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­­­Aosta: partecipato dibattito


L’operato del Tribunale contestato dai separati


Vivace e partecipato il pubblico incontro, introdotto dall’avv. Gerardo Spira, tenuto ad Aosta il 12 su Separazioni in Aosta: Parliamo di GIUSTIZIA senza peli sulla lingua”. I

Il relatore, partendo dall’art.30 della Costituzione che pone a fondamento della famiglia la centralità dei figli e l’uguaglianza dei diritti e doveri dei genitori verso di loro (diritti e doveri che permangono anche dopo la fine della convivenza), ha ripercorso l’evolversi del diritto di famiglia e della relativa giurisprudenza e dottrina fino alla legge n. 54/2006 e alle recenti Linee guida di Brindisi per una corretta applicazione del Condiviso.

La mancata applicazione della parità genitoriale nell’affido dei figli da parte dei tribunali che, invece di decidere in proprio - come loro dovere e come più volte ci ricorda la Corte europea sui diritti degli uomini (Cedu) - si limitano, troppo spesso, a trascrivere le conclusioni discrezionali dei servizi sociali incaricati di riferire su minori e sui loro genitori. E’ dovere dei politici degli enti locali, ha sottolineato l’avvocato Spira, regolamentare in modo vincolante l’attività dei servizi sociali in presenza di minori con genitori in fase di separazione.

La mancata applicazione delle pari opportunità genitoriali penalizza il “superiore interesse del minore” e il genitore non collocatario ed è causa della radicalizzazione di una conflittualità che spesso è conseguenziale della fine della relazione e che, ad Aosta, sfocia in tragedie. Compito della Giustizia è quello di garantire ai due genitori pari opportunità genitoriale, vigilare che il preminente interesse del minore sia tutelato e che le disposizioni di affido vengano rispettate. In caso contrario, come ci ricorda il diritto, si modificano le condizioni di affido e si sanziona il genitore che non le rispetta.

Ad Aosta la Giustizia, con troppa facilità, non può e non deve essere a senso unico e le separazioni non possono muoversi in un percorso tortuoso e difficile per i genitori, quasi sempre impossibile per i padri. Non si applica, come invece sta avvenendo in tanti tribunali, l’affido condiviso paritetico o alternato, con il mantenimento diretto dei figli e senza l’assegnazione della casa familiare, più rispondente ai principi di uguaglianza dei diritti e dei doveri.

La condizione della madre, resiste alle verifiche fiscali, da cui, comincia a venire fuori tanto sommerso di lavoro a nero, dichiarazioni falsificate, un mondo in cui finanziamenti e contributi pubblici per i figli in situazioni di separazioni privilegiano situazioni che, chissà perché, restano escluse dai controlli e al padre si vieta perfino di conoscere le entità di soldi pubblici esborsati al genitore collocatario per i figli. Il tenore di vita economica è preso in considerazione dalle istituzioni solo per la donna, senza tener conto di quanto sfugge e si disperde nei meandri del sistema. I figli sono carico non solo dell’uomo, ma anche della donna, che, stranamente, risulta quasi sempre povera e bisognosa. In tale sistema trova facile accesso l’istituto del gratuito patrocinio.

Talvolta si ha la sensazione che al tribunale non interessi condizione di vita del padre, le sue difficoltà di lavoro, anzi, se non paga immediatamente si attivano con solerzia azioni penali per mandarlo in galera o costringerlo a pagare somme impossibili.

Ad Aosta non si parla di Pas, di spese straordinarie da concordare preventivamente, pena la nullità del rimborso. I ricorsi di modifica delle condizioni economiche vanno seriamente valutate e il superiore interesse dei minori va tutelato nel rispetto del principio che entrambi i genitori sono uguali per la legge.

“Il cittadino - ha concluso l’avv. Spira - ha diritto a pretendere che il motto ‘la legge è uguale per tutti’ venga rispettato senza ideologie e prevenzioni di genere”.

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Regione Umbria


La mozione sulla regolamentazione dei servizi sociali

approvata all’unanimità dal consiglio regionale


Apprendiamo, con soddisfazione, che L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria next) che impegna la Giunta regionale a emanare Linee Guida riguardanti le attività amministrative dei servizi sociali in materia di minori coinvolti in casi di separazione o divorzio dei genitori.

L’impegno della nostra “Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori”, che da circa quattro anni si batte per l’approvazione da parte degli enti locali italiani di uno specifico Regolamento per disciplinare l’attività dei servizi sociali, predisposto dall’avv. Gerardo Spira, vede, così, il risultato di una iniziativa che, in controtendenza dalla consolidata prassi finora tenuta dalla burocrazia, per affronto politico, interviene in una materia che ha visto assente la funzione pubblica, abituata ad esprimersi e decidere secondo una prassi discrezionale, consolidata per lungo tempo.

L’associazione, l’unica in Italia, supportata dalla legge, dimenticata da troppo tempo, ha ripescato il bandolo di un filo che imponeva già dal 1990, alla P.A di intervenire nelle attività dei servizi sociali nella materia dei minori coinvolti in casi di separazione o divorzio dei genitori. Dunque il grave problema sociale viene rimesso in un primo corretto e trasparente percorso della fase della separazione, perché i genitori vivano l’evento senza la paura dell’isolamento ed abbandono della società, ma in un clima di incontri partecipati, trasparenti e soprattutto nel rispetto degli interessi superiori dei figli. Le regole, sempre e per tutti, sono la sicura garanzia per il rispetto dei diritti delle parti in conflitto.

L’Associazione, continuerà a promuovere il Regolamento, già depositato presso la Regione Umbria e diffuso anche in altre realtà d’Italia. Confidiamo che le Linee guida vengano redatte con carattere di forza giuridica, secondo il percorso tracciato dalla legge 241/90, proposto nella mozione presentata dal consigliere De Vincenzi, che, assieme agli altri consiglieri, vivamente ringraziamo per aver accolto la richiesta dei numerosi separati, tramite noi sollecitata. Finalmente si comincia a comprendere che i problemi della famiglia e dei minori non hanno un colore politico.

Va al Consiglio tutto il nostro attestato di riconoscimento nella speranza che il prossimo passaggio si traduca in atti e provvedimenti di forza legale per la successiva fase giudiziale. Fin da ora manifestiamo la nostra disponibilità a mettere a disposizione dell’ente regionale e dei comuni tutta la nostra esperienza professionale in materia.

L’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori continua il suo impegno perché la regolamentazione nella materia della famiglia, contribuisca ad eliminare gli ostacoli che ancora vengono frapposti al normale rapporto cittadino-Pubblica amministrazione.

 
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