Attualità
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Sempre obbligatoria l’audizione del minore

anche quando l’affido a terzi è provvisorio


I minori hanno diritti che vanno rispettati da tutti, compresi dai giudici che spesso li tolgono dal contesto familiare ritenuto non adeguato e ricorrono all’affido etero-familiare con molta liberalità senza porsi, seriamente, il rispetto dei loro diritti inalienabili, fra i quali quelli di essere ascoltati, sempre, prima di procedere all’affido e collocazione a famiglie terze, anche quando la collocazione è di breve durata. Con la sentenza n. 3723/2026 del 19.02.2026 la Cassazione ritorna sul tema dell’affido dei minori al Comune con collocazione presso una famiglia terza, consuetudine, questa, assai diffusa nonostante la contrarietà della letteratura scientifica che ammette l’affido etero-familiare solo in casi eccezionali e in presenza di specifiche carenze della famiglia di origine che non possono essere rimosse con specifici interventi di aiuto da parte del servizio sociale.

La Cassazione anche in passato si era espressa negativamente sugli affidi etero-familiari, ribadendo il principio che i minori, prima di procedere a questo particolare forma di collocazione, devono messere ascoltati direttamente dal giudice, senza delegare intermediari, con eventuale ausilio in presenza di psico-pedagogisti. La prassi dell’ascolto dei minori, però, sovente è solo una farsa per nascondere l’affido etero-familiare e il parere dei minori, sommariamente sentiti e spesso senza cognizione di causa da parte del giudice, comunque, non viene doverosamente ponderato proprio perché certi affidi e certe collocazioni segnano per sempre la vita di un bambino.

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Femminicidio: non basta la condanna sociale


Le notizie quotidiane sui femminicidi incominciano a lasciarci indifferenti, perché li avvertiamo come una calamità inevitabile, simili a quelle atmosferiche, che non ci riguarda in prima persona e, con una fugace disapprovazione, giustifichiamo una nascente indifferenza verso tutto ciò che ci circonda. Le notizie vengono ampliate da una informazione molto attenta ai particolari (inutili a livello informativo) del singolo caso, ma scarsamente propensa ad aprire un vero e proprio dibattito sulle cause dell’insensato gesto e senza soffermarsi sui possibili rimedi.

Il femminicidio riguarda tutti coloro che vorrebbero una società diversa, più attenta alla persona e alla giustizia, che, come in passato, non affronta il fenomeno del disagio sociale, della mancanza delle pari opportunità esistenziali e della giustizia ingiusta. La ripugnante prassi della violenza fisica di una persona (quasi sempre di genere maschile) sull’altra non può essere giustificata con la fine di una convivenza, con un atto di follia o quant’altro. Resta, sempre, una tragica conseguenza di un malessere della persona, ma anche della società, per il quale non viene fatto nulla per prevenirlo in modo serio e continuato.

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