Valle d'Aosta

Entra

Chi è online

 27 visitatori online

Statistiche


TOTALE VISITE : 477940

Login



Ultime notizie

5 per mille
Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates

PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Marzo 2018 19:38

Perugia: inquietante comunicato stampa-denuncia

del consigliere comunale prof. Sergio De Vincenzi


La giunta boicotta la tutela dei minori


“E’ inaccettabile – scrive il consigliere di maggioranza - la plateale volontà di alcuni membri della nostra maggioranza di bloccare importanti interventi in favore della famiglia e dei minori. A quasi un anno dalla presentazione dell’atto e dopo mesi di ripetute sollecitazioni, sia al presidente della commissione Fronduti che all’assessore ai Servizi Sociali Cicchi, la discussione sul Regolamento comunale per la tutela dei minori non è ancora stata riconvocata. Un comportamento sprezzate nei confronti delle famiglie perugine che attendono risposte credibili da parte della nostra Amministrazione, ma anche di tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, che in sede di commissione avevano pienamente condiviso la necessità di elaborare delle linee guida a tutela dei minori nei procedimenti di separazione o divorzio dei genitori”.

“Ma ancora più grave – afferma il consigliere (Gruppo Misto) e presidente di UmbriaNext - è il comportamento subdolo e ambiguo di alcuni membri della maggioranza che, nonostante la convergenza di tutte le forze politiche, ostacolano le audizioni necessarie a riattivare la discussione e, al tempo stesso, promuovono vuoti incontri pubblici sulla tutela dei minori, che incidono in modo assolutamente ininfluente sulle politiche del welfare”.

“La sensazione – conclude De Vincenzi – è che l’Assessorato alle Politiche Sociali stia brancolando nel buio, senza avere chiaro cosa significhi sostenere con atti concreti le famiglie e ancor più tutelare i minori”.

 
PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Marzo 2018 12:05

Riceviamo e pubblichiamo


Miracolo! Oggi tutti parlano del papà


Tutti se ne ricordano. Nelle scuole italiane i maestri sono impegnati a dettare il tema di svolgimento per mettere in gran risalto la figura del padre. Disegni e immaginazioni suggeriti e sviluppati nella affannosa ricerca tra le elementari. Una mostra di fogli colorati e tante espressioni nascoste tra le righe, le figure e tra i colori, forzatamente impastati, sovrapposti, chiari e scuri. La mente dei bambini, è un miracolo della natura che dice sempre la verità se la lasci libera e non la manipoli. E quando tenti di farlo, viene fuori il pastrocchio. Tema: parla del tuo papà. Luca ha subito cominciato a scrivere. Il mio papà fa l’avvocato.., Antonio, il mio papà ha una rivendita in piazza.., Giovanni e Giuseppe non scrivono. Sono bloccati e rigidi come di pietra, con lo sguardo fisso sul banchetto e con la penna stretta nel pugno della mano, rosso per la tensione. La maestra, girando allegra e vistosamente soddisfatta si avvicina per chiedere ad entrambi silenziosamente il motivo di tanta riflessione. Giovanni, con una voce tremula e mortificata: maestra, il mio papà è disoccupato, non trova lavoro.., Giuseppe, maestra, pausa, con lo sguardo nascosto sul banco, il mio papà si è suicidato e ho saputo che lo ha fatto per me.., Antonio, quello del banco accanto, invece ha scritto che lo vede di tanto in tanto in una sala riservata di un bar alla presenza di una assistente sociale. Che palla, quella è sempre tra i piedi.  Francesco scrive che incontra il suo papà in un grande salone, pieno di giochi, dove ci sono altri bambini e vi sono uomini e donne in divisa che girano in continuazione. La maestra sa del carcere.

In questo festoso clima la scuola, ristoranti e convegni ricordano la festa del “povero” S. Giuseppe. Giudici, avvocati, impiegati, professionisti, lavoratori e disoccupati, tutti impegnati a montare questa giornata come esempio di un mondo, giusto, opportunamente uguale e civile. Montatura per coprire ipocrisie e falsità, e il fallimento di una società stracolma di brutture cultuali e morali.

