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Clamoroso !


Il Consiglio regionale della Valle D’Aosta con 32 voti favorevoli e un astenuto (praticamente all’unanimità) nella seduta dell’8 novembre ha approvato la mozione presentata dal Consigliere Roberto Cognetta del “movimento 5 stelle), intesa a regolamentare le attività dei Servizi sociali degli enti territoriali durante gli incontri protetti in favore dei minori e delle famiglie, nei casi di separazioni.

Quello della Valle d’Aosta è il primo consiglio regionale che si è riappropriato di una materia trasferita dallo Stato alle Regioni, province e Comuni sin dal 1977.

Fondamentale e determinante è stato il ruolo della nostra Associazione, la quale ha istruito la proposta in termini legali con la specifica competenza dell’avv. Gerardo Spira di Agropoli, che da oltre 4 anni, negli incontri e convegni nazionali promossi dall’associazione, in controtendenza, ha rilevato la disattenzione della P.A in una materia che la legge ne ha riservato la competenza esclusiva agli Enti Territoriali.

L’Associazione cogliendo il momento dell’intuito dell’avvocato Spira ne ha sposato la teoria portandola sul tavolo dei dibattiti pubblici e all’attenzione delle Istituzioni, abbandonando la  consueta e diffusa pratica degli inutili lamenti e dei ricercati compromessi.

Il Consiglio Regionale della Valle d’Aosta ha riempito un vuoto amministrativo lasciato dal 1977 alla competenza generica e discrezionale dei servizi sociali.

Da questa decisione riparte il nostro impegno come associazione di stimolo perchè gli effetti producano una reazione a catena in tutto il Paese, per ridare fiducia alle coppie che affrontano la Giustizia e credibilità ai Tribunali che decidono in siffatta materia.

Il lavoro di oltre venti anni ci ha portato a confrontarci sul piano del diritto e a chiedere con insistenza che i Tribunali e gli Enti territoriali debbano restare ciascuno nel proprio ambito di competenza, senza invasione di campo o confusione di ruolo. Il processo giudiziario deve osservare le leggi in materia di separazione e gli Enti territoriali devono disciplinare le attività dei propri servizi sociali, in via autonoma ed indipendente.

Abbiamo sollevato questo problema e preteso che venisse regolamentato, per evitare abusi e comportamenti illeciti.

Nel rispetto della legge 241/90 ed in osservanza del principio stabilito dall’art. 97 della costituzione abbiamo formulato e proposto un Regolamento tipo posto a disposizione degli Enti, al fine di perseguire l’obiettivo di salvaguardare il superiore interesse del minore e di porre la discussione sul piano dei giusti ed equilibrati diritti e doveri.

La legalità è garanzia di giustizia e questa può essere garantita solo se le procedure vengano svolte nel rispetto della legge e le relazioni e pareri dei servizi delegati vengano formulati nel rispetto della Regolamentazione, del programma o protocollo a cui obbligatoriamente devono partecipare i soggetti interessati.

La giustizia e i servizi sociali devono restare fuori dai conflitti e quando questi insistono o perdurano, le istituzioni devono mantenere equilibrio equidistante e fermare le azioni speculative.

Per meglio comprendere il significato della nostra azione vi rimandiamo alla mozione approvata che alleghiamo.

Ubaldo Valentini

 

MOZIONE


VALUTATO che il problema delle separazioni ha inevitabilmente e profondamente colpito anche la nostra comunità, le cui conseguenze oltre che sulle istituzioni si sono riversate, in particolar modo, sui minori in tutti gli aspetti, morali e sociali;

PRESO ATTO delle tristi vicende, spesso raccontate dai media, che hanno coinvolto Autorità pubbliche, professionisti, famiglie e associazioni che da oltre 20 anni discutono, senza peraltro trovare una soluzione pacifica e serena soprattutto nel superiore interesse di soggetti violati nella persona e nei diritti;

CONSIDERATO che da tempo ad Aosta l’associazione nazionale “Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori”, con sede regionale anche nella nostra regione, ha posto il problema, segnalato in qualche caso anche per l’aspetto drammatico, richiamando l’attenzione dell'amministrazione regionale sulla competenza ad intervenire nella fase in cui la Giustizia minorile e altri soggetti assegnano ai servizi sociali il compito di valutare, dirimere o trattare il caso, nel rispetto della legge e della scienza, con equilibrio e correttezza procedimentale;

