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Anche il giudice prende fischi per fiaschi!

Capita di leggere sentenze dei tribunali senza alcun senso per un palese scambio di persone. Accade ciò perché nelle sentenze, oltre al consueto copia ed incolla per “economizzare” il tempo, si arriva ad attribuire al genitore che fa ricorso figli che non ha, oppure si fa riferimento a situazioni processuali inesistenti, cioè si confondono i fascicoli o parte di essi.

La sentenza e il decreto, nei Tribunali per i minorenni, decidono su situazioni inesistenti o su argomenti oggetto delle controdeduzioni e non dell’istanza del genitore ricorrente.

Un socio dell’associazione si è visto attribuire più figli piccoli

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Il diritto di famiglia è ancora valido?

Analizzando certe sentenze non si può che asserirne la sua fine. La giustizia è una istituzione intoccabile i cui operatori beneficiano di innumerevoli privilegi, non rendono mai conto a nessuno del proprio operato, non pagano quando commettono errori delegando a risarcire le loro inadempienze e superficialità. Non parliamo, poi, di ciò  che la cronaca in tutti questi decenni è stata costretta a  riferire. Nelle separazioni e nei divorzi sorge spontanea una domanda: chi emette la sentenza ha letto attentamente i fascicoli delle parti?

 

Lettori di fascicoli cercasi


Vengono emesse sentenze di separazione e divorzi - o di modifica di queste - che ci lasciano allibiti. Il contraddittorio non c’è stato o non è servito a nulla e, nonostante le richieste documentate, i voluminosi fascicoli non sono stati aperti e si ha la netta sensazione che ogni processo è copia di altri e che ci sia una prassi che rispetta solo formalmente la procedura civile mentre il libero arbitrio resta fortemente condizionato da ideologie e mode culturali.

Restano incomprensibili certe valutazioni giustificative della sentenza – talvolta veramente inaccettabili perché basate esclusivamente su luoghi comuni e senza alcun riscontro scientifico – che sembrano dar ragione non ai fatti oggettivi, oggetto del contendere, ma ad un’etica familiare basata sulla sopraffazione di un coniuge sull’altro o di un genitore sull’altro senza minimante garantire ai minori i loro diritti e la loro inalienabile dignità di persona.

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