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L’affido condiviso. Riflessione sulla proposta di modifica PDF Stampa E-mail

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L’affido condiviso.

Riflessione sulla proposta di modifica


Il disegno di legge n. 735/2018, meglio conosciuto come proposta Pillon, ha riacceso la discussione sull’affidamento condiviso, introdotto con la legge 54/2006. Gli aspetti critici della legge 54/2006, peraltro, emersi in seguito alla controversa applicazione da parte dei Tribunali e alle disfunzioni dei Servizi degli Enti territoriali, diventano, nella proposta Pillon, scusante per riesumare una ideologia contraria ai principi costituzionali e alla libera conquista del divorzio. La guerra politica rischia di affondare il diritto alla libera decisione e le garanzie sulla tutela dei minori.

Nella proposta si nasconde, attraverso istituti e nuove figure professionali, il filo conduttore che preannuncia la vera identità di una riforma che, nel caso di positiva approvazione, aggraverà la confusione istituzionale, con buona pace di tutti i soggetti coinvolti (professionisti e tribunali), responsabili del fallimento della legge 54/2006 che aveva introdotto l’affido condiviso. Invece di semplificare e snellire l’iter della separazione per un vero affido condiviso, così come prevedeva la legge, la proposta Pillon complica la vita delle coppie, che si vedranno spennare a tutti i livelli ed in tutti sensi.

Il novello legislatore ferma l’attenzione sui genitori e non sui minori che sono l’anima e il cuore della discussione. Così, a nostro avviso, muoiono i diritti e la giustizia diventa appannaggio di pochi (di quelli che hanno “facoltà economica” di agire).

Il disegno di legge introduce, a carico dei genitori (la cui maggioranza ha grosse difficoltà economiche), la mediazione obbligatoria e il coordinatore familiare quando permane la conflittualità fra di loro, senza prevedere una ferrea regolamentazione del loro operato e della loro professionalità. Non garantisce, nella realtà, l’affido condiviso alternato, il mantenimento diretto dei figli (i quali potrebbero trascorrere con un genitore solo i 2/5 del tempo (sempre il padre, come da abusata prassi del passato, rendendo, pertanto, ancora obbligatorio l’assegno di mantenimento) e sorvola sul ruolo, sulle responsabilità e sulla trasparenza dei servizi sociali e del tribunale.

Il fenomeno dell’alienazione genitoriale e parentale (Pas) nelle separazioni è trattato solo marginalmente mentre, al contrario, è diffusissimo è costituisce la principale causa della radicata conflittualità genitoriale che solo pochissimi tribunali incominciano ad indagare e condannare il genitore responsabile con pene severe, compreso l’affido esclusivo dei figli al genitore emarginato.

Ne vogliamo discutere in un pubblico incontro, attraverso una riflessione che toccherà tutti gli aspetti della proposta. Confidiamo nella partecipazione non solo dei cittadini, ma anche e soprattutto degli operatori del settore, senza alcuna esclusione. Il problema della separazione è ormai un seme messo a dimora in tutte le famiglie.

Sulle criticità del disegno di legge e sulle proposte dell’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori, pubblicate sul sito www.genitoriseparati.it, si terrà

 

Il dibattito sarà introdotto dal prof. Ubaldo Valentini che illustrerà la proposta di legge e le criticità evidenziate dall’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori, riportate nel sito web www.genitoriseparati.it, con la partecipazione del consigliere regionale Roberto Cognetta che riferirà anche sul Regolamento dei Servizi sociali che l’assessorato alle Politiche sociali deve predisporre da mesi.

Il dibattito è aperto a tutti. Per informazioni 347.6504095.

Avevamo predisposto una tavola rotonda su questo tema, resa impossibile dalla non adesione dei relatori invitati (o loro sostituti), eccetto il consigliere Cognetta, per motivi di lavoro (Presidente del Tribunale), per precedenti impegni (avv. Paolo Sammaritani per la Lega), per non adesione e partecipazione solo come uditori (Presidente Ordine Avvocati e il consigliere regionale Nasso per i 5 Stelle).

 
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