CONSIDERATO che il confronto con i responsabili del servizio regionale ha effettivamente messo in evidenza l’assenza di linee guida chiare e definite relative alle modalità di svolgimento degli incontri con i genitori e gli operatori sul territorio;

LETTO che la nostra Regione con la legge costituzionale n. 4 del 26 febbraio 1948, aggiornata con la legge di riforma costituzionale n. 3, tra le funzioni previste all’art. 2, ha assunto, all’art. 3, il potere di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica, anche nella materia “assistenza e beneficenza (lett.i);

VISTO la legge regionale n. 19 del 6 agosto 2007 che detta “Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”;

VALUTATO che il quadro normativo di riferimento risulta concentrato all’art. 1, commi 2, 3 e 4. in cui sono posti a carico degli Enti pubblici non economici precisi obblighi, tra cui l’adozione di regolamenti, entro un anno dall’approvazione della legge, nonché l’obbligo a carico dei soggetti privati preposti all’esercizio amministrativo di assicurare e rispettare i principi di cui all’art. 2;

CONSIDERATO che la Regione Valle D’Aosta svolge funzioni di programmazione, finanziamento, indirizzo e controllo di gestione in materia di minori e famiglia, nonché tutela diretta sui minori;

PRESO ATTO che gli interventi a favore dei minori e delle famiglie sono realizzati nei 4 distretti territoriali socio-sanitari e a livello centrale presso l’ufficio minori dell’assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali;

PRESO ATTO che gli interventi di presa in carico a tutela dei minori sono direttamente realizzati dall’Amministrazione regionale attraverso i servizi sociali territoriali, le strutture comunitarie per minori, il servizio di assistenza e il servizio per gli incontri protetti in favore dei minori e delle loro famiglie sono gestiti per conto della Regione da soggetti esterni;

 

IL CONSIGLIO REGIONALE

IMPEGNA

la Giunta regionale

  1. a emanare, con urgenza, delle linee guida affinché soggetti esterni pubblici o privati delegati, svolgano i servizi di assistenza e di incontri protetti in favore di minori e delle loro famiglie nel rispetto della normativa di cui all’art. 1 comma 4 del Regolamento regionale n. 19, al fine di perseguire il dettato di cui all’art. 97 della Costituzione;
  2. a disporre affinché la competente struttura regionale, deputata alla vigilanza e al controllo, garantisca la effettiva attuazione delle linee guida, da parte degli enti - soprattutto quelli che su incarico dei Tribunali svolgono i servizi di assistenza e di incontri protetti in favore di minori e delle loro famiglie - e da parte delle strutture preposte all’esercizio delle attività amministrative, come previste dal Regolamento citato,  con l’avvio del procedimento, la partecipazione dei genitori e loro delegati, la semplificazione dell’accesso agli atti, la verbalizzazione e la redazione dei programmi e dei protocolli, la registrazione degli incontri tra strutture sociali e minori e tra strutture sociali e genitori e tra genitori e figli in presenza di assistenti sociali, psicologi ed educatori.

***

La mozione, presentata dal consigliere Roberto Cognetta (mov. 5 stelle), l’8 novembre 2017 è stata approvata con i voti favorevoli di 32 consiglieri, astenuto il consigliere Contoz  (UV), 2 assenti giustificati Ferrero (M5S) e Laniece (EPAV).

 
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Servizi sociali della Valle d’Aosta


La volpe cambia il pelo ma non il vizio!

 

La saggezza popolare ci ricorda che la volpe cambia il pelo ma non il vizio. Questo detto calza perfettamente con l’operato dei servizi sociali della Vda che si fanno paladini di una trasparenza e di una professionalità che i fatti poi sistematicamente smentiscono.

Nessuno - a loro parere - può mettere il naso sul loro operato e nessuno può chiedere trasparenza, protocolli operativi validi per tutti, rispetto dei minori e di ambedue i loro genitori per garantire oggettività nelle indagini socio-psicologiche sui minori richieste dai tribunali e permettere ai genitori di poter accedere al contraddittorio nel superiore interesse dei propri figli.

In definitiva si chiede, in fatto e in diritto, la fine della discrezionalità di un organismo pubblico che opera – sempre, anche quando riceve l’incarico dal tribunale – nell’ambito della pubblica amministrazione regolamentata dalla legge 241/1990 e successivi aggiornamenti.

 

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