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LA CASSAZIONE DICE SI ALLA MADRE

* dr. Ezio Ciancibello

Nuovo tragico sviluppo della violenta lite che oppone due genitori per il “possesso” del loro figlio di 11 anni.

La Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d'appello di Brescia il decreto dei giudici di secondo grado di Venezia. La Cassazione, secondo le prime informazioni, avrebbe annullato il decreto dei giudici di secondo grado di  Venezia per un vizio di motivazione in quanto non avrebbero esaminato le critiche mosse dalla madre all'accettazione della "PAS", presa invece come elemento centrale nella scelta di affido del bambino al padre.

Quindi questo povero bambino viene prima prelevato a forza dalla madre per essere portato dal padre, poi una sentenza della Cassazione decide che il “pacco-bambino” può essere rispedito al mittente, in attesa di ulteriore sentenza legale, presa questa volta dalla Corte di Appello di Brescia, che deciderà se lasciarlo definitivamente depositato presso la madre, o spedirlo nuovamente al padre, con buona pace della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, a cui ha aderito anche l’Italia, che dice espressamente all’Art.3 comma 1:

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Testimonianza

Riceviamo e pubblichiamo*

Festa del papà separato: una rituale farsa

Sono un papà che vedo i miei due figli di dieci e sette anni solo quando vuole mia moglie, la quale se ne frega delle disposizioni consensuali di separazione e bussa solo a cassa, nonostante stia economicamente meglio di me e viva nella casa che con anni di sacrifici mi sono costruito (lavorando sabato e domenica e aiutato da amici e parenti) prima del matrimonio. Come dipendente pubblico ho un reddito di 1.400 euro al mese, mentre lei arriva a quasi duemila euro e percepisce l’affitto di una sua casa (€. 530 al mese). Inoltre le devo passare – perché secondo il giudice non ho il mutuo sulla casa – €. 800 al mese per il mantenimento dei due figli che dovrebbero stare con me per 14 giorni al mese. Le spese straordinarie ( di tutto e di più) sono al 50% senza che possa avere il diritto di concordarle preventivamente. Mediamente le devo dare altre 150 euro al mese. Pago €. 350 al mese  per un piccolo monolocale, oltre alle utenze. I miei genitori e la famiglia di una mia sorella mi passano viveri, vestiario e benzina per andare a lavorare. Soldi per svaghi personali non esistono.

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