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Giovedì 04 Gennaio 2024 18:35

Tragici silenzi istituzionali sui minori: ora basta!


Ubaldo Valentini*

Il 2024 dovrà essere l’anno della svolta nella gestione dei minori con genitori non più conviventi, poiché i tragici ed inquietanti silenzi delle istituzioni non possono più continuare impunemente. La giustizia ingiusta, che domina, da decenni, i tribunali, è un palese oltraggio alla persona, sia lei il minore che il genitore estromesso dalla vita dei figli, per sadici meccanismi interpretativi della legge, escogitati da chi dovrebbe dare risposte specifiche caso per caso, ma non escogitare procedure con prassi massificanti per economizzare gli impegni dei magistrati e dei servizi sociali a loro connessi. Per fortuna esistono magistrati seri e competenti che cercano di salvaguardare i diritti del minore, che sono, poi, anche i diritti del genitore emarginato.

La bigenitorialità e la co-genitorialità non sono espedienti formali, ma costituiscono la base della famiglia e sono le insostituibili condizioni da rispettare nella crescita e formazione dei minori. L’amore per i figli, a differenza di quello tra i genitori, non ha termine e non può essere sacrificato a ideologie o culture-non culture che vorrebbero il padre sempre perdente come genitore e ostaggio delle sofisticate (ma, molto spesso, anche semplicistiche) teorie di genere, che si concretizzato nelle svariate associazioni, centri antiviolenza e case protette per ospitare madre e figli vittime dei dichiarati abusi, che si spartiscono una rilevante quantità di danaro pubblico per tutelare la donna, vittima della violenza familiare. Per queste sacerdotesse esistono solo il patriarcato e gli abusi del maschio sulla femmina e la donna è sempre e comunque tollerante dell’uomo e rispettosa dei suoi diritti, anche genitoriali.

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Venerdì 29 Dicembre 2023 13:20

2024: un anno di diritti per tutti


Ubaldo Valentini*

Non ci resta che sperare in un anno nuovo, che riesca a garantire i diritti al cittadino, troppo spesso snobbato da La legge è uguale per tutti.

Spes ultima dea (la speranza è l’ultima divinità a cui rivolgersi), altrimenti non ci resta che continuare a piangere sulla incertezza giudiziaria, fonte di una giustizia ingiusta, come portava scritto nel cartello di protesta il prof. Antonio Sonatore, che il 7 aprile 1996 si diede fuoco dinnanzi al Palazzo di Giustizia di Aosta, nell’indifferenza di tutti, a partire dai familiari, che, oggi, vorrebbero imporci di non menzionare questo padre, da loro considerato come pietra di scandalo, perché rivendicava il rispetto dei diritti genitoriali dei padri estromessi dalla vita dei propri figli e per non dover parlare di eventuali loro responsabilità.

Valde in vita homnium pretisa spes est, sine spe homines misere vitam agunt. La speranza (Esiodo, Le opere e i giorni), è preziosa nella vita degli uomini, senza speranza gli uomini conducono una triste vita. Vero il consiglio del poeta greco e noi lo prendiamo alla lettera, anche perché siamo consapevoli che non si può più far affidamento nel diritto, poiché viene abitualmente disconosciuto e interpretato nei tribunali, non in nome del popolo italiano, ma secondo le mode di genere.

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Venerdì 22 Dicembre 2023 09:34

Natale, una stanca ritualità


Non esiste più la magica atmosfera del Natale che parla di bambini, di genitori, di famiglia, di doni, di solidarietà e di attenzione verso gli ultimi. Non esiste più l’attesa delle sorprese che un possente Babbo Natale pone sotto l’albero o davanti al presepe. Non esistono più queste importanti figure che rendevano coinvolgente un momento unico, come il Natale. C’è chi dice che, per il rispetto di chi la pensa diversamente – che, però, vorrebbe imporci la propria convinzione e identità politico-religiosa - sarebbe opportuno non parlare più di Gesù bambino, di presepe, di Sacra famiglia, della famiglia che il giorno di Natale si riunisce per rievocare il rito della convivialità unita a sinceri sentimenti di appartenenza.