Tema: bambini parlate e riportate su fogli le immagini di vita, dei rapporti con il vostro papà. Scrivete tutto ciò che pensate. Dopo lo svolgimento del compito, compaiono sui muri soltanto alcune espressioni, quelle più rappresentative, si dice, della cultura condivisa. Condivisa da chi? Non è dato di sapere. E le altre? Le altre vengono gelosamente conservate agli atti e nascoste agli occhi indiscreti. Domani, si cambia.

S. Giuseppe è passato, se ne riparlerà nel 2019.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Marzo 2018 19:22

19 marzo per i separati


Festa del papa o dell’ipocrisia?

 

di Ubaldo Valentini

Si continua a parlare di una festa creata alcuni decenni or sono per ricordare che nella società italiana esiste anche il papà: una figura, però, da non prendere troppo sul serio perché la mamma è sempre la mamma. La Chiesa ha impiegato 15 secoli per festeggiare liturgicamente S. Giuseppe come padre “putativo” del Salvatore. Il padre è una figura “marginale” che non deve offuscare la figura materna da sempre considerata l’”angelo (guida, messaggero) del focolare (famiglia) a cui era demandata l’educazione dei figli secondo una ferrea tradizione culturale cristiana.

Il lavoro del padre, in passato ma anche ora, era ritenuto un atto dovuto mentre l’educazione veniva considerata ben altra cosa che mal si addiceva al padre e solo la donna poteva svolgere questa funzione per tramandare l’educazione cristiana e salvaguardare la famiglia, per salvaguardare la cultura borghese. In tutti questi secoli, però, la sostanza di questo pregiudizio è rimasta inalterata: solo doveri e tanti diritti ma solo sulla carta.

Sono passati i secoli, la società ha riscattato la propria autonomia di pensiero e di azione e la persona è divenuta fondamentale per costruire una società libera e a misura d’uomo, cioè una società che, pur talvolta sbagliando, non rinuncia a migliorare la condizione sociale dell’umanità. Una società laica che considera la religione non più come una imposizione ma come una scelta individuale e che si regge su principi etici fondati sull’uomo. La famiglia, in questo ambito, è un valore che va difeso e sottratto alle confessioni religiose e alle ideologie di genere che, con pretesti vari, cercano di estromettere il padre dalla vita dei propri figli.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Marzo 2018 18:49

Le inadempienze della Regione e dei comuni in Umbria


L’operato dei servizi sociali umbri

fuori dal dovuto controllo pubblico


avv. Francesco Valentini

Il problema della separazione – consensuale o giudiziale – dei genitori conviventi, ormai sensibilmente diffuso nella evoluzione sociale, ha profondamente colpito anche la regione Umbria, tanto che a tutti i livelli istituzionali sono stati messi in campo provvedimenti di diversa natura per intervenire nei vari aspetti civili, morali ed amministrativi.

La nostra associazione da oltre 20 anni ne discute senza, peraltro, trovare una soluzione pacifica e serena alla problematica che ha investito soprattutto il superiore interesse dei minori, soggetti violati nella persona e nei diritti ed oggetti invisibili dei drammi familiari, per le difficoltà operative dei contatti, rapporti e relazioni con le istituzioni, ignare o impreparate su quanto accade nella vita familiare e sociale dei soggetti incappati nella inestricabile trappola della “separazione o fine della convivenza dei genitori”.

Come associazione abbiamo sollevato a livello nazionale il problema della disattenzione amministrativa del potere pubblico nell’aspetto che riguarda la competenza esclusiva degli enti territoriali nella fase in cui la Giustizia minorile o altri soggetti delegano o assegnano ai servizi sociali il compito di valutare, dirimere o trattare i casi nel rispetto della normativa di settore e della scienza, con equilibrio e correttezza procedimentale.

