Attualità
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Torgiano, 31.5.2019


Tutela dei minori nelle separazioni

Dove sono le istituzioni umbre?


Venerdì 31 maggio 2019 si terrà a Torgiano (PG), Sala S. Antonio, piazza S. Antonio 1 il CONVEGNO su “Dove sono le istituzioni umbre nella tutela dei minori?

L’affido condiviso è entrato in vigore nel 2006 ma ancora non è pienamente applicato nelle aule dei tribunali, collocando, per oltre il 90% dei casi, i figli presso la madre, la quale continua, come cinquant’anni fa, a gestire a suo piacimento i figli, con la benevolenza dei servizi sociali, e riconoscendo al padre solo la funzione economica. Tanti doveri e pochi diritti per il genitore non collocatario, nell’indifferenza delle istituzioni e delle forze socio-politiche regionali.

La conflittualità genitoriale anche in Umbria è sovente causata da una cattiva separazione, anche quando falsamente consensuale, che tende ad escludere il padre dal suo inalienabile ruolo affettivo ed educativo dei figli. I provvedimenti dei tribunali che si adagiano acriticamente sulle relazioni dei servizi sociali che, concretamente, non forniscono garanzie di trasparenza e terzietà e non rispettano la legge sulla pubblica amministrazione, essendo dipendenti pubblici. Da qui la necessita di disciplinare l’attività dei servizi sociali con un Regolamento che tuteli, in primo luogo, gli stessi operatori e fornisca garanzie di oggettività, trasparenza e le pari opportunità genitoriali senza le frequenti e inammissibili inclinazioni di genere.

Resta assurdo come i servizi sociali non permettano ai genitori e ai loro legali l’accesso ai fascicoli dei propri figli, contravvenendo alla legge sulla P.A. con la complicità dei responsabili dei servizi che negano il diritto alla trasparenza da parte dei cittadini.

In Umbria ancora non esiste l’affido condiviso paritario o alternato, con il mantenimento diretto dei figli, che sarebbe la piena applicazione della legge 54/2006 sul condiviso, con il mantenimento diretto dei figli e con la loro collocazione paritetica presso ambedue i genitori, così come affermato dalle Linee guida del tribunale di Brindisi e come applicato da un numero crescente di giudici.

Nel convegno saranno date risposte sul funzionamento e sui controlli effettuati nei confronti dei Servizi sociali e delle comunità a cui vengono affidati i minori, come si affronterà il funzionamento della giustizia in Umbria e il mancato rispetto, assai spesso, dei diritti dei minori e del genitore non collocatario.

Il dibattito è moderato dal giornalista Alvaro Fiorucci. Il Comune di Torgiano ha dato il proprio patrocinio al convegno.

L’associazione invita al dibattito genitori, politici, operatori sociali e psicologi, avvocati e tutti coloro che avvertono i problemi causati ai minori nelle separazioni.

L’Ordine degli Avvocati di Perugia ha riconosciuto l’evento con l’attribuzione di n. 6 crediti formativi complessivi in materia di diritto di famiglia (n. 3 per la sessione mattutina e n. 3 per la sessione pomeridiana)

 
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AOSTA, 29 maggio 2019 ore 20.30

Si parla di affido condiviso paritario


E’ un diritto dei minori

concederlo non è reato


Mercoledì, 29 maggio alle ore 20.30, ad Aosta presso il CSV, via Xavier de Maistre, 19 si terrà il terzo incontro Parliamo di diritto di famiglia con l’avv. Francesco Valentini che tratterà il tema: L’affido condiviso paritario è un diritto, non un reato”.

Il relatore affronterà l’affido condiviso paritario o alternato, previsto dalla L.54/2006 (la legge che ha introdotto in Italia l’affido condiviso) ma mai pienamente attuato perché la stragrande maggioranza dei giudici ha messo in atto la prassi della “collocazione prevalente”, ovviamente presso la madre che gestisce a suo piacimento i figli. Come in passato.

Nulla di nuovo nei palazzi della giustizia dove regna indisturbato il pregiudizio che il padre non sia in grado di far crescere i figli, di fatto svuotando il diritto dei minori ad avere la presenza paritetica di ambedue i genitori e il diritto di ciascun genitore a contribuire all’educazione e crescita dei propri figli - come scritto nella Costituzione - condividendo con loro gli stessi tempi dell’altro genitore.

La “collocazione prevalente” non è previsto nella legge che ha riformato l’affido dei minori quando viene meno la convivenza dei genitori e la sua introduzione è un vero e proprio abuso giudiziario che non trova giustificazione nella discrezionalità del giudice. Si tratta, esclusivamente, della non applicazione della legge vigente e, pertanto, può anche ravvisarsi un illecito. Sicuramente questo ingiustificabile modo procedurale continua a consolidare una discriminazione tra i due genitori che la legge sul condiviso, invece, voleva abolire per i danni irreversibili che provoca nei minori che gli viene sottratto un genitore.

 

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