|
|
|
Le minacce ai giudici abruzzesi non servono a nulla:
occorre, invece, mandarli subito a casa e per sempre
di Ubaldo Valentini*
Le minacce ai giudici de L’Aquila non servono a nulla, se non a dar ragione a chi ragioni giustificative del proprio operato non ne ha. E’ indiscutibile che il ricorso a togliere ai genitori i propri figli (sospendere o revocare la responsabilità genitoriale) è, quasi sempre, un esercizio di un potere incontrollato da parte di chi non riesce a comprendere che la responsabilità genitoriale si sospende o revoca, solo e per poco tempo, quando sono state sperimentate, nei fatti, ma non nelle parole, le possibili soluzioni alternative. C’è stato, a parere dell’associazione che presiedo, un pericoloso atto di forza dei giudici, forse sollecitati dagli evanescenti servizi sociali, per affermare un principio di autorità, come se i figli appartengano alle istituzioni, anzichè a coloro che li hanno messi al mondo e che hanno l’inalienabile diritto ad educarli a vivere nella società nel rispetto delle proprie convinzioni culturali. La legge, dimostrano questi giudici, non è uguale per tutti e non hanno la forza di verificare il funzionamento delle case famiglia, a vario titolo protette, dove gli educatori non sempre possono definirsi tali e dove il disagio dei minori conseguenziale alla sottrazione alla famiglia di origine non viene rielaborato, ma anzi, sovente è aggravato
dall’indifferenza delle istituzioni e della politica che, invece, dovrebbero tutelare, in concreto, questi piccoli cittadini, senza limitarsi alla fatidica espressione nel superiore interesse dei minori, di cui sono pieni le sentenze, i decreti e le ordinanze sui minori, quando i genitori non sono più conviventi.
Il generale Robert Baden-Pawell, fondatore degli scout, non ha insegnato nulla o il suo messaggio esistenziale non è arrivato in Abruzzo (e in quasi tutti gli altri tribunali per i minori d’Italia) o non è conosciuto dai solerti giudici, impegnati a scovare i minori che vivono nei boschi con i propri genitori e, quindi, se considerano, loro malgrado, scandaloso il ritorno alla natura, bisogna compatirli.
|
Leggi tutto...
|