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I nonni: oasi nelle turbolenze genitoriali dei separati


I nonni sono una risorsa insostituibile per i nipoti tutti ma soprattutto per coloro che si trovano, a loro insaputa, al centro delle turbolenze per la fine della convivenza dei genitori. Certo, parliamo dei nonni che mettono al servizio dei nipoti affetto e tempo per aiutarli a crescere e sottrarli ai traumatici disagi in cui i minori vengono a trovarsi quando finisce la fiducia e l’affetto tra i genitori. Non meritano considerazione alcuna, invece, i nonni che contribuiscono, e non poco, ad accelerare la fine della convivenza dei propri figli, genitori dei disorientati nipoti. I veri nonni comprendono i propri figli ma quasi mai ne giustificano la scarsa attenzione verso i loro nipoti.

Nelle separazioni conflittuali, quasi tutte quelle non condivise, la presenza operativa ed affettiva dei nonni è una insostituibile risorsa per allentare la tensione che circonda i minori, talvolta molto piccoli, che si trovano al centro di un vortice per loro di difficile comprensione. I nonni, sempre più importanti nella frettolosa società attuale, diventano fondamentali per la crescita serena dei nipoti con genitori non più conviventi poiché la permanenza con loro rappresenta una oasi di autentico affetto e amore. I veri e saggi nonni si preoccupano della serenità dei nipoti e cercano di contenere il disagio che costoro vivono a causa del goffo tentativo dei genitori di coinvolgerli in una lite che resta, per loro, una assurdità. La fine della convivenza dei genitori ha sempre delle profonde ragioni che, poi, in presenza di figli, si trasformano in aggressioni psicologiche nei loro confronti. Aggressioni che, purtroppo, talvolta diventano anche fisiche da parte del genitore che pretende di accaparrarsi il loro consenso per meglio aggredire l’altro genitore, soprattutto a livello economico.

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Perseguibili le false dichiarazioni

per il patrocinio a spese dello Stato


Il patrocinio a spese dello Stato, il c.d. patrocinio gratuito, è un istituto giuridico (DPR 115/2002) che garantisce la difesa gratuita a chi ha un reddito minimo lordo inferiore ad €. 12.838,01, compresi i redditi dei familiari (elevato, nei processi penali, di €. 1.032,91 per ogni familiare convivente) e viene concesso per i processi civili, penali, amministrativi, contabili, tributari e di volontaria giurisdizione (anche nei processi per separazione e divorzio). Le spese del processo vengono pagate dallo Stato e la scelta del difensore è una prerogativa del richiedente.

La veridicità del reddito dichiarato di cui si è titolari dovrebbe essere verificata, dopo il deposito dell’istanza di ammissione, dall’Agenzia delle Entrate. Il mutamento delle condizioni reddituali in corso di causa comporta la revoca o l’ammissione precedentemente negata all’istituto. La dichiarazione dei redditi complessivi viene fatta direttamente da colui che ne richiede l’ammissione, il quale potrebbe anche manomettere i dati ufficiali con dichiarazioni incomplete o, addirittura, false.

Se la dichiarazione è incompleta e/o falsa e il beneficio è stato ottenuto con l’inganno poiché chi ha sottoscritto la richiesta non poteva non sapere di non averne diritto, interviene la condanna, così come ancora una volta ha ribadito la Cassazione (ordinanza n. 12175/2024) che ha confermato la condanna in appello ad 1 anno di reclusione e 600 euro di multa inflitta ad un soggetto per il reato 110 c.p. e 95 d.P.R. n.15/2002 perché nell’istanza per ottenere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato aveva dichiarato, falsamente, di trovarsi nelle condizioni economiche previste per l'ammissione al beneficio.

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