Manca quell’atmosfera di gioiosa attesa e di oblio, almeno per alcuni giorni, del proprio vissuto per far spazio alla speranza e alla festa. Anche la festa per eccellenza dei bambini e della famiglia è stata trasformata in un fatto consumistico, arrivando alla commistione del panettone con la disabilità, dell’accoglienza con la speculazione dei soccorsi e dei loro rapporti con i trafficanti delle vite umane. Anche l’istituzione religiosa occidentale non è più credibile per i troppi scandali, a cui non riesce o non vuole reagire in modo inequivocabile, all’uso non sempre coerente degli immani finanziamenti che riceve, sia dalle istituzioni pubbliche che dai singoli benefattori, e, di conseguenza, diventa meno credibile anche su ciò che dice su questa festa. In molti scindono il messaggio biblico che sta alla base del Natale dall’autorità che lo vorrebbe tutelare.

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Lunedì 18 Dicembre 2023 09:39

 

 
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Lunedì 18 Dicembre 2023 09:38

Troppa Giustizia ingiusta resta impunita


La magistratura, quella deviata e tirannica, è un serio problema anche per i minori e per i loro genitori non più conviventi, che, sistematicamente, tarpa le ali al genitore emarginato, quasi sempre il padre. Lo diciamo da trent’anni, ma nessuno osa stoppare questi dispensatori di morte. Sì, di morte, perché centinaia di genitori, ogni anno, si tolgono la vita, spesso con discrezione, perché espropriati anche dei più elementari diritti e dei quali nessuna stampa ne parla. Nessuno ne parla, perché in troppi temono ritorsioni, soprattutto nei tribunali piccoli. Lo sanno anche i magistrati corretti del tribunale di appartenenza, ma rigorosamente tacciono e nemmeno, però, si lavano in casa i panni sporchi.

I mali della magistratura italiana sono tanti – e tutti lo sanno e vorrebbero denunciarli nella loro gravità - proprio per la presenza, al suo interno, di persone che, forse, non hanno mai avuto la predisposizione professionale necessaria per ricoprire certi incarichi e che sembrano non avere più la doverosa domestichezza nemmeno con il diritto familiare, la giurisprudenza e la dottrina. Se non fosse così, non si comprende come possano essere formulati certi provvedimenti, irrispettosi persino verso la dignità dei minori che dovrebbero tutelare. Non è questione di patriarcato, poiché la maggior parte dei giudici che trattano affaire de famille sono donne e madri di famiglia e si tratta, quindi, di invadente e mai morto matriarcato, sorretto consapevolmente da quei giudici uomini che considerano la donna intoccabile e il padre, che la contesta con i fatti, un disturbatore seriale.

I politici, quando intervengono, lo fanno con provvedimenti maldestri ed inattuali, che complicano la situazione di minori e dei loro genitori, e non toccano affatto il dittatoriale modo di fare di alcuni giudici (molti e devastanti) con le loro assurde sentenze, spesso coperte anche dalla rispettiva corte d’appello, che rigettano il ricorso e che negano l’esistenza del dovere, per loro giudicanti, di garantire a figli e ai genitori le pari opportunità genitoriali, la bigenitorialità e la cogenitorialità. Termini sostanziali, questi, che fanno la differenza tra provvedimenti imposti a prescindere dalla reale situazione genitoriale e provvedimenti frutto di rispettoso contraddittorio, dialogo e convincimento equo, che limiterebbe anche i costosi interventi della Cedu, che condanna l’Italia con consistenti penali economiche per il mancato controllo sull’operato di giudici inesperti e deviati dalla imperante logica di genere.

