Attualità
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Aosta, i cittadini chiedono ma la Regione tace, come sempre!


Registro pubblico contributi e agevolazioni

ai figli dei separati


Con la riapertura della scuola e l’incremento delle spese non ordinarie per i figli, con la determinazione del loro mantenimento a seguito dell’affido prevalente ad un solo genitore, si incrementa una sottile e subdola conflittualità genitoriale conseguente a strategie di genere assai manifeste che considerano il padre, quasi sempre, un soggetto perdente il cui ruolo è, fondamentalmente, sempre e solo quello di pagare, anche quando la sua situazione economica non glielo permette. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e nessuno interviene per affrontare questa piaga sociale che finisce per allontanare, direttamente con provvedimenti iniqui e indirettamente con l’emarginazione del genitore non collocatario ridotto in miseria, e spesso depredato anche delle sue misere risorse economiche, che non può nemmeno ricevere degnamente i figli quando sono con lui.

Non è retorica ma la constatazione della dura realtà locale dei genitori non più conviventi che, di fatto, annulla qualsiasi diritto alla bigenitorialità da parte dei figli e la cogenitorialità (crescere i figli in convergenza tra i genitori) per il genitore estromesso dalla vita reale dei figli. Il mondo politico, esageratamente costoso e incontrollato, se si pensa che la Valle ha un consigliere regionale ogni 3.500 abitanti, mentre in Lombardia il rapporto è un consigliere ogni 125 mila residenti.

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La giustizia è ingiusta anche per colpa di noi tutti


Lottare contro la giustizia ingiusta nelle separazioni e nell’affido dei minori è un dovere non solo dei diretti interessati ma della società tutta, poiché la responsabilità della sua esistenza non è solo di chi amministra la giustizia ma anche di chi non fa nulla per garantire la giustizia, rimuovendo le cause che sono alla base di questa vessazione, continuata, dei cittadini, soprattutto quelli più deboli. Il problema ci riguarda da vicino poiché una società che si regge sulla sudditanza al più forte non sarà mai una società giusta e non potrà mai sperare in una giustizia giusta che significa, di fatto, rispetto dei diritti fondamentali di tutti i suoi membri.

La giustizia nelle separazioni e negli affidi deve essere giusta altrimenti non è giustizia nemmeno quando usa impropriamente questo termine e, per tutelare - meglio sarebbe dire pretendere – sentenze eque e rispettose della legge vigente occorre, in primo luogo, fare un profondo esame del comportamento dei singoli membri della società, senza ricercare scuse per addossare la colpa sempre agli altri. Se la giustizia è ingiusta vuol dire che la giustizia viene esercitata in modo iniquo, che la legge non è uguale per tutti e che chi entra in un tribunale da indagato deve lasciare ogni speranza poiché la certezza di equità è troppo spesso bandita per l’innocente.

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