Rivisitando la materia dell’assistenza e della beneficenza a livello legislativo, abbiamo notato che nonostante il sollecito impegno nelle diverse fattispecie il Consiglio regionale Umbro, quando chiamato, ha trattato e trasfuso la materia nei piani, programmi e codici, demandando ad altri soggetti pubblici e privati il compito di intervenire, regolamentare e adottare decisioni.

Il legislatore italiano, con le leggi 142 e 241, nel riconoscere l’autonomia degli enti territoriali ha però ricordato che la vita amministrativa degli stessi dovesse svolgersi nel rispetto del saldo principio che ne legittima il percorso: quello del procedimento amministrativo, mettendo al bando la vecchia e superata concezione della discrezionalità e della genericità.

Purtroppo abbiamo constatato ed accertato che, nella problematica trattata, i servizi sociali anche in Umbria, quando incaricati dai tribunali nell’affido dei minori, svolgono le attività amministrative in assenza del procedimento di cui alla legge 241/90, senza un protocollo di percorso predefinito, con termini, modalità e obiettivi, e senza un programma attestato scientificamente.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Marzo 2018 18:31

Umbria: in discussione la mozione per regolamentare l’attività dei servizi sociali presentata dal consigliere regionale De Vincenzi affinché


Il diritto e la legge prevalgano sugli inciuci clientelari,

sulla commistione e collusione tra politica ed istituzioni


Sul sito ufficiale delle News della Regione Umbria è stata riportata la notizia della mozione presentata dal Consigliere regionale Sergio De Vincenzi. Dopo l’iniziativa che al momento” riposa” presso il Comune di Perugia, il consigliere De Vincenzi ha invitato la Giunta regionale ad adottare “linee guida regionali a tutela dei minori coinvolti in procedimenti di separazione/ divorzio” dal momento che la problematica ha assunto risvolti conflittuali presso i servizi sociali, in assenza di una corretta disciplina.

Il problema esiste e va risolto con somma urgenza, in considerazione del fatto che conseguenze e danni si riversano sui minori, vittime innocenti, e sulla società che ne subisce le conseguenze a tutti i livelli. La nostra Associazione, che vive quotidianamente il dramma delle famiglie in crisi, non intende restare a guardare in silenzio per cui ha acceso il faro su alcuni aspetti della materia che affrontiamo e dibattiamo nella competenza dei rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione.

Riteniamo che tutti debbano fermare l’assurdo viatico dei minori trascinati nelle aule dei tribunali e riportare il problema della Regola uguale per tutti negli spazi e nelle sedi deputati al confronto presso i Servizi sociali dei Comuni.

La legge c’è e va applicata nel rispetto delle funzioni pubbliche e dei diritti dei cittadini. Ma soprattutto nel rispetto delle persone dei minori ai quali va garantito lo sviluppo e la crescita secondo la normalità dei momenti dell’evoluzione.

Il consigliere De Vincenzi si è fatto carico del problema.

Nessuno fugga o si sottragga. Siamo in ritardo dal 1977 (DPR 616/77: trasferimento funzioni agli Enti territoriali). I nati di quella epoca hanno già superato la soglia degli anni 40. Chissà quanti di loro si trascinano problemi per responsabilità delle inadempienze, ritardi ed omissioni di una società che ha voluto incanalare il loro problema verso una strada “chiusa”.

Dobbiamo far presente che queste problematiche furono fatte presenti ai gruppi regionali e comunali del capoluogo, ma solo il consigliere regionale De Vincenzi si è fatto promotore di iniziativa concreta al Consiglio regionale e al consiglio comunale di Perugia, dove i servizi sociali “protetti” contro ogni evidenza dall’assessore alle politiche sociali.

Seguiremo con attenzione il dibattito e il comportamento delle forze politiche e incalzeremo i ritardatari sull’impegno proposto, perché il diritto e la legge prevalgano, sempre, sugli inciuci clientelari, sulla commistione (politica – istituzioni) e sulle collusioni.

