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Giovedì 04 Giugno 2026 09:10

Una diversa gestione delle vacanze estive dei figli


E’ acquisito che la presenza continuata di ambedue i genitori nella vita dei figli è quanto mai indispensabile per prevenire i preoccupanti fenomeni devianti che funestano la nostra società minorile italiana. La causa di tutto questo malessere giovanile va ricercata anche nella nuova politica familiare incentrata sugli interessi dell’adulto e non sulle esigenze inderogabili dei minori, figli di genitori non più conviventi, abbandonati a sé stessi in balìa delle bande che sostituiscono la qualificata presenza genitoriale. La figura paterna è stata annullata, sia culturalmente che legalmente, con la politica delle famiglie occasionali e allargate e delle preminenti e inderogabili esigenze dell’adulto che ha poco tempo – spesso poca voglia anche – di fare il genitore, anche in sostituzione, del padre estromesso per decreto dalla vita dei figli.

L’affido condiviso paritetico, come formulato nel 2017 - “Linee Guida sull’affido condiviso” - e adottato ufficialmente il 15.04.2021 dalla sez. Famiglia del Tribunale di Brindisi, può costituire una fattiva risposta a questi problemi.

I tribunali, talvolta supportati/condizionati anche da una ondeggiante e interessata cultura degli psicologi tuttofare e da una politica assai loquace ma assente, però, sulle problematiche familiari, solo raramente applicano quanto proposto dal tribunale di Brindisi, nove anni fa, per imporre la condivisione della responsabilità genitoriale nell’educazione e formazione dei figli (diritto alla cogenitorialità) e per il rispetto del diritto della prole alla bigenitorialità.

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Mercoledì 03 Giugno 2026 09:15

Cercheremo di fare questo nei prossimi mesi


L’assemblea ordinaria dei soci della nostra associazione, tenutasi anche mediante collegamento con modalità da remoto, mercoledì 27 u.s., ha approvato all’unanimità le attività socio-culturali per il 2026 e 2027, continuando la lunga attività svolta in questi ventinove anni di attività a livello nazionale.

Si terrà, in occasione del trentennale del suicidio del prof. Antonio Sonatore, che il 7 aprile 1996 si è dato fuoco dinnanzi al tribunale di Aosta per protestare contro la Giustizia Ingiusta, che lo aveva estromesso dalla vita della propria figlia e che aveva ignorato i suoi diritti di padre, un Convegno nazionale ad Aosta (19 settembre) e a Perugia (in ottobre) sul tema: Con l’attuale cultura sulle separazioni, dove andrà la giustizia?, con la presenza di un magistrato, uno psicologo, un genitore e un politico e/o sociologo.

L’incontro era previsto per aprile, ma oggettive difficoltà organizzative avevano spostato la data a giugno ed ora, per le note vicende politiche regionali che potrebbero portare a nuove elezioni del consiglio regionale, è stato spostato, definitivamente, ai mesi di settembre ad Aosta e di ottobre a Perugia. Specifiche iniziative sul tema della separazione dei genitori e l’affido dei figli, ragione per cui il padre valdostano si era tolto la visita, verranno organizzate ad Aosta per il mese di settembre.

Il telefono raggiungibile 24/24 h verrà potenziato e verrà destinato a questa attività il numero telefonico +39.328.5322200, oltre all’altro 347.6504095. Si suggerisce, a chi ci contatta, di avere a disposizione il fascicolo del procedimento e, comunque, il materiale utile per l’affido dei minori e per poter dare consigli attinenti alla situazione specifica del singolo caso.

Maggior cura verrà data al rapporto diretto con gli utenti, tramite email e/o telefono e/o incontri di persona, con la disponibilità all’ascolto di chi contatterà l’associazione, conservando lo spazio notturno, per questa attività, con fascia oraria 21-23, compresi i festivi. Alle email verrà data risposta entro 48 h. Per tutte le urgenze, come sempre fatto, l’associazione conferma la propria disponibilità, 24/24 h.

