|
|
|
Giustizia sempre meno giusta!
L’esito del referendum sulla Giustizia non è rassicurante per contenere la Giustizia ingiusta, che i genitori, soprattutto i padri, sperimentano quotidianamente sulla loro pelle e sulla pelle dei figli nel momento in cui la maggior parte dei giudici decreta la loro nullità genitoriale, con tanta disinvoltura e superficialità. La divisione definitiva delle carriere nella magistratura poteva costituire l’inizio di una profonda riforma di una giustizia gestita in modo obsoleto, settario e talvolta anche in contrasto con lo spirito dei legislatori, che fanno le leggi che, però, non sempre vengono applicate nei tribunali, tanto che in molti, loro malgrado, sono costretti a ritenere che la legge non sia uguale per tutti: si interpreta per gli amici e si applica per gli altri.
Una riforma della giustizia non può avvenire senza il funzionamento di un organismo, super partes, che controlli senza alcuna sudditanza l’operato dei magistrati, li inchiodi alle loro responsabilità civili e penali, bloccando la carriera a chi risulterà responsabile della giustizia ingiustizia e metta mano anche al loro trasferimento e ai loro stipendi. I danni economici provocati dovranno essere pagati dal colpevole e non scaricarli sulla comunità dei cittadini. La magistratura non può sottrarsi alle proprie responsabilità nell’esercizio della ben pagata professione, in nome della falsa interpretazione della sua indipendenza, che viene meno ogni volta che i preconcetti e gli interessi personali vengono prima del diritto da applicare.
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
San Giuseppe e la falsa festa del papa!
Il rituale delle saghe popolari è sempre in vigore e così continuiamo, il 19 marzo, ironicamente a festeggiare il papà, a cui, nella maggioranza dei casi, in modo subdolo, quotidianamente, gli facciamo la festa, svuotando, istituzionalmente, il suo diritto alla paternità. Non possiamo festeggiare un padre quando, in una società di nuclei familiari unipersonali, il suo ruolo viene quotidianamente svuotato di significato e si continua, nella maggior parte dei casi, solo a sfruttarlo economicamente e, se, per il gravame della fine della convivenza e per difficoltà anche occupazionali, non rispetta i diktat dei giudici, viene anche colpito penalmente per aver fatto mancare (quasi mai vero) gli alimenti ai figli e si procede nei suoi confronti anche solo dopo un mese di ritardo nel versare l’assegno di mantenimento.
E’ palese l’azione delle sempre arrabbiate lobby di genere, che gestiscono centri antiviolenza e associazioni di femministe, che, impunemente, riescono a condizionare alcuni servizi sociali e che sono ispiratrici, sovente, di denunce false di violenza da parte dell’uomo per avvalorare la tesi secondo cui la mamma è sempre la mamma e che i figli sono sempre e comunque figli di mamma e mai di papà, nemmeno marginalmente.
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 10 di 262 |