Attualità
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Anche la cattiva gestione degli affidi

è responsabile della crisi delle nascite


di Ubaldo Valentini

 

In Italia siamo in piena crisi delle nascite e la responsabilità, quando i genitori cessano di convivere, va ricercata anche nella cattiva gestione dell’affido dei figli da parte della magistratura chiamata a sentenziare sul loro affido, sul diritto di vista del genitore non più convivente con loro e sul loro esoso mantenimento, quasi sempre a carico del genitore estromesso dalla prole.

Compartecipi e responsabili dell’emarginazione di uno dei genitori (il non collocatario, cioè quasi sempre il padre) sono quei dipendenti degli enti locali che assolvono al proprio lavoro con molta discriminazione verso il padre, e di conseguenza verso i minori, quali gli assistenti sociali, gli psicologi, i mediatori familiari, gli educatori, i funzionari delle amministrazioni pubbliche, a cui compete il dovere del controllo sull’operato dei sopra citati dipendenti ma non lo fanno.

I politici, che, seppur conoscendo le pecche di questi “professionisti”, per finalità elettorali, non formulano leggi chiare e vincolanti sull’affido nelle separazioni dei genitori; non impongono un Regolamento ai Servizi sociali che trattano la delicata materia dei minori e dei loro diritti “negati”; non garantiscono trasparenza nei finanziamenti che gli enti pubblici elargiscono ai figli e al genitore collocatario (quasi sempre esclusivamente la madre) nonostante che da quindici anni sia operante la legge sull’affido condiviso; non permettono al genitore non collocatario l’accesso all’informazione sui finanziamenti percepiti in nome dei figli e/o in quanto genitore separato con figli presso di cui collocati. Anzi, questi enti pubblici, ignorando la legge sulla privacy rispondono che non possono dare informazione sui figli al padre, da loro ritenuto un “estraneo”!

Si assiste al rimpallarsi delle responsabilità tra questi operatori e i giudici, alla dilagante arroganza dei servizi a voler decidere sui minori, senza la dovuta e specifica competenza, spesso acquisita con corsi professionali farsa. Tutti ne parlano, ma nessuno interviene, nemmeno i legali, che ritengono, a ragione, l’intervento di molti servizi sociali dannoso per i minori stessi.

Il genitore estromesso dalla vita e crescita dei propri figli (la presenza saltuaria di alcune ore non incide nella formazione sociale ed affettiva dei minori) viene platealmente snobbato dalla stragrande maggioranza di magistrati ed operatori psico-sociali, riconoscendogli solo il ruolo di bancomat sotto-scacco della madre collocataria e, se non paga, gli si aprono le porte del carcere per aver fatto venir meno il sostentamento dei figli, anche quando la genitrice è facoltosa ed investe le proprie risorse, anche l’assegno di mantenimento per la prole che riceve dal padre, per viaggi e per una vita dispendiosa per sé, ma non per i figli.

 

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CONFERENA – DIBATTITO

AOSTA – Lunedì 31 maggio ore 20.30

Sala Conferenze (g.c.) CSV Rue De Maistre Xavier, 19

 

Aosta: La giustizia minorile negata

a figli e genitori. Cosa fare?

 

Introduce il dibattito il prof. Ubaldo Valentini – Moderatore: dott. Andrea Pieri.

La conferenza dibattito è aperta a tutti i cittadini.

Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. tel. 347.6504095

Ubaldo Valentini - pres.

 

***

 

La situazione della giustizia minorile in Valle d’Aosta è critica e non esistono garanzie di tutela dei minori e del genitore “bancomat”, estromesso dalla vita dei figli. I genitori separati subiscono ed inutile è la loro protesta. I politici mettono la testa sotto la sabbia e fanno finta di non vedere e di non sapere.

La situazione è ormai intollerabile: provvedimenti di affido contraddittori e non sempre comprensibili; lo stesso giudice è chiamato ad esprimersi, anche per quattro/cinque volte, sui ricorsi di modifica delle sentenze di separazione e divorzio da lui emesse (come relatore e come istruttore del provvedimento), con la conseguenza che le nuove istanze vengono velocemente rigettate, il padre viene condannato a pagare le spese legali di controparte e nessuno vuole smentire sé stesso; giudici inamovibili da decenni su un tribunale molto piccolo (corrispondente ad un territorio di un piccolo quartiere di Roma o Milano) e gestione della giustizia minorile e familiare affidata a giudici che da un decennio amministrano ed emettono decreti e sentenze spesso contraddittorie tra loro e con sempre garantiscono il contraddittorio e accertamenti sulla madre collocataria. Guai, poi, parlare di affido paritario, di Pas o di accertamenti sul rifiuto dell’altro genitore da parte dei figli, anche se piccolissimi, di trasparenza nei finanziamenti pubblici e privati e di lavoro nero dei genitori, di indebito patrocinio gratuito e tant’altro. La madre è intoccabile.

L’attività 2021-2022 ad Aosta (dedicata ad Antonio Sonatore, di cui è appena terminato il 25° anniversario dal suo gesto di protesta a tutela della sua negata paternità) sarà incentrata su questo grave problema che danneggia, di fatto, prevalentemente i figli privati di un genitore. Lo faremo con pubblici dibattiti, convegni, conferenze e tavole rotonde a cominciare da lunedì prossimo.

 
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