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Giovedì 21 Maggio 2026 16:08

Il 5xmille per tutelare i figli dei separati

è una condivisione delle nostre battaglie


Il 5 x mille, se ben speso, aiuta ad incrementare le attività di volontariato e, nel nostro caso, la tutela dei figli dei separati, sempre al centro di controversie che, in concreto, non parlano di bigenitorialità e di cogenitorialità ma solo di egoistici interessi economici del genitore più protetto dalle istituzioni e, di conseguenza, più potente per essere l’affidatario/collocatario dei figli e per avere la possibilità di interferire nelle convinzioni dei minori collocati, dopo la fine della convivenza dei genitori, prevalentemente (oltre il 94%) presso la madre.

Come le tante associazioni di volontariato, anche la nostra chiede a chi condivide la nostra attività di destinarci il 5xmille (c.f. 94077010547) per permetterci di operare maggiormente nella tutela dei figli dei genitori non più conviventi e far conoscere i diritti, inalienabili, dei figli e dei genitori, spesso poco noti a chi chiede la tutela dei minori. I figli hanno due genitori e due restano i punti di riferimento anche dopo la fine della convivenza che, purtroppo, si combattono e cercano di salvaguardare, spesso, solo gli interessi dell’adulto.

Educare i figli è un dovere anche quando non si vorrebbe riconoscere e non si condivide ma è anche un diritto ad essere genitore che porta tanta gioia nell’esercitarlo. Sovente si vede solo l’aspetto ritenuto negativo, cioè quello del rispetto dei doveri derivanti dall’essere genitore, mentre poco si valorizza la genitorialità come pienezza dell’esistenza anche quando la convivenza viene meno e quando tutto il mondo che ci circonda sembra crollarci addosso.

C’è da precisare che la quota 5xmille viene riscossa dallo Stato al momento della dichiarazione dei redditi – e quindi non è una nuova richiesta di soldi - ed ora, per il 2025, la somma viene solo destinata a finalità di volontariato. Il 5xmille è solo figurativo perché la somma versata agli aventi diritto non arriva nemmeno al 4% perché su tale importo lo Stato continua a lucrare anche se già il contribuente vi ha già pagato le tasse. Anche sulle dichiarazioni già precompilate dall’Inps, contrariamente a quanto si vuol far credere e/o si pensa, il contribuente può destinare il 5xmille ai soggetti ritenuti oggi più idonei e il destinatario può essere cambiato di anno in anno.

L’importante è conoscere cosa si farà con le somme percepite dalla nostra associazione perché il contribuente ha il diritto di sapere come verrà impiegata. Tali somme, essendo, la nostra, una associazione di volontariato verranno destinate per curare la sensibilizzazione dei genitori non più conviventi sui propri diritti quali genitori e sui diritti dei loro figli non sempre chiari a chi subisce l’affido e, purtroppo, non sempre riesce a far valere il rispetto della legge perché, troppo spesso, non conosciuta nella sua applicazione. Il patrocinatore dei minori (il difensore) o del genitore non sempre spiega ciò che realmente il genitore, soprattutto quello con collocatario, può chiedere e pretendere. I difensori, contrariamente a quanto assicurano, ma solo a voce, ripetono al cliente, non amano fare certe battaglie che presuppongono un lavoro approfondito e non possono avvalersi delle varie prassi abitudinarie e dei protocolli dei singoli tribunali che riducono gli impegni ma non i costi dell’intervento in giudizio. In pratica si lavora di meno e si riscuotono le stesse somme, soprattutto quando l’attività forense è ridotta al minimo, tenendo buono il cliente con la prospettiva che le disposizioni del tribunale possono essere cambiate ogni qualvolta se ne farà richiesta. Nessun legale, poi, ama mettersi in contrasto con i giudici, divenuti spesso una lobby a danno del cittadino, perché con gli stessi giudici ci deve lavorare e, anche se non lo esplicita, teme una possibile influenza negativa negli altri procedimenti che dovrà sostenere con lo organo giudice.

