Dossier
PDF Stampa E-mail

Orfanotrofi. Umiliati e offesi


In Italia le strutture per minori sono un mondo opaco, dimenticato dalla legge e dall'opinione pubblica. Tantissimi bambini lasciati nelle comunità, perché darli in adozione significa far perdere la retta all'istituto che li ospita. Anni perché i tribunali prendano decisioni

di  Lidia Baratta*

 

Figli dello Stato. Figli di nessuno. I minori, orfani o allontanati dai genitori, parcheggiati nelle case famiglia e nelle comunità di tutta Italia sono circa 30-35mila (anche se dati certi non ne esistono). Bambini alle prese con la burocrazia già a uno, due, tre, quattro anni. Entrano in una struttura, in attesa di tornare a casa o essere adottati, e non sanno quando ne usciranno. Incastrati in un mondo nebuloso fatto di cooperative, istituzioni, servizi sociali e tribunali in cui circolano fiumi di denaro. Un miliardo di euro l’anno, o forse più. Delle strutture che li ospitano non si sa neanche quante siano – il Garante per l’infanzia ha pubblicato la prima raccolta dati sperimentale solo a novembre 2015. Né si sa quanto costino davvero alle casse pubbliche, visto che le rette da pagare variano dai 40 ai 400 euro al giorno. Erogate finché il minore resta tra le mura della comunità. E un bambino adottato in più, significa sempre una retta in meno.

La media di permanenza nelle strutture è di circa tre anni. Anche gli affidamenti temporanei, che dovrebbero durare al massimo due anni, spesso vengono rinnovati diventando sine die. In attesa di un decreto del tribunale dei minorenni che, a volte, non arriverà mai. Tant’è che su diecimila coppie che chiedono di adottare un bambino italiano, solo una su dieci alla fine ci riesce (leggi l'articolo sul disastro delle adozioni in Italia)

Business case famiglia. Niente controlli, niente trasparenza. Si spendono fino a 150 mila euro l'anno a bambino

Quelli che chiamavamo orfanotrofi, con i letti e castello e le camerate comuni, in teoria dal 2001 non dovrebbero esistere più. Ora si parla di case famiglia, dove una coppia ospita un numero ridotto di minori cercando di riproporre la formula familiare. O di comunità, educative o terapeutiche, gestite da addetti ai lavori. Ma in questo caso siamo alla vecchia formula che doveva scomparire e che invece rimane: è cambiato solo il nome.

La retta per ogni bambino ospitato viene pagata dai Comuni. Ma un tariffario nazionale di riferimento non esiste. Ognuno fa a modo suo, come se si trattasse di un mercato qualunque. Le rette più basse si pagano al Sud, dove si toccano anche i 40 euro al giorno. Quelle più alte vengono richieste nelle comunità terapeutiche, giustificate anche dalla presenza di personale più qualificato, oltre che di psicologi e psichiatri incaricati dalle Asl. Ma anche qui le escursioni di prezzo sono enormi: da 70 fino a oltre 400 euro. Per un totale di 150mila euro all’anno per un solo bambino. E i Comuni pagano. Quando non se lo possono più permettere, le strutture chiudono e i bambini vengono parcheggiati altrove, dove c’è qualcun altro disposto a pagare. Come è successo alla comunità “Hansel e Gretel” di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno.

La retta per ogni bambino ospitato viene pagata dai Comuni. Ma un tariffario nazionale di riferimento non esiste. Ognuno fa a modo suo, come se si trattasse di un mercato qualunque. Si va dai 40 fino ai 400 euro. Per un totale di 150 mila euro all’anno per un solo minore

«Spesso le somme richieste non sono giustificate», dice Cristina Franceschini, avvocato e presidente della onlus “Finalmente liberi”. «Sono somme che i comuni potrebbero versare alle famiglie in difficoltà per attuare un progetto alternativo ed evitare che i figli vengano allontanati». Il collocamento del bambino nella comunità deve essere l’ultima soluzione. Lo dice anche il garante per l’infanzia. Ma sempre più spesso diventa la prassi.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Abusi sui minori - Aosta 27 giugno 2015

 

A garanzia del giusto e primario rispetto della persona del minore


PROTOCOLLO D’INTESA UNICO NAZIONALE

per porre fine ad interventi contrastanti e discriminatori

Avv. Gerardo Spira *

 

Il tema del convegno è l'argomento ricorrente nelle questioni famiglia di oggi. Si ricorre ai Tribunali per cercare la risposta a condizioni di rischio e di sofferenza per i minori. Si ricorre alla giurisdizione minorile quando il rischio si è già materializzato o comunque è entrato in una condizione di elevata probabilità.

Si ricorre al Tribunale per ottenere la risposta favorevole alle ragioni che già hanno contribuito a determinare il pregiudizio al minore. Tutto ciò che avviene dopo ricade nella responsabilità degli attori della vicenda: operatori socio-sanitari, genitori; difensori, periti e magistrati. Tutti mancano di agire in via preventiva per anticipare il pregiudizio.

La maggior parte della scienza tenta ad escludere la colpa dell'intervento giudiziale, ritenendolo una condizione tesa ad evitare il danno.

Ritengo, invece, che l'intervento giudiziale, nell'interpretazione della norma (sul pregiudizio) non dia completezza ai valori costituzionali dei diritti dell'uomo come persona nel contesto sociale. Prevenire il rischio è compito di tutti i soggetti istituzionali che agiscono nel campo minorile e prima di tutti: l'Autorità giudiziaria.

I diritti fondamentali dell'uomo, sanciti in tutte le carte internazionali e nazionali non si prestano ad interpretazioni, perché ognuno di noi, ed in qualsiasi ruolo, li avverte nella sensibilità umana. Essi sono sentimenti e valori, prima di esplicitarsi nelle cose.

I tribunali sono stati istituiti per discutere dei diritti sostanziali dell'uomo e della persona e non di sentimenti. Quando si affida la decisione alle ragioni del cuore, il giudice non è più tale, la giurisdizione non esiste.

Le conseguenze della fine del rapporto fra genitori sono note tanto nel costume umano che nelle discipline psicosociali.

Quando compaiono i primi sintomi di discussione sulla separazione ricorre un'affermazione assunta usualmente: "il figlio di quella coppia è agitato".

Comincia in questo momento la violenza.

 

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 6 di 12

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di più.

EU Cookie Directive Module Information