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Umbria: in discussione la mozione per regolamentare l’attività dei servizi sociali presentata dal consigliere regionale De Vincenzi affinché


Il diritto e la legge prevalgano sugli inciuci clientelari,

sulla commistione e collusione tra politica ed istituzioni


Sul sito ufficiale delle News della Regione Umbria è stata riportata la notizia della mozione presentata dal Consigliere regionale Sergio De Vincenzi. Dopo l’iniziativa che al momento” riposa” presso il Comune di Perugia, il consigliere De Vincenzi ha invitato la Giunta regionale ad adottare “linee guida regionali a tutela dei minori coinvolti in procedimenti di separazione/ divorzio” dal momento che la problematica ha assunto risvolti conflittuali presso i servizi sociali, in assenza di una corretta disciplina.

Il problema esiste e va risolto con somma urgenza, in considerazione del fatto che conseguenze e danni si riversano sui minori, vittime innocenti, e sulla società che ne subisce le conseguenze a tutti i livelli. La nostra Associazione, che vive quotidianamente il dramma delle famiglie in crisi, non intende restare a guardare in silenzio per cui ha acceso il faro su alcuni aspetti della materia che affrontiamo e dibattiamo nella competenza dei rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione.

Riteniamo che tutti debbano fermare l’assurdo viatico dei minori trascinati nelle aule dei tribunali e riportare il problema della Regola uguale per tutti negli spazi e nelle sedi deputati al confronto presso i Servizi sociali dei Comuni.

La legge c’è e va applicata nel rispetto delle funzioni pubbliche e dei diritti dei cittadini. Ma soprattutto nel rispetto delle persone dei minori ai quali va garantito lo sviluppo e la crescita secondo la normalità dei momenti dell’evoluzione.

Il consigliere De Vincenzi si è fatto carico del problema.

Nessuno fugga o si sottragga. Siamo in ritardo dal 1977 (DPR 616/77: trasferimento funzioni agli Enti territoriali). I nati di quella epoca hanno già superato la soglia degli anni 40. Chissà quanti di loro si trascinano problemi per responsabilità delle inadempienze, ritardi ed omissioni di una società che ha voluto incanalare il loro problema verso una strada “chiusa”.

Dobbiamo far presente che queste problematiche furono fatte presenti ai gruppi regionali e comunali del capoluogo, ma solo il consigliere regionale De Vincenzi si è fatto promotore di iniziativa concreta al Consiglio regionale e al consiglio comunale di Perugia, dove i servizi sociali “protetti” contro ogni evidenza dall’assessore alle politiche sociali.

Seguiremo con attenzione il dibattito e il comportamento delle forze politiche e incalzeremo i ritardatari sull’impegno proposto, perché il diritto e la legge prevalgano, sempre, sugli inciuci clientelari, sulla commistione (politica – istituzioni) e sulle collusioni.

Nelle pagine di questo sito abbiamo riportato la mozione che da un anno è stata depositata al comune di Perugia dal consigliere De Vincenzi e, in allegato, troverete il contenuto della mozione alla Regione.

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Perugia 12.3.2018, convegno su: “Percorsi di tutela per i minori e le famiglie”.

L’assessorato alle Politiche sociali del comune di Perugia, l’ordine degli assistenti sociali, nazionale e regionale, si autotutelano.

 

Le istituzioni e i servizi sociali umbri si interrogano

ma rigorosamente senza i genitori!


di Ubaldo Valentini*

 

L’assessore alle Politiche sociali del comune di Perugia, Edi Cicchi, scende in campo per difendere l’operato dei servizi sociali che, invece, continuano ad agire con discrezionalità e senza alcun controllo istituzionale, ignorando le leggi vigenti sulla pubblica amministrazione, la normativa relativa alla legge 241/90 e le specifiche richieste della nostra associazione, unica rappresentante in Umbria dei genitori separati e dei minori figli di separati, per il diritto alla trasparenza e alla tutela dei minori e della bigenitorialità.

Il tema, come sempre in queste circostanze, è la tutela dei minori che sarebbe garantita con l’individuazione di percorsi specifici per loro e per le famiglie. Un tema gestito invece con criteri e modalità generiche e discrezionali per finalità politiche, ma non di tutela e di interesse dei minori e delle loro famiglie.

La tutela avviene nei fatti e non nelle dichiarazioni di intenti dei politici e delle cooperative sociali a loro collegate, dei vari e vari ordini professionali (assistenti sociali, avvocati, psicologi, “famiglie cattoliche” e lobby di diversa natura) che col   potere pubblico hanno costituito un sistema incontrollato di penetrazione nei flussi finanziari pubblici. Sull’ambiguità di questo sistema è nato, specialmente in Umbria, un patto, che viene da lontano, in cui politica e mondo cattolico hanno permesso che procreassero associazioni e logge sotto la direzione e con la benedizione dell’Opus Dei.

Le Istituzioni e i servizi (sociali) si interrogano – è scritto nel tema del convegno – e la risposta verrà data da: ordine degli assistenti sociali nazionale ed umbro, conduttori televisivi, assessori, Anci, ricercatori universitari sui servizi sociali, Asl 1 Umbria, garante regionale dell’infanzia, università degli Studi di Perugia, ufficio scolastico regionale, rappresentati del terzo settore, ordine degli avvocati, ordine degli psicologi, ordine dei giornalisti, presidente Associazione Agevolando. In una tavola rotonda, presieduta dall’assessore comunale Edi Cicchi, verranno analizzati i Percorsi di tutela e sinergie istituzionali nella realtà regionale con: Procura Generale della Repubblica, Tribunale Ordinario di Perugia, Corte d’Appello, Tribunale per i Minorenni dell’Umbria, Servizi socio sanitari USL Umbria 1, Servizi Sociali Comunali. Tanta garanzia, si fa per dire, con tanto rumore in sole cinque o sei ore. Al pubblico è permessa una domanda limitata a due minuti. Questo il piatto.

Il Cast così istituzionalizzato dovrebbe, secondo la politica imperante, tranquillizzare i cittadini e assicurarli che i lavori del convegno saranno disinteressati e forieri di proposte rivoluzionarie. L’incontro è riservato a quelli che “dicono, parlano e decidono per il cittadino. Come si suol dire “se la cantano e la suonano tra loro”.  L’iniziativa è autocelebrativa delle strutture coinvolte la cui operatività presenta numerose, prevedibili e pericolose criticità. Un convegno così importante si poteva organizzare con un calendario di più giorni per dare voce a quelli che risultano esclusi, ma che sono gli interessati: i minori, i genitori e le associazioni che li rappresentano e che da anni lottano per tutelarli dagli abusi istituzionali.

 

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