La libertà del separato e il rispetto dei diritti dei minori si difendono in primo luogo con l’informazione e la consapevolezza dei diritti del genitore e di quelli dei figli in affido. C’è la necessità, o meglio l’urgenza di una campagna di informazione per far cambiare una consolidata prassi nei tribunali che spesso è scarsamente attinente al vigente codice di procedura civile e penale. Occorre anche garantire il genitore sui propri diritti che spesso non coincidono con gli interessi, quasi sempre economici, del proprio legale. Informare, dunque, per prevenire qualsiasi forma di abuso nell’applicazione della legge. A tal fine l’associazione garantisce un servizio telefonico 24h per rispondere a chi si trova in difficoltà nel gestire la fine della convivenza e il collocamento non equo dei minori. Altro argomento di vitale importanza per la gestione degli affidi è quello dei costi incontrollati della difesa che non vengono quasi mai determinati in modo chiaro e sottoscritti dal legale e dal cliente prima dell’incarico e tutto ciò porta a spiacevoli controversie giudiziarie azionate proprio dal legale che pretende il massimo delle tariffe previste come compenso legale quando non esiste l’accordo preventivo sottoscritto.

La nostra attività, inoltre, si svolge con convegni, pubblici dibattiti, conferenze, comprese quelle telematiche sul nostro sito, per rendere i genitori separati consapevoli di ciò che possono pretendere per evitare una Giustizia spesso ingiusta. Questi interventi si terranno, se ne esistono le possibilità logistiche di gestione, in varie parti d’Italia perché la nostra associazione da 28 anni opera in tutto il territorio nazionale con riconosciuto successo.

Il 5 x 1000 destinato alla nostra associazione (scrivendo il seguente c.f. 94077010547 associazione genitori separati per la tutela dei minori – aps) - Un aiuto per condividere le nostre battaglie con un rapido intervento quali: affido condiviso paritario con mantenimento diretto dei figli e con l’abolizione dell’assegno di mantenimento; spese straordinarie per i figli autorizzate, sempre e tutte, da ambedue i genitori e determinate caso per caso dal giudice; Abolizione dei vari protocolli tribunale-ordine avvocati locale per determinare le spese straordinarie, perché contraddittori e non rispettosi della legge, inserendo tra dette spese anche alcune di quelle ordinarie; immediati accertamenti quando denunciati dal genitore non collocatario per verificare le possibili manipolazioni nei figli da parte dell’altro genitore; regolamentazione dell'attività dei servizi sociali, psicologi ed educatori familiari incaricati dal tribunale di informare il giudice sulla reale situazione dei minori e dei loro genitori, senza sostituirsi all’organo giudicante; ridare voce ai genitori vittime di sentenze inique; tutela della bi-genitorialità e della co-genitorialità.

Ulteriori delucidazioni si possono avere telefonando al 347.6504095 o scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o visionando il nostro sito web genitoriseparati.it.

 
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Lunedì 18 Maggio 2026 11:08

 
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Giovedì 14 Maggio 2026 18:18

L'alternanza dei genitori nella casa familiare

 

Il tribunale di Roma (decreto n. 13579 del 09.10.2025) ripropone, in un processo di separazione, la permanenza dei figli nella casa coniugale con l’alternanza settimanale dei genitori (pendolari) per garantire ai minori la stabilità della residenza dove sono sempre vissuti. L’idea, in realtà, non è nuova ed è stata timidamente sperimentata con esito non sempre soddisfacente in alcuni tribunali italiani, compreso quello valdostano e di Cuneo. Anche in passato ci sono stati tentativi nell’Italia centrale ma poi abbandonati per i risvolti negativi dell’iniziativa sui figli e sui loro genitori.

