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Venerdì 29 Marzo 2019 20:04

Se n’è parlato ad Aosta


Spese ordinarie e spese straordinarie per i figli


Per i genitori separati è piuttosto complicato comprendere come ci si deve districare tra le pieghe della legge in materia di “Spese ordinarie e spese straordinarie per i figli”. A tale proposito, l’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori, sede regionale Vda, ha organizzato  un incontro pubblico tra i genitori separati valdostani e l’avvocato Francesco Valentini, del foro degli avvocati di Perugia. L’incontro monotematico, il primo di una serie sul diritto di famiglia, ha fatto seguito a un ciclo di dibattiti pubblici in materia di separazione, divorzio e affido minori che si sono svolti ad Aosta negli ultimi sei mesi, nel corso dei quali i separati hanno avanzato la precisa richiesta di brevi lezioni sui diritti dei separati e dei loro figli. Durante la serata del 20 marzo 2019, l’avvocato Francesco Valentini ha spiegato che “la scarsa chiarezza sulle spese straordinarie, causa di conflittualità genitoriale, è dovuta al vuoto legislativo e alla costante giurisprudenza che non riescono ad accordarsi neppure su quali siano le spese ordinarie coperte dall’assegno di mantenimento che l’obbligato versa per i figli e su quali siano da considerarsi  straordinarie, cioè, imprevedibili all’atto della determinazione dell’assegno di mantenimento per i figli, occasionali, necessarie e di rilevanza economica. La loro non determinazione, all’atto della separazione, è sempre causa di conflitti tra il genitore collocatario e l’altro, l’obbligato a pagare, perché sovente non viene prevista la obbligatorietà del consenso preventivo.

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Venerdì 29 Marzo 2019 16:46

 
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Venerdì 29 Marzo 2019 16:34

Valle d’Aosta: Regione speciale


La Giunta regionale nomina i coordinatori

con una procedura del tutto anomala?


La Regione, in data 22 c.m., con la delibera di giunta n. 371, ha deliberato il “Conferimento di incarichi dirigenziali di primo livello dell’amministrazione regionale a dirigenti appartenenti alla qualifica unica dirigenziale, a far data dal 1° aprile 2019. Attribuzione del relativo trattamento economico”, cioè sono stati dichiarati disponibili tutti i posti di primo livello per il coordinamento dei dipartimenti riportati in atti, incaricando per la copertura degli stessi i dirigenti in possesso della qualifica unica, per la dichiarazione di interesse manifestata dagli stessi.

Tali nomine, a nostro modesto parere, non sono regolari perché la qualifica unica, come per legge, va conferita in modo stabile a seguito di una procedura concorsale e nella delibera non si specifica che i predetti dirigenti incaricati risultino legittimati ai fini dello sviluppo della carriera e della funzione in ragione dei concorsi per qualifica ricoperta e da ricoprire.

Fra i nominati ci sono dirigenti che andranno in pensione fra qualche mese e tali promozioni, per legge, non sono ammesse proprio perché sarebbe un indebito premio a fine carriera per un maggior consistente trattamento di fine rapporto di lavoro (di svariate decine di migliaia di euro in più) e di un consistente incremento della pensione (raggiungendo, così, oltre diecimila euro al mese).

E’ un atto che comporta una elevata spesa pubblica (con ricadute anche negli anni futuri) regionale e nazionale a scapito dell’erogazione di servizi ai cittadini valdostani.

 

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Martedì 19 Marzo 2019 12:47

Festa del papà, ma solo per pochi!


Oggi è il giorno in cui la società ipocrita prende in giro i figli, i nipoti, i minori.  Oggi ricorre il giorno di S. Giuseppe, il grande padre putativo di Gesù che presentò all’umanità, come suo, il figlio dello Spirito Santo.

S. Giuseppe, protettore dei papà, proteggi tutti i padri del mondo.

Proteggili dalle madri cattive che impediscono ai figli di vivere con i propri padri, ma soprattutto proteggili dalle cattiverie di operatori dei servizi sociali e di giudici dei tribunali italiani che con tanto ardore si affannano a discriminarli nelle separazioni. Buon compleanno anche ai loro padri.

A tutti i padri separati va invece il mio pensiero. Che almeno oggi possiate fare nel segreto dell’animo la festa a tutti questi personaggi. (un papà, oggi nonno)

***

Nella sinteticità dei concetti, questo padre e nonno ha detto tutto e lo ha detto con l’ironia di chi non resta indifferente dinnanzi ai quotidiani maltrattamenti subiti da tanti papà che lottano contro l’arroganza delle istituzioni che vorrebbero annientare la loro genitorialità siano essi tribunali, servizi sociali, società di genere e forze politiche che, invece di pretendere la giusta e piena applicazione dell’affido condiviso approvato nel 2006 ma solo raramente applicato nelle sentenze, cercano di creare ulteriori impedimenti all’esercizio della paternità in nome di una costosa mediazione familiare e di una fantasiosa figura del coordinatore familiare, anch’esso a pagamento da parte dei genitori non più conviventi e in conflitto tra loro, riducendo di fatto il diritto alla separazione e al rispetto della co-genitorialità.