Nelle pagine di questo sito abbiamo riportato la mozione che da un anno è stata depositata al comune di Perugia dal consigliere De Vincenzi e, in allegato, troverete il contenuto della mozione alla Regione.

Allegati:
FileDimensioni
Download this file (Mozione consigliere regionale De Vincenzi.pdf)Mozione consigliere regionale De Vincenzi.pdf194 Kb
 
PDF Stampa E-mail
Venerdì 02 Marzo 2018 18:25

Perugia 12.3.2018, convegno su: “Percorsi di tutela per i minori e le famiglie”.

L’assessorato alle Politiche sociali del comune di Perugia, l’ordine degli assistenti sociali, nazionale e regionale, si autotutelano.

 

Le istituzioni e i servizi sociali umbri si interrogano

ma rigorosamente senza i genitori!


di Ubaldo Valentini*

 

L’assessore alle Politiche sociali del comune di Perugia, Edi Cicchi, scende in campo per difendere l’operato dei servizi sociali che, invece, continuano ad agire con discrezionalità e senza alcun controllo istituzionale, ignorando le leggi vigenti sulla pubblica amministrazione, la normativa relativa alla legge 241/90 e le specifiche richieste della nostra associazione, unica rappresentante in Umbria dei genitori separati e dei minori figli di separati, per il diritto alla trasparenza e alla tutela dei minori e della bigenitorialità.

Il tema, come sempre in queste circostanze, è la tutela dei minori che sarebbe garantita con l’individuazione di percorsi specifici per loro e per le famiglie. Un tema gestito invece con criteri e modalità generiche e discrezionali per finalità politiche, ma non di tutela e di interesse dei minori e delle loro famiglie.

La tutela avviene nei fatti e non nelle dichiarazioni di intenti dei politici e delle cooperative sociali a loro collegate, dei vari e vari ordini professionali (assistenti sociali, avvocati, psicologi, “famiglie cattoliche” e lobby di diversa natura) che col   potere pubblico hanno costituito un sistema incontrollato di penetrazione nei flussi finanziari pubblici. Sull’ambiguità di questo sistema è nato, specialmente in Umbria, un patto, che viene da lontano, in cui politica e mondo cattolico hanno permesso che procreassero associazioni e logge sotto la direzione e con la benedizione dell’Opus Dei.

Le Istituzioni e i servizi (sociali) si interrogano – è scritto nel tema del convegno – e la risposta verrà data da: ordine degli assistenti sociali nazionale ed umbro, conduttori televisivi, assessori, Anci, ricercatori universitari sui servizi sociali, Asl 1 Umbria, garante regionale dell’infanzia, università degli Studi di Perugia, ufficio scolastico regionale, rappresentati del terzo settore, ordine degli avvocati, ordine degli psicologi, ordine dei giornalisti, presidente Associazione Agevolando. In una tavola rotonda, presieduta dall’assessore comunale Edi Cicchi, verranno analizzati i Percorsi di tutela e sinergie istituzionali nella realtà regionale con: Procura Generale della Repubblica, Tribunale Ordinario di Perugia, Corte d’Appello, Tribunale per i Minorenni dell’Umbria, Servizi socio sanitari USL Umbria 1, Servizi Sociali Comunali. Tanta garanzia, si fa per dire, con tanto rumore in sole cinque o sei ore. Al pubblico è permessa una domanda limitata a due minuti. Questo il piatto.

Il Cast così istituzionalizzato dovrebbe, secondo la politica imperante, tranquillizzare i cittadini e assicurarli che i lavori del convegno saranno disinteressati e forieri di proposte rivoluzionarie. L’incontro è riservato a quelli che “dicono, parlano e decidono per il cittadino. Come si suol dire “se la cantano e la suonano tra loro”.  L’iniziativa è autocelebrativa delle strutture coinvolte la cui operatività presenta numerose, prevedibili e pericolose criticità. Un convegno così importante si poteva organizzare con un calendario di più giorni per dare voce a quelli che risultano esclusi, ma che sono gli interessati: i minori, i genitori e le associazioni che li rappresentano e che da anni lottano per tutelarli dagli abusi istituzionali.