L’assegnazione della casa coniugale ai figli si prestava e continua a prestarsi a discussioni tra i genitori, spesso solo con motivi futili, per la sua gestione durante la settimana di competenza poiché il giudice, nell’emettere il provvedimento di affido, non prevedeva la regolamentazione delle presenze terze, anche se congiunti, e non affrontava le questioni economiche delle spese di gestione sia ordinarie che straordinarie. Si arrivava a discutere persino sulla liceità dell’uso degli elettrodomestici per persone che non erano i genitori. Più complessa restava e resta la presenza a cena e/o a pranzo degli amici dei figli e i nuovi conviventi del genitore presente in casa soprattutto se vi restava anche la notte.

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Giovedì 14 Maggio 2026 18:16

Si aggrava l’assurda vicenda dei tre minori

vittime dell’arroganza dei servizi sociali


La mancanza della pur minima “pietas” verso i tre minori, di una madre a cui viene insistentemente vietato di fare la madre, verso una bambina di sette anni ricoverata in ospedale durante la notte a seguito dell’emergenza respiratoria senza avvisare i genitori perché il padre aveva spento il cellulare e, volutamente, non è stata informata la madre che, al contrario, sarebbe stata reperibile. Siamo in presenza di una persecuzione istituzionale verso due genitori che hanno una visione dell’educazione dei figli diversa da quella “omologata” dalla frettolosa quotidianità di una società regolata secondo principi unici per tutti.

Siamo in presenza di una assurda e pericolosa arroganza dei servizi sociali e di un tribunale minorile (quello de L’Aquila), non nuovo a sentenze da biasimare, incapaci a gestire con professionalità situazioni rese difficili e pericolose da interventi unilaterali, improvvisati e in chiaro contrasto con la psicologia dell’età evolutiva, la psichiatria infantile e contro le più elementari regole pedagogiche e, infine, contro il naturale buonsenso che ogni persona dovrebbe avere.

E’ ripugnante quello che sta succedendo ai tre minori sottratti alla famiglia abruzzese che viveva nel bosco per la scelta di vita ed educativa dei loro genitori in netto contrasto con il principio dell’efficientismo, di un benessere non sempre auspicabile quando lede la identità e le libertà dell’individuo, quando si fonda sul possesso più che sull’essere della persona. I bambini, comunque, erano liberi, sereni e partecipi di un mondo di adulti che, qualunque sia il parere dei bempensanti, li rispettava e li ascoltava. La stessa cosa, però, non si può affermare della struttura di Vasto che, forse, per ordine di magistrati malinformati dal servizio sociale, li tiene segregati (art. 605 c.p.) e che vieta loro la libera frequentazione di ambedue i genitori (art. 572 c.p.) o addirittura penalizza la madre togliendole, di fatto, il diritto alla genitorialità. I Centri Antiviolenza italiani perché non intervengono sulla vicenda, considerato che anche i minori hanno il diritto ad essere tutelati quando viene loro negata la libertà con presupposti culturali e psicologici fuori luogo.

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Giovedì 07 Maggio 2026 08:34

Valle d’Aosta


L’ignobile povertà dei genitori non conviventi


Sono tempi difficili per tutti i genitori separati (soprattutto i padri), che vivono del lavoro non sempre giustamente retribuito, non sempre stabile e che devono far fronte alla ignobile povertà a cui sono condannati, nella maggior parte dei casi, per l’inerzia della politica sociale valdostana e per affidi dei figli spesso settari e, quasi sempre, punitivi del padre. Tutti conoscono le drammatiche vicende del passato valdostano e tutti conoscono le difficoltà economiche della maggior parte dei genitori che devono ricorrere all’umiliante soccorso dei vecchi genitori (e nonni dei loro figli) e dei parenti, degli amici, della Caritas e della macchina, poiché, una volta cacciati da casa con l’allegra collocazione dei figli minori presso l’altro genitore, non sempre possono contare su un reddito certo, che non sia prosciugato dall’assegno di mantenimento, dal mutuo della casa in cui vivono i figli – collocati, prevalentemente, presso la madre e, spesso, di fatto, anche presso il convivente di turno – dalle spese straordinarie dei figli, imposte illegittimamente da un protocollo tra legali e giudici locali, senza il consenso dell’obbligato.

