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Un affido rispettoso dei figli e dei genitori
I separati e simpatizzanti della Valle d’Aosta, come meglio illustrato nel servizio del coordinatore regionale Raffaelle Lippiello, si sono ritrovati per fare il punto sulle problematiche dei figli dei separati e del genitore estromesso dalla loro quotidianità (problematiche presenti non solo nella piccola regione del Nord ma in tutta Italia) ed a cui, di fatto, viene negato il diritto ad una sana genitorialità, che, per il 94% è sempre il padre, poiché a lui, volutamente, non viene riconosciuto il diritto alla collocazione prevalente dei figli. La situazione valdostana, in questi ultimi anni, sta peggiorando per la mancanza di una cultura e di una politica incentrata sul rispetto delle esigenze dei minori, futuri gestori della società locale, e per l’assenza di una autonoma riflessione sul forte disagio che i minori sono costretti a subire con la fine della convivenza dei genitori.
Il ripetuto grido di allarme, dei minori e del genitore più sensibile al loro disagio, lanciato alle istituzioni non ha trovato una adeguata e concreta risposta in tutti coloro che dovrebbero avere a cuore la crescita equilibrata di una società improntata alla sua tutela, ma prevalentemente non allo sfruttamento dei più deboli, che, purtroppo, quasi sempre avviene, a vari livelli e con modalità diverse, quando non si protegge la parte più fragile e sensibile del tessuto sociale.
Il tema del malessere minorile e genitoriale non può essere sottaciuto senza gravi rischi per la sopravvivenza dei valori sociali e delle basi socio-culturali di una società sempre più in balia delle strategie di sopraffazione dell’uno sull’altro. Questa assurda tendenza può e deve cambiare e, per farlo, ci vuole una convergenza operativa di tutti i soggetti a cui sta a cuore il futuro di una regione presa dal vortice del proprio benessere economico, che, talvolta, purtroppo, si trasforma nello sfruttamento del più debole.
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