E il business sui minori continua indisturbato. Il mantenimento diretto dei figli e l’affido condiviso paritetico erano contenuti già nella l. 54/2006 ma solo raramente tali principi vengono rispettati dai giudici, come ha evidenziato il tribunale di Brindisi con le sue “Linee guida” che oggi, lentamente, vengono applicate in un numero crescente di tribunali.

Noi, come associazione di genitori separati (e non padri separati, come alcuni vorrebbero etichettarci) da ventidue anni lottiamo, in tutta Italia, per l’affermazione del principio della co-genitorialità, consapevoli che la bigenitorialità è un innegabile diritto naturale e non una conquista di qualche “avventuriero” che, in concreto, non aiuta i genitori a tutelare i propri figli ma che, invece, si preoccupa principalmente di tutelare avvocati, psicologi, servizi sociali e tutto il mondo delle cooperative sociali che vi gravita attorno con i soldi dei cittadini.

Applichiamo il diritto familiare esistente e lasciamo perdere disegni di legge propagandistici, fortemente ideologici ed espressione di integralismi socio-religiosi che, per fortuna, non ci appartengono più, i quali vorrebbero ulteriormente ghettizzare i padri e condannare i genitori a rinunciare alla separazione per gli alti costi che essa comporta e che, loro, non potrebbero sostenere. Certe recenti proposte di legge hanno avuto l’effetto di ricompattare il mondo femminile, le associazioni di genere e i centri antiviolenza che rimpiangono l’epoca del matriarcato e che coprono le frequenti violenze che gli uomini subiscono nell’ambito familiare e le diffuse e palpabili discriminazioni genitoriali dopo la fine della convivenza. Nasce il sospetto che, tutto sommato, pseudo riformatori e politicanti di genere e le organizzazioni di genere convergano volutamente sulle stesse finalità.

I padri, però, devono far valere i propri diritti genitoriali sia nelle aule dei tribunali che nella società, pretendendo (da giudici, servizi sociali e avvocati) il rispetto del diritto italiano che deve essere applicato, e non interpretato con pseudo teorie psicologiche improvvisate, poiché “la legge è uguali per tutti” è scritto nelle aule di giustizia dove vengono decretati il destino dei figli con genitori non conviventi e la sorte del malcapitato genitore estromesso, in concreto, dalla loro vita. E’ ora che i padri dicano basta al business che da decenni circonda le separazioni e alle associazioni – a migliaia e che quotidianamente sorgono come funghi – che a parole affermano di tutelare gli interessi dei minori e dei loro genitori, mentre in concreto tutelano prevalentemente altro: avvocati, psicologi, cooperative sociali e scaltri personaggi politici.

Festa del papà? No, festa dell’ipocrisia che, nell’indifferenza di molti e nell’impotenza di tanti, offende principalmente i figli dei separati! Ubaldo Valentini

 
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Lunedì 18 Marzo 2019 18:51

Ad AOSTA

INCONTRI  PUBBLICI

richiesti dai separati della VDA per essere informati sui diritti dei genitori e dei figli

Avv. Francesco Valentini

Parliamo di diritto di Famiglia: Spese ordinarie e spese straordinarie

Mercoledì 20 Marzo 2019 ore 20.30

AOSTA, CSV, Via Xavier de Maistre, n. 19

 

Gli incontri, monotematici, proseguiranno per tutto il 2019. Segue dibattito -

Partecipazione libera e gratuita. (Informazioni al 347.6504095)


 
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Lunedì 18 Marzo 2019 18:29

­­­Aosta: partecipato dibattito


L’operato del Tribunale contestato dai separati


Vivace e partecipato il pubblico incontro, introdotto dall’avv. Gerardo Spira, tenuto ad Aosta il 12 su Separazioni in Aosta: Parliamo di GIUSTIZIA senza peli sulla lingua”. I

Il relatore, partendo dall’art.30 della Costituzione che pone a fondamento della famiglia la centralità dei figli e l’uguaglianza dei diritti e doveri dei genitori verso di loro (diritti e doveri che permangono anche dopo la fine della convivenza), ha ripercorso l’evolversi del diritto di famiglia e della relativa giurisprudenza e dottrina fino alla legge n. 54/2006 e alle recenti Linee guida di Brindisi per una corretta applicazione del Condiviso.

La mancata applicazione della parità genitoriale nell’affido dei figli da parte dei tribunali che, invece di decidere in proprio - come loro dovere e come più volte ci ricorda la Corte europea sui diritti degli uomini (Cedu) - si limitano, troppo spesso, a trascrivere le conclusioni discrezionali dei servizi sociali incaricati di riferire su minori e sui loro genitori. E’ dovere dei politici degli enti locali, ha sottolineato l’avvocato Spira, regolamentare in modo vincolante l’attività dei servizi sociali in presenza di minori con genitori in fase di separazione.

La mancata applicazione delle pari opportunità genitoriali penalizza il “superiore interesse del minore” e il genitore non collocatario ed è causa della radicalizzazione di una conflittualità che spesso è conseguenziale della fine della relazione e che, ad Aosta, sfocia in tragedie. Compito della Giustizia è quello di garantire ai due genitori pari opportunità genitoriale, vigilare che il preminente interesse del minore sia tutelato e che le disposizioni di affido vengano rispettate. In caso contrario, come ci ricorda il diritto, si modificano le condizioni di affido e si sanziona il genitore che non le rispetta.