La questione sociale va affrontata con serietà e i tanti soldi distribuiti a pioggia o, meglio, a gogò, senza la possibilità di un serio controllo istituzionale nè sulle dichiarazioni dei richiedenti/beneficiari nè sulle somme elargite, che, spesso, stranamente, ma non troppo, seguono le vie clientelari dei politici e delle associazioni di genere, non aiutano a vivere chi si trova in difficoltà ma creano solo ulteriori disparità e umiliazioni. E’ una piaga a cui va posto immediato rimedio con l’attivazione di organismi che garantiscano oggettività e trasparenza, come può essere la creazione del Registro unico regionale dei contributi e delle sovvenzioni pubbliche (ma anche private, come la Caritas), più volte richiesto da questa associazione, che tutela i separati, i loro figli e che vuole una giustizia sociale efficace e garantista per le persone più deboli.

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Martedì 05 Maggio 2026 18:40

Vergogna ad Aosta:

la democrazia mutilata dai politici


di Ubaldo Valentini*

Il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin è stato dichiarato decaduto dal Tribunale perché, proprio in base ad una legge regionale, da lui voluta in passato, in base alla quale non poteva essere rieletto (come presidente della Regione o come assessore) chi aveva superato i limiti di due mandati consecutivi, purché l’incarico nelle precedenti legislature non sia durato più di due anni e sei mesi. Ma non è il caso di Testolin che, come si legge nella sentenza, quello attuale sarebbe il quarto incarico consecutivo. Con lui decade anche la maggioranza e la giunta da lui proposta a seguito delle elezioni del 28.09.2025 con la prospettiva di un nuovo ricorso alle elezioni regionali. Ma pagate da chi?

***

L’operazione (bis) Testolin, così come valutata dal tribunale locale, è una vergogna per ciascun valdostano, poiché la logica del potere, fatta salva altra valutazione, ha annullato qualsiasi giusta pretesa di trasparenza ed è la negazione del dovere della politica come servizio alla collettività. La poltrona, pretesa ad ogni costo, è, di per sé, l’innegabile motivo del diniego di quel ruolo politico, che non si basa sul servizio pubblico, ma solo sugli interessi personali, che mal si conciliano con la gestione disinteressata della cosa pubblica. Si è scomodata la Giustizia valdostana, nonostante le ripetute denunce sulla stampa regionale, per avere la risposta sulla indebita occupazione della poltrona di presidente della piccola regione autonoma, ma che fagocita, secondo noi, indebitamente, miliardi di soldi pubblici per politiche clientelari.

Non può esistere una regione dove i consiglieri regionali sono uno ogni 2,5/3 mila votanti (in Lombardia uno ogni 125.000 votanti!), con costi di gestione superiore ai costi di un deputato e/o senatore italiano. Solo questo avrebbe dovuto indurre i consiglieri eletti, anche nelle precedenti legislature, a ridurre drasticamente il numero dei consiglieri in proporzione alla popolazione votante. Era ed è una questione morale e di onestà politica. Ma una siffatta decisione avrebbe escluso molti pretendenti ai benefici del paese del bengodi, che elargisce a destra e manca favori e prebende agli eletti e ai pochi fortunati e riserva ai semplici cittadini, senza santi in paradiso, solo gravami socio-economici. E’ questa la giustizia tutelata dalla maggior parte dei rappresentanti del popolo valdostano? Certamente no e lo vediamo anche in questa vergognosa situazione di sopraffazione dei diritti dei cittadini.

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