 

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail
Giovedì 01 Marzo 2018 19:12

Consiglio regionale Umbria


Una mozione per le linee guida

a tutela dei diritti della famiglia e dei minori?!


Avv. Gerardo Spira *

Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi con atto n.1533 ha depositato presso il Consiglio Regionale dell’Umbria la mozione ad oggetto” adozione iniziative da parte della Giunta regionale ai fini dell’urgente emanazione di linee guida riguardanti le attività amministrative dei servizi sociali in materia di minori”.

Plaudiamo all’iniziativa, ma riteniamo di dover fare alcune considerazioni sull’argomento, dal momento che la nostra associazione, unica in Italia, ha il merito di aver sollevato la questione della persistente violazione di principi di legge da parte di Organi e degli Enti territoriali, i quali hanno, consapevolmente e per ragioni politiche, affidato la problematica delle crisi famigliari, alle competenze di personale socio-sanitario senza alcuna disciplina regolamentare, prevista dalle leggi sin dal 1977.

Da oltre quattro anni la nostra associazione ha posto l’argomento ed avanzato proposte di corretto tenore giuridico presso Comuni e Regioni. La proposta è stata sottoposta anche all’attenzione del consiglio comunale di Perugia, impegnando alcuni consiglieri che sembravano interessati al problema. Per l’interessamento del Consigliere De Vincenzi la proposta è stata anche vagliata, in udienza pubblica, dalla Commissione competente ai cui lavori abbiamo partecipato come Associazione. Di questo impegno non abbiamo più saputo nulla.

Abbiamo invece saputo, da voci sparse qua e là, che contro la proposta si sono sollevate le ire di caste e di noti protettorati. Abbiamo compreso che non si voleva mettere le mani in un mondo in cui i giochi e ruoli erano già stabiliti.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Febbraio 2018 10:54

­­­

 

AOSTA - C.S.V. - Sala Convegni - Via Xavier de Maistre, n. 19

Martedì 13 febbraio 2018 ore 20,30

CONFERENZA-DIBATTITO

sul tema

Aosta: Minori e Servizi sociali nelle separazioni:

quali garanzie di trasparenza per i genitori?

 

Il Consiglio regionale nel 2017 ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal consigliere Roberto Cognetta del M5S con la quale veniva impegnato l’assessorato alla Sanità e Politiche sociali ad “emanare, con estrema urgenza, delle linee guida affinché soggetti esterni pubblici o privati delegati, svolgano i servizi di assistenza e di incontri protetti in favore di minori e delle loro famiglie”. Sono passati alcuni mesi e nulla è stato ancora fatto e nulla si farà in questa legislatura regionale. Il tutto verrà rimandato al nuovo consiglio regionale: cioè al prossimo anno. I politici, però, tacciono e nessuno vuol disturbare i Servizi sociali, soprattutto in presenza di elezioni politiche e regionali.

E’ chiaro che i Servizi sociali non vogliono controlli sul loro operato. I genitori non devono avere la possibilità di tutelare i propri diritti e quelli dei loro figli davanti ai servizi sociali stessi e viene così annullato il loro diritto alla difesa. Così si decide il futuro dei minori nelle separazioni basandosi solo sulla discrezionalità dei servizi stessi e sulla non trasparenza delle loro indagini per conto del tribunale. I cittadini continuano ad essere indifesi e vittime dei servizi sociali e delle istituzioni preposte al controllo.

Si invitano i separati e i figli dei separati a prendere coscienza di quali “dovrebbero” essere i loro diritti e delle vessazioni e degli abusi messi in atto dalle istituzioni nelle separazioni e nei divorzi.

Relazione introduttiva sarà tenuta del presidente Ubaldo Valentini. Seguirà il dibattito.

 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 2 di 22

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di più.

EU Cookie Directive Module Information