Attualità
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La Regione e la sanità valdostana:

un complice e inaccettabile silenzio


La denuncia di mal funzionamento della unità operativa di Psichiatria di Aosta, fatta dal padre, il cui figlio non era stato seriamente curato e si era preferito lasciarlo libero, si trova esposta, in modo dettagliato, nell’articolo “Aosta, un giovane ragazzo divorato dai suoi demoni e le strutture sanitarie immobili”,pubblicato su Aostaoggi.it del 21 c.m.

Nell’articolo è riportata questa inquietante conclusione: “è importante stabilire le responsabilità davanti al grido di un ragazzo che chiede aiuto, al pianto della sua famiglia che chiede aiuto e al silenzio di coloro che potrebbero e, a un certo punto, dovrebbero agire. In questo caso, e in tanti altri casi simili, non sarebbe più accettabile la solita litania del «non potevamo sapere» oppure del «non possiamo essere dappertutto».

Non si può non condividere lo sdegno dell’estensore dell’articolo sulle specifiche responsabilità dell’assessorato regionale alla sanità: “chi ha la gestione della sanità pubblica partecipa a incontri e inaugura statue, ma non riesce a risollevare una sanità pubblica ormai incapace di svolgere il proprio compito primario. Possiamo sperare che qualcosa cambi e le persone che possono fare qualcosa lo facciano. Un eventuale «mi dispiace» a disastro avvenuto non sarebbe accettabile”.

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Il patto sui compensi tra avvocato e cliente

lo devono sempre rispettare anche i giudici


La Suprema Corte di Cassazione è tornata nuovamente sull’eventuale patto, che avvocato e cliente hanno stipulato e sottoscritto al momento del conferimento dell’incarico al professionista, per ribadire, con l’ordinanza n. 33053/2022 del 9.11.2022, la priorità dell’accordo sottoscritto tra le parti rispetto alle tariffe ed agli usi, così come sancito dall’art. 2233 c.c. Solo se l’accordo non è stato sottoscritto dalle parti, il giudice, nel liquidare il compenso del legale, può fare ricorso ai parametri stabiliti con decreto ministeriale e – ma solo in questo caso - può sindacare sul quantum in base all'importanza della attività svolta dal professionista e al decoro della professione.

Esistono le tariffe professionali, approvate con decreto ministeriale (il recente tariffario nazionale risale al settembre 2022), il cliente “contratta” con l’avvocato le tariffe al fine di evitare spiacevoli sorprese al momento della presentazione dei compensi richiesti. Il patto deve prevedere specificatamente i costi delle singole azioni che il procedimento potrebbe richiedere e verrà conteggiato, in base al tariffario dettagliato concordato, solo il lavoro svolto. Oltre alle amare sorprese, si evitano diatribe che vedono sempre soccombente il cliente e si opera nella massima trasparenza, poiché il legale deve, di volta in volta, elencare il lavoro svolto e far riferimento alle cifre pattuite nel patto sottoscritto. Il cliente, in qualsiasi momento, conosce con chiarezza quanto il legale ancora deve avere.

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