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Giovedì 07 Dicembre 2023 10:17

Patti chiari sulle parcelle dei legali


I costi degli avvocati, nei procedimenti di separazione e di affido, sono una mina vagante che, nonostante il tariffario proposto dal CNF ed approvato dal Governo, viene applicato con molta discrezionalità dai legali e la sorpresa arriva al termine del procedimento. Se l’assistito chiede di conoscere, orientativamente, quanto gli verrà a costare il processo, il legale, con fare rassicurante, gli risponde “ora non è possibile prevedere la durata e complessità del procedimento”, “non ti preoccupare, ti prenderò il minimo, ora pensiamo a vincere la causa”. Chiede, invece, acconti che, quasi sempre, non sono tracciabili, perché pretesi in contanti, e il legale non rilascia alcuna ricevuta, perché, a suo dire, il cliente risparmierebbe l’Iva (22%) e, falsamente, anche quando il professionista ne è esente.

La “stangata” arriva a processo concluso, quando il difensore presenta una “salata” parcella – salata in base alle possibilità economiche dell’assistito – che mette in difficoltà chi è obbligato a pagare una somma che non era stata mai concordata e nemmeno prevista, soprattutto quando il genitore ha perso la causa ed è stato condannato a pagare anche le spese legali della controparte. Se l’assistito non ha possibilità di pagare la parcella, non può ricorrere al tribunale per derimere la vertenza, perché non ha i soldi per un nuovo avvocato e nemmeno può usufruire del c.d. patrocinio gratuito. Il legale, poi, si basa sulle tariffe ufficiali, che, fra l’altro, permettono tanta discrezionalità e tutto ciò che verbalmente aveva detto all’assistito viene sistematicamente negato, arrivando, in molti casi, a richiedere anche le somme già pagate sulla fiducia e mai rese tracciabili, perché altrimenti, non avendole fatturate, sono la palese prova di evasione fiscale.

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Giovedì 30 Novembre 2023 09:57

A Natale la povertà è anche umiliazione


Le festività natalizie e di fine anno sono il simbolo della festa in famiglia, la festa dei bambini, dell’attesa per la sorpresa del regalo, dello scambio gioioso degli auguri, dell’albero di Natale con tante luci, del presepe che ricorda la ricorrenza religiosa e della presenza gioiosa dei figli, soprattutto se minori, con ambedue i genitori. Le cose, però, lentamente sono cambiate e per i poveri – e sono tanti soprattutto tra i separati con figli - l’emozione di queste feste è stata sostituita da un profondo senso di umiliazione per l’impossibilità di frequentarli liberamente e di manifestare loro il proprio affetto accompagnato da regali così come avviene tra la maggioranza di genitori non più conviventi.

Le feste natalizie si sono trasformate in un business economico sostenuto da una falsa cultura che pone al centro di tutto non la gioia del Natale ma il possesso di regali importanti, viaggi costosi e uno stile di vita che i genitori poveri e i loro figli percepiscono come umiliazione poiché il genitore non può permettersi regali impegnativi a livello economico e non può soddisfare le pilotate esigenze dei propri figli. E’ una umiliazione anche per i loro figli che si sentono privati di quelle cose che gli altri bambini hanno.

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Giovedì 30 Novembre 2023 09:47

Famiglia patriarcale anche nell’affido dei figli?


Ubaldo Valentini

Si continua a parlare di patriarcato nella gestione della famiglia, mettendo alla berlina l’uomo (il padre nell’affido dei figli), ritenuto capace delle peggiori azioni delittuose secondo le facinorose congregazioni femministe e secondo i centri antiviolenza. Sia chiaro che la violenza delittuosa sulle donne, come pure quella meno appariscente e meno pubblicizzata delle donne sugli uomini o sugli inermi neonati, soppressi quasi sempre dalle madri, non va minimamente tollerata. Tutto ciò, però, non giustifica la irreale conclusione secondo cui la società italiana sia dominata da una cultura patriarcale. Nell’affido dei minori, quando i genitori non convivono più, è palesemente evidente, invece, che siamo in presenza di uno strisciante e mai morto matriarcato.

La legge, in teoria, esclude sia il patriarcato che il matriarcato, ma, nella prassi quotidiana di chi la legge la interpreta con molta discrezione, il dominio della donna all’interno della famiglia è indiscutibile. Basta dare uno sguardo ai dati Istat per confermare che l’abuso c’è, ma è conseguenza della cultura matriarcale, ancora imperante.

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