contrario, se una donna accusa il partner di sole offese verbali (fatto abituale nelle discussioni di coppia), immediatamente il tribunale, senza appurare la veridicità dell’accusa, emette provvedimenti restrittivi cautelari per maltrattamenti in famiglia e velocemente si svolge tutto l’iter giudiziario con la immancabile ed esorbitante condanna (copia della denuncia) del padre. La Legge è uguale per tutti o altrimenti non è legge ma abuso di potere!

A questi giudici non sorge mai il dubbio che certe accuse possano funzionali a chi le fa nella fase della separazione o dell’affido dei figli?

Alcune delle altre problematiche ampiamente dibattute hanno riguardato l’inutilità e pericolosità della mediazione familiare così come viene fatta e il mancato intervento delle autorità proposte al controllo anche dopo i molteplici reclami a conoscenza dell’assessorato alla Sanita e alle Politiche sociali. Sembra che la regione affronterà, finalmente, la stesura di un Regolamento per i servizi sociali coinvolti nella separazione o fine convivenza dei genitori dei minori.

I presenti, all’unanimità, hanno convenuto sulla necessità ed urgenza di fare squadra fra loro per dibattere le loro problematiche e per farsi sentire nelle sedi opportune poiché non possono più lasciarsi condizionare dai servizi sociali e dai legali.

A tal fine, hanno stabilito di incontrarsi periodicamente per approfondire i loro diritti e per essere in grado di comprendere il diritto di famiglia ed essere consapevoli di ciò che devono pretendere dalla giustizia e dei propri legali che sovente non li ascoltano.

L’associazione è stata incaricata di organizzare incontri periodici su queste loro richieste e che tali appuntamenti partiranno dal prossimo mese di marzo (dall’20.3.ore 20.30 presso il CSV). Contatti al 347.6504095

 
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