Ad Aosta la Giustizia, con troppa facilità, non può e non deve essere a senso unico e le separazioni non possono muoversi in un percorso tortuoso e difficile per i genitori, quasi sempre impossibile per i padri. Non si applica, come invece sta avvenendo in tanti tribunali, l’affido condiviso paritetico o alternato, con il mantenimento diretto dei figli e senza l’assegnazione della casa familiare, più rispondente ai principi di uguaglianza dei diritti e dei doveri.

La condizione della madre, resiste alle verifiche fiscali, da cui, comincia a venire fuori tanto sommerso di lavoro a nero, dichiarazioni falsificate, un mondo in cui finanziamenti e contributi pubblici per i figli in situazioni di separazioni privilegiano situazioni che, chissà perché, restano escluse dai controlli e al padre si vieta perfino di conoscere le entità di soldi pubblici esborsati al genitore collocatario per i figli. Il tenore di vita economica è preso in considerazione dalle istituzioni solo per la donna, senza tener conto di quanto sfugge e si disperde nei meandri del sistema. I figli sono carico non solo dell’uomo, ma anche della donna, che, stranamente, risulta quasi sempre povera e bisognosa. In tale sistema trova facile accesso l’istituto del gratuito patrocinio.

Talvolta si ha la sensazione che al tribunale non interessi condizione di vita del padre, le sue difficoltà di lavoro, anzi, se non paga immediatamente si attivano con solerzia azioni penali per mandarlo in galera o costringerlo a pagare somme impossibili.

Ad Aosta non si parla di Pas, di spese straordinarie da concordare preventivamente, pena la nullità del rimborso. I ricorsi di modifica delle condizioni economiche vanno seriamente valutate e il superiore interesse dei minori va tutelato nel rispetto del principio che entrambi i genitori sono uguali per la legge.

“Il cittadino - ha concluso l’avv. Spira - ha diritto a pretendere che il motto ‘la legge è uguale per tutti’ venga rispettato senza ideologie e prevenzioni di genere”.

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Venerdì 08 Marzo 2019 17:28

 
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Mercoledì 06 Marzo 2019 18:30

Regione Umbria


La mozione sulla regolamentazione dei servizi sociali

approvata all’unanimità dal consiglio regionale


Apprendiamo, con soddisfazione, che L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria next) che impegna la Giunta regionale a emanare Linee Guida riguardanti le attività amministrative dei servizi sociali in materia di minori coinvolti in casi di separazione o divorzio dei genitori.

L’impegno della nostra “Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori”, che da circa quattro anni si batte per l’approvazione da parte degli enti locali italiani di uno specifico Regolamento per disciplinare l’attività dei servizi sociali, predisposto dall’avv. Gerardo Spira, vede, così, il risultato di una iniziativa che, in controtendenza dalla consolidata prassi finora tenuta dalla burocrazia, per affronto politico, interviene in una materia che ha visto assente la funzione pubblica, abituata ad esprimersi e decidere secondo una prassi discrezionale, consolidata per lungo tempo.

L’associazione, l’unica in Italia, supportata dalla legge, dimenticata da troppo tempo, ha ripescato il bandolo di un filo che imponeva già dal 1990, alla P.A di intervenire nelle attività dei servizi sociali nella materia dei minori coinvolti in casi di separazione o divorzio dei genitori. Dunque il grave problema sociale viene rimesso in un primo corretto e trasparente percorso della fase della separazione, perché i genitori vivano l’evento senza la paura dell’isolamento ed abbandono della società, ma in un clima di incontri partecipati, trasparenti e soprattutto nel rispetto degli interessi superiori dei figli. Le regole, sempre e per tutti, sono la sicura garanzia per il rispetto dei diritti delle parti in conflitto.

L’Associazione, continuerà a promuovere il Regolamento, già depositato presso la Regione Umbria e diffuso anche in altre realtà d’Italia. Confidiamo che le Linee guida vengano redatte con carattere di forza giuridica, secondo il percorso tracciato dalla legge 241/90, proposto nella mozione presentata dal consigliere De Vincenzi, che, assieme agli altri consiglieri, vivamente ringraziamo per aver accolto la richiesta dei numerosi separati, tramite noi sollecitata. Finalmente si comincia a comprendere che i problemi della famiglia e dei minori non hanno un colore politico.

Va al Consiglio tutto il nostro attestato di riconoscimento nella speranza che il prossimo passaggio si traduca in atti e provvedimenti di forza legale per la successiva fase giudiziale. Fin da ora manifestiamo la nostra disponibilità a mettere a disposizione dell’ente regionale e dei comuni tutta la nostra esperienza professionale in materia.

L’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori continua il suo impegno perché la regolamentazione nella materia della famiglia, contribuisca ad eliminare gli ostacoli che ancora vengono frapposti al normale rapporto cittadino-Pubblica amministrazione.

 
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