Attualità
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Cambiate le condizioni i provvedimenti vanno rivisti


Mantenimento dei figli dopo il Covid-19

Ricorso per cambiare le condizioni di affido


I recenti sconvolgimenti socio-sanitari hanno cambiato sia le condizioni economiche che la vita sociale dei genitori esistenti all’emissione dei provvedimenti di affido dei figli da parte del tribunale. Non esistono più i redditi percepiti dai rispettivi genitori e, soprattutto, di quelli del genitore non collocatario; i figli hanno cambiato le modalità di accesso alle attività extrascolastiche, riducendone i costi da sostenere dai genitori; ambedue i genitori hanno molto più tempo a disposizione da dedicare ai figli; sono aumentati, a seguito della pandemia covid, i contributi pubblici e privati elargiti a vario titolo, che sistematicamente vengono beneficiati solo dal genitore collocatario, mentre all’altro genitore rimane l’obbligo del pagamento mensile dell’assegno di mantenimento e delle spese straordinarie, pena la condanna penale. Un genitore deve pagare mentre l’altro beneficia al 100% dei contributi, arrivando ad accumulare consistenti somme senza controllo alcuno.

Il genitore non collocatario può ricorrere, per la modifica delle precedenti condizioni, al tribunale, chiedendo l’affido paritario dei figli con il loro mantenimento diretto e con la restituzione ai legittimi proprietari della casa familiare, se concessa al genitore affidatario (quasi nel 95% dei casi alla madre). Nel caso in cui tale affido alternato non sia possibile o non sia concesso per preconcetti del tribunale, l’assegno di mantenimento, come espressamente prevede la legge, essendo cambiate le condizioni socio-economiche dei genitori, obbligatoriamente va drasticamente ridotto, così come pure tutte le spese straordinarie vanno subordinate, sempre, all’approvazione preventiva scritta (solo mediante comunicazioni tracciabili) di ambedue i genitori. Tutti i contributi degli enti pubblici e privati elargiti a sostegno della famiglia con figli, e percepiti esclusivamente dalla madre collocataria, vanno rigorosamente destinati per il 50% a copertura dell’assegno di mantenimento che il padre mensilmente deve versare alla madre per i figli. Gli stessi assegni familiari (Inps) vanno equamente ripartiti tra i due genitori e non concessi, come ora, alla madre collocataria.

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Il bullismo tra passato e presente


di Antonio Calicchio*

Il bullismo è sempre esistito, come eccesso dell’esuberanza giovanile. Oggi, ha passato paurosamente il limite, al punto da generare nei genitori angoscia, negli insegnanti impotenza e nella società disorientamento. Le ragioni vanno ricercate nell’eredità del passato, nella cultura del presente e nell’incertezza del futuro. Esaminiamole una per una.

A partire dal Sessantotto, si è registrato un passaggio dalla "società della disciplina", in cui ci si dibatteva nel conflitto tra permesso e proibito, alla "società dell’efficienza e della performance spinta", in cui ci si dibatte tra il possibile e l’impossibile, senza alcun riguardo e, forse, alcuna percezione del concetto di "limite". Questo passaggio si è registrato verso la fine degli anni Sessanta, quando la parola d’ordine, dell’intero universo giovanile, era "emancipazione", nel segno del "tutto è possibile", per cui la famiglia era una camera a gas, la scuola era una caserma, il lavoro era un’alienazione, il consumismo era un’aberrazione e la legge era uno strumento di sopraffazione di cui ci si doveva liberare. La parola d’ordine era: "vietato vietare". Su questa cultura, preparata dal Sessantotto, ma che il Sessantotto aveva pensato in termini "sociali", si impianta, per effetto di un gioco di confluenza degli opposti, la stessa logica di impostazione americana, giocata, però, a livello "individuale", in cui – ancora una volta – tutto è possibile, ma in termini di iniziativa, di performance spinta, di efficienza e di successo, al di là di ogni limite, anzi, col concetto di limite spinto all’infinito, per cui, oggi, ci si domanda: qual è il limite tra un atto di esuberanza e una vera e propria aggressione, tra un atto di insubordinazione e il misconoscimento di ogni gerarchia, tra le strategie di seduzione troppo spinte e l’abuso sessuale? Questisono solamente degli esempi che dimostrano come le frontiere della persona e quelle interpersonali siano saltate, determinando un tale stato d’allarme da non sapere più chi è, chi. Per questa ragione, i giovani non si sentono mai sufficientemente se stessi, mai sufficientemente colmi di identità, mai sufficientemente attivi, se non quando superano se stessi, senza essere mai se stessi, ma solo una risposta ai modelli o alle performance che la televisione e internet, a piene mani, distribuiscono, con conseguente inaridimento della vita interiore, desertificazione della vita emozionalee insubordinazione alle norme giuridiche.

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